Sci di fondo | domenica 13 maggio 2018

Futuro dello sci di fondo. Quali sono le opinioni degli atleti?

I fondisti si rivelano principalmente conservatori in merito alle proposte della Fis, eccezion fatta per lo skiathlon.

Pentaphoto

Nelle ultime settimane la Fis ha svolto un sondaggio d’opinione tra i fondisti in vista del congresso di Costa Navarino che si terrà nei prossimi giorni. L’obiettivo è chiaramente quello di conoscere il pensiero degli atleti in vista delle proposte di riforma che verranno presentate.

In primis è stato chiesto se si ritiene una buona idea abolire la tecnica classica per gareggiare esclusivamente a skating. I fondisti hanno risposto di no con una maggioranza schiacciante (92%).

Tra le idee avanzate dalla Fis per il futuro della disciplina vi è quella di  disputare le sprint esclusivamente a tecnica libera, cancellando quelle in alternato. Anche in questo caso gli atleti hanno difeso l’attuale situazione. Infatti l’82% ritiene si debba continuare ad avere sprint anche in classico.

Tuttavia la spesso ventilata volontà di sostituire la team sprint nei grandi appuntamenti con un’altra sprint individuale, in maniera tale da assegnare medaglie in entrambe le tecniche, non riscuote successo. Il 78% preferisce mantenere la prova a coppie.

Sotto questo aspetto, anche l’idea di sostituirla con una team sprint uomo-donna entusiasma fino a un certo punto. Vero che il 77% si è dichiarato favorevole alle prove miste, ma solo il 44% chiede che tale gara prenda il posto dell’attuale competizione, mentre altri preferirebbero che l’appuntamento misto si aggiungesse a quelli già presenti, senza portare a cancellazioni.

Situazione molto diversa invece per quanto riguarda il destino dello skiathlon, che nelle intenzioni della federazione internazionale dovrebbe essere abolito. I fondisti si sono divisi, con il 54% a dichiararsi d’accordo nella sua sostituzione e il 46% invece a volerlo mantenere.

Tuttavia, tra chi ne auspica la sostituzione, non vi è uniformità di vedute in merito al format che dovrebbe prenderne il posto. Solo il 32% ha suggerito che si torni ai vecchi inseguimenti basati sul risultato di una competizione a intervalli disputata il giorno prima.

Il 23% ritiene invece una buona idea sostituire lo skiathlon con delle mass start di lunghezza equivalente, mentre un altro 23% vorrebbe che tali competizioni di 15 km per le donne e 30 km per gli uomini si tengano con partenza a intervalli. Gli atleti restanti invece hanno suggerito ogni più disparato format.

Tra le altre domande, la Fis ha chiesto se sono preferibili i mini tour o i weekend con gare separate. Il 58% dei fondisti si è espresso in favore dei mini-tour, anche perché potrebbero favorire pause più lunghe di qualche giorno dopo il Tour de Ski e i Mondiali. Inoltre l’86% vuole un numero maggiore di staffette rispetto all’unica vista nell’ultimo inverno.

A proposito di staffette, la federazione internazionale ha chiesto cosa pensano gli atleti in merito alla riduzione del numero di frazioni a tre (il che rappresenterebbe un ritorno al passato nel settore femminile e una novità assoluta in quello maschile). Il 38,6% ha giudicato interessante l’idea, mentre il 61,4% preferisce i segmenti.

Infine, l’idea di equiparare le distanze femminili a quelle maschili, non piace. Solo il 27,3% dei fondisti si è detto favorevole.

Dunque gli atleti sembrano conservatori sotto quasi tutti gli aspetti, eccezion fatta per lo skiathlon. Si vedrà quali saranno le decisioni prese durante il meeting in Grecia che si annuncia fondamentale per il futuro dello sci di fondo.

Francesco Paone

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