PyeongChang 2018 | lunedì 11 giugno 2018

Gli abitanti del Canton Vallese dicono "No" a Sion 2026

La candidatura elvetica per i XXV Giochi olimpici invernali è stata affossata da una consultazione popolare. Un'avversaria in meno per l'Italia?

Il sogno della Svizzera di tornare a ospitare i Giochi olimpici invernali è stato infranto nella giornata di domenica 10 giugno, quando i cittadini del Canton Vallese sono stati chiamati alle urne per esprimersi in merito a un finanziamento di 100 milioni di franchi (pari a circa 87 milioni di euro) che il cantone stesso avrebbe dovuto concedere al comitato organizzatore.

A livello cantonale il 54% dei votanti ha bocciato l’idea, ponendo di fatto fine alla corsa della cittadina elvetica.  L’opposizione maggiore si è registrata proprio all’interno del comune di Sion (61% di no). Anche gli abitanti di Zermatt e Nendaz hanno votato contro, mentre i “Sì” hanno ottenuto la maggioranza a Crans Montana e Saas-Fee.

Ancora una volta sono le urne a bocciare l’idea di una candidatura olimpica, fatto che sta diventando una costante in Europa. Lo scorso ottobre Innsbruck aveva subito lo stesso fato, mentre nella corsa al 2022 sono state Monaco di Baviera, Davos e Cracovia a venire stoppate dalla volontà popolare.

Con il ritiro di Sion, la situazione per la XXV edizione dei Giochi olimpici invernali si sta facendo sofferta. Manca poco più di un anno al giorno in cui il Cio dovrà fare la sua scelta, ma attualmente nessuna delle sei opzioni sul tavolo appare solida.

Quella canadese di Calgary fronteggerà un referendum, previsto in autunno o al più tardi a inizio 2019. Graz, ovvero il piano B del governo austriaco, con ogni probabilità dovrà a sua volta passare attraverso una consultazione.

La candidatura italiana di Milano, Torino e Cortina d’Ampezzo è ancora in attesa di ricevere l’appoggio finanziario del nuovo governo. Allo stesso modo Stoccolma è in stand-by, poiché a settembre verrà rinnovato il parlamento svedese e dunque dovrà essere formato un nuovo esecutivo.

Sapporo sta valutando di ritirarsi per concorrere all’ottenimento dell’ edizione 2030. Al momento l’unica candidata forte sia del supporto politico che di quello popolare è Erzurum, ma la capacità organizzativa della Turchia è tutta da valutare.  

Francesco Paone

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