Sci di fondo | mercoledì 06 giugno 2018

Renato Pasini parla dell'Under 23 femminile: "Le ragazze dovranno lavorare con passione"

Il nuovo allenatore delle giovani azzurre ha parlato del suo gruppo e degli obiettivi stagionali: "Lavoreremo anche con la Squadra A perché queste ragazze dovranno focalizzare il loro obiettivo futuro"

Renato Pasini parla dell'Under 23 femminile: "Le ragazze dovranno lavorare con passione"

È il nuovo allenatore dell’Under 23 femminile e avrà la responsabilità di preparare al meglio le sue atlete per portarle a fare in futuro il grande passo verso l’esordio in Coppa del Mondo. Renato Pasini è ancora agli inizi della sua carriera da allenatore, dopo quella fantastica da atleta, ma ha già grande esperienza sia con i giovani, grazie al lavoro svolto nel Comitato Alpi Centrali, sia con il fondo femminile dopo aver lavorato lo scorso anno con il Centro Sportivo Carabinieri.

Per lui, come ha spiegato nell’intervista che ci ha concesso, quella con la nazionale Under 23 sarà l’occasione giusta per mettersi alla prova e crescere ancora come allenatore. Pasini ha poi svelato quali sono cosa si aspetta dalle ragazze che allenerà e ciò che farà per tirare fuori il meglio da esse.

Buongiorno Renato Pasini. Da poche settimane è stato ufficializzato come l’allenatore della nazionale Under 23; com’è nata questa opportunità?  
«Mi ha contattato Marco Selle, quando ha avuto la responsabilità di costruire le squadre chiedendomi se fossi pronto eventualmente a dare la mia disponibilità per allenare una di esse. Non si è parlato subito dell’Under 23 ma il dt giustamente voleva avere subito la certezza che fossi disponibile per un ruolo, in quanto le squadre andavano fatte il prima possibile. Ho subito accettato perché mi sono sentito onorato e orgoglioso della sua chiamata, aggiungendo che sarei stato più propenso ad allenare una squadra giovanile ma ovviamente avrei accettato ogni incarico richiesto dalla federazione. Ritengo infatti che sia giusto fare un passo alla volta. Ho fatto un lungo percorso formativo, iniziando il corso maestri quando ero ancora atleta. La formazione, però, deve poi essere completata con l’esperienza sul campo. Io ho lavorato tanto in ambito giovanile con il Comitato Alpi Centrali e anche nel Centro Sportivo Carabinieri mi occupavo soprattutto dei giovani. Insomma sono contento perché ho l’opportunità di crescere ancora come tecnico e in futuro magari fare quel passo in più».

Parliamo ora della squadra che dovrà allenare.
«Ho le tre ragazze salite dalla Under 20, che sono Martina Bellini, Cristina Pittin e Chiara De Zolt Ponte. Poi c’è Francesca Franchi che viene da una stagione difficile per vari motivi che esamineremo insieme a lei. L’importante per questa ragazza è guardare avanti e ho trovato giusto darle la possibilità di lavorare ancora in nazionale, perché ha sofferto il cambio di categoria e sarebbe stato scorretto non darle la possibilità di esprimere le sue qualità anche da senior. Abbiamo poi le le due 1996, Monica Tomasini e Ilenia Defrancesco, che hanno fatto bene durante la stagione. Queste sei ragazze si conoscono e hanno già avuto un’esperienza di lavoro insieme nell’Under 20 qualche anno fa».

Paredi ci ha svelato che farete anche alcuni raduni insieme alla Squadra A.
«In passato anch’io ho vissuto il passaggio di categoria, so quanto sia complicato ritrovarsi catapultato in una nuova realtà contro gente più esperta e pronta. Per fortuna oggi esiste anche il Mondiale Under 23, che permette a queste giovani di avere un obiettivo a loro dedicato. Ai miei tempi non c’era l’Under 23, diventavi senior e ti trovavi subito ad affrontare Maj (ride, ndr). Queste ragazze dovranno comunque affrontare nel corso della stagione tante gare con le senior, quindi è giusto che entrino in contatto con il gruppo di Paredi perché devono focalizzare quell’obiettivo: gareggiare contro le atlete di Coppa del Mondo. È importante e positivo per loro allenarsi con la Squadra A sia per la preparazione sia per l’obiettivo finale della loro crescita individuale».

