Salto | 24 dicembre 2018

Ryoyu Kobayashi. "Solo il cielo è il suo limite"

Sentiamo le parole di Janne Väätäinen, l'allenatore finlandese dello Tsuchiya Home Ski Team ha negli ultimi anni ha lavorato di fino sul giovane talento nipponico.

Ryoyu Kobayashi. "Solo il cielo è il suo limite"

Il primo (e unico) saltatore giapponese capace di trionfare nella Tournee dei 4 trampolini è stato Kazuyoshi Funaki nell'inverno 1997-'98.

Come se non bastasse anche le semplici vittorie di tappa sono ormai merce datate, poiché l'ultimo atleta del Sol Levante in grado di imporsi in una gara della Vierschanzentournee è stato l'iconico Noriaki Kasai, a Garmisch-Partenkirchen nel giorno di Capodanno 2001.

Questo lungo digiuno potrebbe però essere prossimo a interrompersi. Grazie alle quattro vittorie sinora ottenute nelle sette gare stagionali, il ventiduenne Ryoyu Kobayashi si presenta come uno dei principali favoriti della 67^ edizione.

Dietro all'esplosione del saltatore di Hachimantai vi è anche il contributo del coach finlandese Janne Väätäinen. Quarantatreenne, nativo di Kuopio, dopo una discreta carriera agonistica che ha avuto il suo picco col quinto posto nel team event alle Olimpiadi 1994 di Lillehammer, si è dedicato all'allenamento.

Prima ha seguito la squadra B sinivalkoinen, venendo poi nominato capo allenatore della Finlandia subito dopo i Giochi olimpici di Torino 2006. È rimasto al timone del movimento suomi per due anni, gli ultimi di gloria per la Terra dei Mille Laghi nel salto con gli sci.

Dopodichè nella primavera 2010 Väätäinen ha ricevuto un'offerta dal Giappone per allenare il team Tsuchiya Home Ski Team. Per intenderci quello di cui fa parte Noriaki Kasai.

Nell'estate 2012, durante una delle innumerevoli competizioni interne giapponesi, Väätäinen vide saltare per la prima volta un ragazziono di 16 anni, segnandosi immediatamente il suo nome “non tanto per il suo risultato, ma perché qualcosa mi impressionò fortemente. Forse era la sua struttura corporea,  diversa da quella solita dei giapponesi, oppure per una tecnica unica. Vidi in lui l'essenza del saltatore, così chiesi come si chiamava. Mi risposero .Ryoyu Kobayashi“.

Il caso poi volle che Ryoyu, nato nella cittadina di Hachimantai, una volta terminati gli studi presso il vicino Morioka Central High School, si trasferisse nella metropoli settentrionale di Sapporo. unendosi proprio allo Tsuchiya Home Ski Team.

Ryoyu ha iniziato a saltare all'età di 5 anni, seguendo le gesta del fratello Junshiro da cui differisce fortemente nel carattere.

Papà Hironori sottolinea come Junshiro abbia una predisposizione d'animo molto calma e riflessiva, mentre Ryoyu sia sempre stato l'estroverso di famiglia, venendo considerato quasi come un intrattenitore, poichè cerca sempre di far ridere gli altri.

Le strade di Väätäinen e Ryoyu si intrecciano nel 2014. Intervistato dalla Tv nazionale Yle, il finlandese racconta così il "primo contatto": “Ho dovuto prendere io l'iniziativa per guidare Ryoyu nel nuovo ambiente di Sapporo. Per un ragazzo che veniva da una piccola città di ventiseimila abitanti nella prefettura di Iwate, l'adattamento a una metropoli di più di due milioni di abitanti come Sapporo non è stato semplice. Dopo un naturale primo periodo di assestamento, l'approccio coi nuovi compagni si è svolto in modo molto naturale ed il suo carattere gioviale ed estroverso l'ha molto aiutato“.

Ryoyu fece il suo debutto in Coppa del Mondo il 24 Gennaio 2016 a Zakopane e subito stupì tutti con un clamoroso posto. Fu un lampo di classe prima di un lungo e duro apprendistato durato quasi tre inverni. Esattamente un anno fa, proprio nella tappa inaugurale della Tournée, tornò a bussare nei quartieri nobili della classifica, classificandosi 12°. Quindi a marzo migliorò il suo miglior risultato arrivando a Lahti.

Poi in queste settimane l'esplosione. Väätäinen al riguardo fornisce un'interessante punto di vista:”Non sono sorpreso dalle sue vittorie, quanto dal fatto che il vantaggio sugli avversari sia stato spesso molto ampio e le vittorie siano state così travolgenti“.

Secondo il coach finnico il segreto del successo di Ryoyu è il lavoro svolto sulla posizione in fase di volo del ventiduenne giapponese: “Un paio di anni fa aveva grandi problemi nello sviluppare la fase di volo in maniera efficace, ma abbiamo lavorato molto su questo particolare. La sua posizione non sempre equilibrata. È stato molto difficile fargli capire le correzioni da apportare, ma ora che le ha metabolizzate si sono vi sti i risultati. Anche sullo stacco in passato a volte tendeva ad anticipare troppo i tempi, tuttavia ultimamente questo errore non si è più verificato”.

Janne poi elenca i numerosi pregi del saltatore nipponico: “Innanzitutto è un ragazzo sempre molto attento sia negli allenamenti che in gara. Ha un'eccezionale percezione del suo corpo durante la fase volo. Inoltre, e soprattutto, dispone di un talento naturale che non può essere insegnato“.

Conoscendo da vicino il ragazzo di Hachimantai, Väätäinen si dice ottimista sul suo futuro: “Le quattro vittorie stagionali fin qui ottenute hanno aumentato la sua autostima in maniera considerevole. Ryoyu ha solo ventidue anni, quindi ha un grande futuro davanti a lui. Ha ancora margini di miglioramento il potenziale per vincere tutto nella sua carriera. Posso dire che solamente il cielo è il suo limite“

Paolo Romanò

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