Sci di fondo | martedì 13 febbraio 2018

Pellegrino è d’argento nella Sprint di Pyeongchang vinta da Klæbo!

Il valdostano brucia Bolshunov nella volata per il secondo posto dietro al fuoriclasse norvegese

Pellegrino è d’argento nella Sprint di Pyeongchang vinta da Klæbo!

L’Italia torna sul podio olimpico nello Sci di Fondo otto anni dopo l’argento vinto da Pietro Piller Cottrer nella 15 Km di Vancouver. Il merito è del leader del movimento azzurro Federico Pellegrino, che nella Sprint di Pyeongchang conquista a sua volta la medaglia d’argento battuto soltanto da Johannes Høsflot Klæbo. Bronzo all’altro ragazzino terribile Alexander Bolshunov.

Il 27enne di Nus fa capire sin dalle batterie di essere in ottima forma benché la tecnica fosse quella a lui meno congeniale. Nonostante la presenza di grossi calibri quali Pål Golberg e Calle Halfvarsson, Pellegrino vince in scioltezza raggiungendo le semifinali senza spendere troppe energie.

Qui riesce a tenere sin sul traguardo le code di Johannes Høsflot Klæbo, il dominatore della stagione e grande favorito della vigilia, raggiungendo comodamente l’obiettivo della finale.

Nell’atto conclusivo Klæbo, apparso meno dominante rispetto a quello visto in Coppa del Mondo, ristabilisce le gerarchie, scappando sulla salita più dura dell’anello dell’Alpensia Cross-Country Skiing Centre e giungendo in solitaria sul traguardo. Per lui arriva la prima medaglia d’oro in un main event nonché la vittoria numero 13 della sua giovanissima carriera.

Alle sue spalle Pellegrino e Bolshunov si giocano l’argento, con il valdostano che, nonostante la tecnica meno amica, riesce a bruciare il russo al fotofinish. Per Pellegrino, campione del mondo a Lahti in questo format e vincitore della coppetta di specialità nel 2016, arriva dunque anche la medaglia olimpica che sigilla una carriera da autentico fuoriclasse.

Per l'Italia è invece la medaglia numero 32 ai Giochi nello Sci di Fondo, l'argento numero 13, il secondo nella Sprint dopo il bronzo vinto da Christian Zorzi a Salt Lake City 2002.

Festa anche per Bolshunov, uno dei pochi russi ammessi a queste Olimpiadi, che si tinge di bronzo ottenendo a sua volta la prima medaglia – e sicuramente non ultima – in un main event.

Tagliati fuori dalla lotta per il podio sin dalle battute iniziali gli altri tre finalisti. Alla fine quarto chiude Pål Golberg, quinto Oskar Svensson e sesto Ristomatti Hakola, che aveva fatto registrare il miglior tempo in qualificazione.

Per l’Italia buon risultato anche di Maicol Rastelli, qualificatosi con il quarto tempo, ma eliminato nella prima, proibitiva, batteria che lo ha visto opposto a Klæbo, Teodor Peterson, Alexey Poltoranin e Richard Jouve. Non superano il taglio Mirco Bertolina e Stefan Zelger.

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Jacopo Barbieri

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