Sci di fondo | martedì 19 giugno 2018

Under 23 maschile, Luciano Cardini: "Questi ragazzi hanno l'atteggiamento giusto"

L'allenatore dell'Under 23 maschile di fondo a Fondoitalia: "Sanno tutti dove vogliono arrivare e sono molto motivati; per me è un piacere lavorare con loro"

È l’unico tecnico delle quattro squadre principali del fondo azzurro già presente nella passata stagione. Luciano Cardini è reduce dal primo ritiro stagionale dell’Under 23 a Forni Avoltri, che ha unito la squadra maschile, allenata proprio da Cardini, e la femminile del neo entrato Renato Pasini. Una bella notizia per la squadra composta da Simone Daprà, Paolo Ventura, Martin Coradazzi, Lorenzo Romano, Mikel Abram, Giacomo Gabrielli, Michael Hellweger e Simone Mocellini, i quali potranno allenarsi con lo stesso allenatore e non cambiare così metodi di allenamento.

Di questo primo raduno, delle novità nello staff tecnico e delle aspettative in vista della prossima stagione, abbiamo parlato con Luciano Cardini nella seguente intervista.

Buon pomeriggio Cardini. A Forni Avoltri ha lavorato insieme a Renato Pasini, nuovo allenatore responsabile della squadra femminile. Com’è andata?
«Per me non è una grandissima novità perché conosco Pasini da anni. Siamo stati entrambi atleti in Forestale, poi io sono diventato tecnico e allenatore quando lui era ancora in piena carriera. Con lui ho un bel rapporto e anche come allenatori ci siamo subito trovati perché Renato è molto competente ed è bello lavorarci assieme. Abbiamo poi Pietro (Piller Cottrer, ndr) che ci sta dando una mano nell’organizzazione, in quanto è il nuovo coordinatore delle squadre giovanile. Anche se lui ha un nuovo ruolo possiamo dire che il team è rimasto invariato, visto che anche Saba è ancora con noi. Con un team del genere si lavora bene, perché siamo colleghi e amici, stiamo bene assieme. Una cosa molto importante quando si sta tanto via da casa».

Com’è andato questo primo raduno?
«Molto bene, siamo riusciti a metterlo in piedi in brevissimo tempo. Ho trovato i ragazzi già in gran forma come ha dimostrato il test di corsa sui tremila metri nel quale hanno fatto degli ottimi tempi. Abbiamo svolto lunghi allenamenti sugli skiroll e ho visto i ragazzi già a buon punto fisicamente, anche se per ora avevano lavorato per conto loro a casa. In gruppo sono entrati quest’anno due ’98, Martin Coradazzi e Simone Mocellini, mentre è rientrato Mikael Abram, che nella passata stagione aveva lavorato con il corpo sportivo ma si era distinto per degli ottimi risultati che l’hanno riportato in nazionale».

Quest’anno non è previsto il gruppo sprint?
«Non abbiamo potuto in quanto sono l’unico allenatore e devo accompagnarli tutti. Ci sarà comunque una piccola suddivisione, perché faremo dei lavori particolari per gli sprinter, soprattutto da settembre in poi».

In squadra avete anche un Over 23, Stefan Zelger, che si sta allenando con voi ma è aggregato alla Squadra A.
«Questo ragazzo in autunno inoltrato si aggregherà alla Squadra A e lavorerà con Pellegrino e gli altri. Ovviamente avrà la possibilità di gareggiare in Coppa del Mondo, ma tutti i ragazzi del mio gruppo possono ambire a questo. Per quanto riguarda la preparazione, il suo lavoro è leggermente diverso rispetto a quello dei compagni, ha un monte ore di allenamento più alto, anche se in realtà all’interno di questo gruppo tutti sono abituati a lavorare tanto. Mi piace l’atteggiamento di questi giovani perché hanno tanta voglia di allenarsi, sanno dove vogliono arrivare e sono molto motivati. È un piacere lavorare con loro».

Quali sono le sue aspettative in vista della prossima stagione?
«Ognuno di questi ragazzi si è posto un proprio obiettivo personale e io da allenatore avrò il compito di farglielo raggiungere. Nella passata stagione siamo stati soddisfatti di come sono andate le cose, in particolare ai Mondiali Under 23 di Goms, nei quali siamo stati l’unica nazione in grado di piazzare quattro atleti tra i primi quindici nella 15km in classico. Ovviamente l’obiettivo principale della stagione sarà il Mondiale Under 23 di Lahti, nel quale nella sprint speriamo di avere due atleti almeno in finale. Mi aspetto dei buoni piazzamenti anche nelle distance sia ai Mondiali sia in Coppa Europa. Ventura e Daprà, per esempio, possono fare molto bene, hanno potenzialità e maturità per imporsi nelle posizioni di vertice. Ci sono poi altri obiettivi perché alcuni atleti cercheranno di qualificarsi per le gare di Coppa del Mondo, giocarsi un posto per il Tour de Ski o il Mondiale di Seefeld. Obiettivi molto alti ma raggiungibili perché questo gruppo ha grandi potenzialità in tutti i suoi atleti. È giunto il momento in cui gli atleti della Squadra B si dimostrino in grado di rimpiazzare alcuni della prima squadra. Sono motivatissimi, è bello lavorare con loro».

Quali sono gli obiettivi degli atleti che entrano quest’anno nel gruppo?
«Il passaggio da junior a senior è sempre molto complicato, aumentano le ore di allenamento e crescono anche le distanze di gara. Inoltre ci sono avversari di alto livello, al punto che se da junior sbagli una gara termini quindicesimo, se lo fai nei senior ti trovi cinquantesimo in Coppa Europa. Coradazzi e Mocellini non dovranno avere paura di questo e possono prendere da esempio i ‘97 Simone Daprà e Lorenzo Romano, che si sono ben comportati lo scorso anno alla prima stagione da senior. Romano è entrato anche nei dieci in OPA Cup, Daprà ha fatto addirittura podio in OPA Cup e vinto in Coppa Italia. Certo per i due più giovani ci vorrà una maggiore pazienza perché dovranno abituarsi ai nuovi ritmi di allenamento per confermarsi a buoni livelli anche in questa categoria. Da tutti gli altri mi aspetto comunque grandi cose. Daprà deve porsi obiettivi importanti dopo il finale della passata stagione, deve puntare a piazzamenti tra i primi cinque in Opa Cup, ottenere qualche podio, così come Gabrielli che ha fatto un ottimo finale di stagione».

È presente anche un gruppo di quattro “osservati”; li vedremo con voi in raduno?
«Si, faranno alcuni raduni estivi con noi e due anche sulla neve. Questi atleti avranno quindi l’opportunità di confrontarsi con gli altri. Inoltre, dal momento che ci sono tanti Under 23 dovremo trovare un sistema di qualificazione aperto a tutti perché non possiamo presentarci alle gare di OPA Cup con un contingente esageratamente elevato. Le porte sono aperte a tutti, quindi gli osservati saranno motivatissimi e cercheranno di impegnarsi al massimo».

Giorgio Capodaglio

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