Combinata | venerdì 26 ottobre 2018

Combinata Nordica, Veronica Gianmoena: "Il livello sarà alto ma voglio essere tra le prime"

La trentina ha vinto la scorsa settimana il titolo italiano di combinata nordica femminile: "Ci sarà da divertirsi e io voglio farmi notare"

Combinata Nordica, Veronica Gianmoena: "Il livello sarà alto ma voglio essere tra le prime"

La scorsa settimana ha vinto il titolo italiano di combinata nordica femminile per il secondo anno consecutivo e l’argento nel salto, anche se in questo caso con ampio distacco da Lara Malsiner. Veronica Gianmoena può essere soddisfatta per il risultato ottenuto dopo una bella battaglia con Annika Sieff. Di questo e delle sue aspettative in vista della prossima stagione abbiamo parlato con lei nella seguente intervista.

Per il secondo anno consecutivo hai vinto il titolo italiano di combinata nordica femminile e hai anche conquistato l’argento nel salto. Quali sono le tue sensazioni dopo questi risultati?
«Sinceramente non mi aspettavo di dover combattere tanto per vincere il titolo italiano di combinata nordica. È stata una gara bellissima, sicuramente noi donne abbiamo dato uno spettacolo maggiore rispetto agli uomini (ride, ndr). Sono partita molto veloce e mi sono trovata in compagnia di Annika Sieff, con la quale siamo andate via insieme creando il buco rispetto a Lena Prinoth e Arianna Sieff. Non sono poi riuscita a scrollarmela di dosso, così fino a poco dal traguardo non credevo che avrei ottenuto la vittoria, anche perché mi sentivo un po’ troppo tesa e rigida sugli skiroll. Ho però tirato fuori tutto quello che avevo, così il successo è arrivato».  

Quest’anno la gara è stata molto più combattuta rispetto alla passata stagione; è segno che il livello medio del movimento italiano è già aumentato?
«Come avevo detto lo scorso anno, la più forte delle mie avversarie era Lena Prinoth. Io ed Elena Runggaldier però abbiamo fatto degli ottimi salti e ci siamo così trovate a giocarci il primo posto, ma essendo lei soltanto saltatrice ho avuto un bel vantaggio sugli skiroll. Devo dire che il livello generale delle giovani è aumentato e questo ha contribuito a rendere la gara più impegnativa rispetto allo scorso anno. Non bisogna mai dare per scontato nulla».

Nella prossima stagione la Continental Cup avrà più tappe rispetto a quella passata. Ti vedremo già al via nelle prime quattro gare che si terranno negli Stati Uniti?
«Punto a essere presente, ci stiamo preparando proprio per questo, perché è giusto che ci sia anche l’Italia. Aumentano le gare, si parte con quattro prove negli Stati Uniti, poi avremo Estonia, Norvegia e Russia. È previsto anche il nuovo format della mass start, dove affronteremo prima il fondo e solo dopo il salto. Ci sarà da divertirsi. Il livello sarà probabilmente più alto e io punto a essere tra le prime, farmi notare e poter dire che ci sono anch’io. Sto lavorando per questo».

Nella passata stagione è stata sugli scudi la russa Nadymova? Ti saresti mai aspettata alla vigilia di vedere un sistema russo già così avanti? Pensi che lei possa restare il punto di riferimento, oppure credi che quest’anno sarà Tara Geraghty Moats la donna da battere?
«Non mi aspettavo che la Nadymova, saltatrice come me, fosse già così forte sugli sci. Ha stupito un po’ tutte già a partire dalla prima gara, così come le giapponesi. Nella prossima stagione mi aspetto la russa ancora al top, ma la Geraghty-Moats sarà la donna da battere, perché è fortissima sugli sci stretti e ci sa fare anche sul salto».

La squadra di salto femminile è stata dimezzata a causa del ritiro di Evelyn Insam e dell’infortunio di Manuela Malsiner; pensi di poter trovare spazio nella Coppa del Mondo di salto almeno in occasione delle gare a squadre?
«Non lo so, perché il livello del salto femminile si sia alzato parecchio. Come si è visto anche nei Campionati Italiani, Lara Malsiner ha vinto con un ampio vantaggio. Per gareggiare in Coppa del Mondo bisogna avere un certo livello, che io al momento non credo di avere. Poi, ovviamente, non si sa come andrà l’inverno, magari riuscirò a migliorare e un posto lo troverò comunque. Al momento, però, me lo tengo come un sogno nel cassetto e lavoro sulla combinata».

Michele Dardanelli

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