Parliamo del gruppo dividendolo in due parti: iniziamo dalle tre che hanno già esperienza in questa categoria.
«Sicuramente per Ilenia Defrancesco e Monica Tomasini l’obiettivo principale è fare una bella prestazione nel Mondiale Under 23 ma con un occhio anche alla Coppa del Mondo. Esordire nel massimo circuito mondiale, infatti, deve rientrare nei loro obiettivi, perché un atleta deve porsi un obiettivo principale ed altri intermedi. Per quanto riguarda Francesca Franchi, invece, oltre a prepararla in vista del Mondiale Under 23, dobbiamo farle ritrovare quella fiducia che aveva acquisito nell’ultima stagione tra le Under 20. Viene da una stagione molto difficile, quindi per lei sarà molto importante fare delle belle gare a qualsiasi livello».

Ci sono poi le tre esordienti.
«Martina Bellini, Cristina Pittin e Chiara De Zolt Ponte dovranno proseguire il percorso molto interessante che hanno fatto tra le Under 20 e porsi degli obiettivi alti, senza però esagerare costruendosi subito l’aspettativa di esordire in Coppa del Mondo. Queste ragazze hanno la fortuna di avere davanti l’esempio di Anna Comarella, fino a due anni fa con loro nella Under 20, che è già un passettino avanti ed è per loro un faro, il punto di riferimento da seguire. Non è mai facile emergere quando si passa senior ma nello sci nordico non c’è nulla di semplice. Bisogna sempre impegnarsi e lavorare con passione, umiltà e voglia di arrivare. Noi come staff cercheremo di metterle nelle migliori condizioni possibili per arrivare a questi obiettivi».

Allenerà tre quarti della staffetta femminile che vinse l’argento nel Mondiale Juniores del 2017.
«Il fatto di avere le tre ragazze reduci da quella medaglia in staffetta è la prova che in questi anni è stato fatto un ottimo lavoro e queste giovani hanno dentro di esse dei numeri per arrivare. Cercheremo di portare avanti il lavoro fatto in passato con stimoli nuovi e alcune diversità rispetto agli ultimi anni per dare loro qualcosa di nuovo nel percorso che hanno intrapreso».

Come pensa di tirare fuori il meglio da queste ragazze?
«Le conosco già tutte e questo è un vantaggio. Cercherò di fargli capire la mia idea di allenamento, inserirò quelle regole che devono esserci per forza: pretenderò umiltà, anche se conoscendole non c’è nemmeno bisogno di chiederglielo, e voglia di lavorare. Ho imparato prima da atleta e poi da tecnico che niente nello sci nordico è scontato e facile, bisogna sempre applicarsi al massimo e sudare per ottenere dei risultati. Insieme agli altri tecnici spero di riuscire a creare un bellissimo ambiente, nel quale le ragazze possano allenarsi molto volentieri e con serenità perché se si fa fatica con il sorriso è meglio. È sempre facile dire che bisogna fare gruppo ma certe alchimie vanno create e noi faremo il nostro meglio perché si arrivi ad avere un gruppo unito. Abbiamo l’obiettivo di creare una mentalità vincente nelle nostre atlete: si lotta e ci si impegna per determinati obiettivi. Non deve esserci solo la sfida interna tra loro ma l’obiettivo deve essere di sopravanzare tedesche, francesi e le atlete di altre nazionalità. Ci proveremo e con l’aiuto dei corpi sportivi, che daranno un supporto importante a queste ragazze, possiamo farcela».  

G.C.

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