Notizie | giovedì 12 ottobre 2017

Olimpiadi 2026. Domenica Innsbruck vota sì o no. Sion intanto rallenta

Giorni importanti per le due candidature alpine all'organizzazione dei XXV Giochi olimpici invernali. Il destino del capoluogo del Tirolo si decide domenica, mentre la città elvetica aspetta il beneplacito del governo.

Mancano ancora 8 anni e mezzo all’evento, ma sulle Alpi si sta lavorando alacremente per lanciare la propria candidatura all’organizzazione dei Giochi olimpici invernali 2026.

In Austria sono ore decisive per Innsbruck, mentre in Svizzera Sion è stata lasciata almeno per il momento sulla corda dal proprio governo.

Domenica nel capoluogo del Tirolo sarà il giorno del giudizio, poiché è previsto un referendum tra la popolazione per decidere in maniera definitiva il lancio della candidatura. Infatti il governo austriaco e le istituzioni locali hanno già garantito il loro supporto al comitato organizzatore. Manca solo l’approvazione dei cittadini, chiamati a esprimersi in merito il 15 ottobre.

Il comitato olimpico austriaco ostenta fiducia, ma in realtà si teme lo spettro della vicina Monaco di Baviera. Quattro anni fa proprio una votazione popolare affossò all’ultimo momento la candidatura per l’edizione 2022, fortemente voluta dalle istituzioni.

Si vedrà se i tirolesi avranno un’opinione differente rispetto ai bavaresi. In tal senso potrebbero aiutare le recenti decisioni del Cio, che si è mossa per ridurre i corsi, ha snellito la procedura per candidarsi e ha offerto la propria consulenza a qualsiasi città per ottimizzare l’eventuale progetto a Cinque cerchi.

Peraltro il piano di Innsbruck prevede alcuni “sconfinamenti” in Germania e in Italia. Oltre alla tedesca Inzell, dove si disputerebbe tutto lo speed skating, si pensa di affidare alcuni match di hockey a Monaco di Baviera e Bolzano.

Dunque Innsbruck aspetta solo il consenso popolare, con le istituzioni già schierate pro-Giochi. Al contrario per Sion l’ultimo ostacolo è proprio politico.

Il dossier sulla candidatura all’edizione 2026 è stato presentato al Consiglio Federale elvetico, che ha deciso di non decidere, ovvero di rimandare il proprio verdetto.

Stando a indiscrezioni pubblicate dalla stampa rossocrociata, due dei sette membri del direttorio sarebbero contrari a lanciarsi nell’avventura, preoccupati del fatto che i costi possano esplodere. Di sicuro dare luce verde al progetto significherebbe all’istante un esborso di 8 milioni di franchi svizzeri (pari a quasi 7 milioni di euro), senza garanzia di successo. Un investimento, dunque, che dovrà essere valutato con attenzione.

Il termine ultimo per presentare la propria candidatura è il 31 marzo 2018. Innsbruck e Sion sono le uniche città che hanno già iniziato a lavorare concretamente per ottenere i Giochi invernali 2026. Calgary potrebbe a sua volta aggiungersi alla lista, mentre per il momento altre ipotesi restano incerte (Lillehammer) per non dire fantasiose (Erzurum).

Francesco Paone

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