Fotogallery | venerdì 08 dicembre 2017

GRAND PRIX FINAL NAGOYA - Seconda giornata

Flavio Valle ha immortalato i momenti più significativi della seconda giornata di gare

podio programma corto femminile

La Nippon Gaishi Hall di Nagoya sta ospitando l'atto finale del Grand Prix di pattinaggio di figura.

Nella seconda giornata, il piatto forte della casa è stato il programma corto femminile, che, nonostante la rinuncia forzata di Evgenia Medvedeva, si è rivelato di alto profilo. Le sei atlete in gara hanno ottenuto il massimo livello a disposizione su passi e trottole e nell'occasione sono caduti primati continentali, personali e stagionali.
La canadese Kaetlyn Osmond (77.04) ha preceduto di misura la russa Alina Zagitova (76.27), mentre la lotta serrata per il terzo posto ha visto prevalere la giapponese Satoko Miyahara (74,61), che ha regolato la russa Maria Sotskova (74.00) e la connazionale Wakaba Higuchi (73.26). Carolina Kostner (72,82), al momento sesta in classifica, ha ottenuto la valutazione più alta sulle componenti del programma, ma ha pagato dazio per non essere riuscita ad eseguire la combinazione triplo toeloop/triplo toeloop, chiusa da un toeloop doppio anzichè triplo. Il tutto le è costato 4 punti.

Nella gara maschile, le assenze di Hanyu, Fernandez, Chan e Jin hanno depauperato oltremodo la qualità del campo dei partecipanti e lo spettacolo che è andato in scena a Nagoya non è stato di certo per palati fini. Il successo è stato conquistato da Nathan Chen (286.51), che passerà alla storia per essersi imposto senza avere vinto alcun programma libero tra qualificazione e finale. Lo statunitense ha preceduto di mezzo punto il padrone di casa Shoma Uno (286.01), cui non è bastato il migliore punteggio nel segmento più lungo di gara per ribaltare la situazione. Il podio è stato completato dal russo Mikhail Kolyada (282.00), che rimpiangerà a lungo un passaggio a vuoto, costatogli il successo, su quello che sarebbe dovuto essere un triplo rittberger. Per trovare un successo in finale con un punteggio più basso è necessario tornare al lontano 2012 quando a Sochi si impose il giapponese Daisuke Takahashi.

In categoria juniores, la prova maschile è stata vinta con ampio margine dallo statunitense di scuola russa Alexei Krasnozhon (236.35), dominatore di entrambi i segmenti di gara. A seguire si sono piazzati Camden Pulkinen (217.10), altro pattinatore statunitense, e il giapponese Mitsuki Sumoto (214.45).

Tra le coppie di artistico, al termine di una lotta serratissima, si sono imposti gli australiani Alexandrovskaya/Windsor (173.85), che hanno regalato all'Oceania il primo successo in una finale del Grand Prix. I detentori del titolo iridato juniores hanno regolato di stretto misura i russi Panfilova/Rylov (173.01) e Pavliuchenko/Khodykin (172.94).

Infine, nella short dance gli statunitensi Carreira/Ponomarenko (64.10), favoriti della vigilia, sono stati surclassati dai russi Skoptcova/Aleshin (65.87). Il gradino più basso del podio è, invece, occupato da Polishchuk/Vakhnov (63.17), altro binomio russo.

La finale del Grand Prix di pattinaggio di figura terminerà domani.

Redazione Sport Invernali

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