Sci alpinismo | domenica 14 maggio 2017

Federico Nicolini: "L'oro mondiale rappresenta la più bella soddisfazione della mia carriera"

L'atleta trentino ha vinto anche la classifica generale della Coppa del Mondo espoir: "Nella prossima stagione cercherò di ottenere il massimo che mi sarà possibile tra i senior e spero di crescere ancora; in estate mi alleno con la mia famiglia, formiamo un piccolo esercito"

È stata la stagione della definitiva consacrazione per Federico Nicolini, che ha vinto la classifica generale della Coppa del Mondo Espoir, competizione in cui ha conquistato tre vittorie, e anche un oro e un argento ai Mondiali di Alpago/Piancavallo, rispettivamente nell’individual race e nella vertical. Il massimo che potesse raccogliere al suo ultimo anno da “espoir”, l’ideale per affrontare con maggiori motivazioni la prima stagione in cui gareggerà soltanto da senior. Risultati che Nicolini ha ottenuto nonostante si alleni con la sua famiglia, dal momento che non è entrato in alcun centro sportivo. Fratello di Elena, atleta che tanto ha vinto nella sua carriera, compreso un Mezzalama, al termine della stagione lavora al Rifugio Tosa Pedrotti, che la sua famiglia gestisce sulle Dolomiti di Brenta. Con lui abbiamo parlato in questa lunga intervista, nella quale abbiamo conosciuto un ragazzo determinato e grande appassionato di sci alpinismo.

Ciao Federico, hai disputato una stagione molto positiva, raccogliendo diversi successi. Alla vigilia ti aspettavi di vincere tanto?
«Il mio obiettivo era vincere tanto in questa stagione, perché era il mio ultimo anno da “espoir”, visto che a partire dalla prossima stagione gareggerò solo da senior. Ci tenevo proprio tanto a ottenere un bel risultato. Sono molto soddisfatto anche per come mi sono classificato tra i senior, perché sono sempre entrato tra i primi quindici».

Guardando alla prossima stagione ti sei già posto un obiettivo?
«Partirò con l’obiettivo di ottenere il massimo che mi è possibile tra i senior, anche se sarà una stagione molto dura, in quanto il livello è sempre più alto. Io spero di crescere ancora e salire un altro gradino. Già una conferma sarebbe positiva e poi vorrei partecipare anche ad alcune prove de La Grande Course. Per ora ho fatto solo un Pierra Menta in coppia con Beccari, entrando nei dieci, e uno con mio papà per fare esperienza».  

Qual è stata la soddisfazione più grande avuta in questa stagione?
«Senza dubbio è stato il successo al Mondiale, che ho preparato tutto l’anno. Centrarlo così è stato la ciliegina sulla torta».

Come si fa a mantenere un’ottima condizione per tutta la stagione?
«Abbiamo fatto più di trenta gare e penso che il segreto sia la testa, anche se nella gara di Campiglio, l’ultima della stagione, le energie mi avevano ormai abbandonato. Infatti mi sono preso subito una pausa di un paio di settimane, sono andato in vacanza per staccare il cervello e riposare il fisico».

Qual è la tua caratteristica migliore e dove devi migliorare?
«Per ora vado molto bene in salita, mentre devo migliorare in discesa, che ormai è diventata importante nello sci alpinismo quanto la salita, dove il livello è molto alto e i migliori venti atleti al mondo sono tutti lì. Oggi le gare si vincono soprattutto in discesa e nei cambi d’assetto. Comunque non sono imbranato in discesa, sia chiaro, devo solo fare un piccolo salto di qualità, quello che mi manca per diventare un top skialper».  

Quale specialità dello sci alpinismo preferisci?
«Mi piacciono tanto le gare vertical, ma vado abbastanza bene anche nelle individuali. Mi manca ancora qualcosa nella sprint, alla quale colpevolmente non ho creduto tanto in passato, ma penso che dalla prossima stagione in poi dovrò mettermi in testa di fare allenamenti specifici nelle sprint».

Com’è nata la tua passione per lo sci alpinismo?
«È iniziata da giovanissimo, quando mio papà gareggiava e io andavo sempre a vederlo e fargli il tifo. Si è anche tolto tante soddisfazioni, vincendo una Coppa Europa nel 2001 e salendo sul podio al Pierra Menta e al Mezzalama. A casa si parlava ogni giorno di sci alpinismo e di allenamenti, anche perché presto ha iniziato pure mia sorella Elena. Così ho provato, mi sono innamorato e da lì non ho più smesso. Anche mia sorella, ovviamente ha influito ed è bellissimo allenarci insieme. In estate formiamo un piccolo esercito qui a casa, tra me, mia sorella, il suo fidanzato e mio papà. È una cosa importante essere in tanti, perché se una volta uno di noi non ha voglia, viene trainato dall’altro».

Quanto è importante, per te, avere tuo papà e tua sorella Elena in grado di dare consigli?
«Tantissimo. Mia sorella ha sette anni di più, è anche maestra di sci e mi aiuta moltissimo soprattutto sulla discesa. Mio papà, invece, mi dà molti consigli su come allenarmi».

Qual è la cosa che più ti piace dello sci alpinismo?
«A parte le gare, che sono veramente divertenti, la cosa più bella è l’allenamento, soprattutto quando arrivi in cima alla salita al tramonto, ti godi il paesaggio e poi scendi in discesa con la neve fresca. Non c’è nulla di più bello. Lo sci alpinismo è stupendo. Nel corso dell’anno ci sono anche giornate nelle quali non hai voglia e sei stanco, ma sono molto di più quelle in cui ti diverti».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
«Sicuramente, visto che presto lo sci alpinismo ne farà parte, il mio grande sogno è partecipare alle Olimpiadi e ovviamente cogliere anche un bel risultato. Oltre a questo, il mio sogno sarebbe vincere una grande classica, come il Mezzalama o l’Adamello, gare che tutti in una carriera vorrebbero vincere e rappresentano il clou dello sci alpinismo. Non voglio dire che non vorrei vincere la Coppa del Mondo, ma che mi piacerebbe tanto vincere una delle grandi classiche dello sci alpinismo».

Non sei ancora entrato nell’Esercito: ci riproverai in futuro?
«Penso proprio di si, perché sarebbe molto importante, mi permetterebbe di trasformare la mia passione in un lavoro, ma soprattutto l’Esercito è il top team dello sci alpinismo e potrei allenarmi con i migliori atleti al mondo».

Qual è la più grande soddisfazione che hai fin qui avuto nella tua carriera?
«Penso sia stata la vittoria nel Mondiale in questa stagione, perché era il mio grande obiettivo, ho lavorato tanto per raggiungerlo e ci sono riuscito».

Un’ultima cosa: è difficile conciliare il lavoro al rifugio e la tua carriera da ski alper?
«In estate è veramente dura, perché è sempre difficile trovare il tempo libero per allenarsi. Eppure, con dei piccoli sforzi, si riesce a farlo».

Giorgio Capodaglio

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