Sci di fondo | 14 gennaio 2019

I cinquant'anni di Stefania Belmondo: "Che bello festeggiare con il futuro del fondo italiano"

L'ex fondista ha festeggiato domenica il suo compleanno ai Campionati Italiani di Pragelato: "Ho ricevuto tanti messaggi di auguri, anche dalla mia cara amica Elena Välbe"

I cinquant'anni di Stefania Belmondo: "Che bello festeggiare con il futuro del fondo italiano"

Ha festeggiato domenica i suoi cinquant’anni insieme a tanti amici dello sci di fondo, nel suo mondo, quello che le ha dato tanto e al quale lei ha regalato tantissimo. Stefania Belmondo era presente ieri a Pragelato, dove si sono svolti i Campionati Italiani Giovanili e la tappa di Coppa Italia, è stata festeggiata dai suoi ex compagni di squadra e da tutti i presenti, sia gli appassionati che non dimenticheranno mai le sue splendide gesta sia i giovani che avranno visto le sue vittorie soltanto in qualche video su youtube.

In carriera ha vinto tanto, ha combattuto contro avversarie e malanni fisici, ha sofferto e gioito, ma si è regalata un autentico museo di medaglie, alle quali è molto legata e che valgono tanto dal punto di vista emotivo. Ancora oggi è la donna italiana ad aver vinto il numero più alto di medaglie olimpiche e ai Giochi Invernali, più di lei hanno vinto soltanto Marit Bjørgen, Ole Einar Bjørndalen e Bjørn Dæhlie.

A renderla speciale, però, non sono soltanto le sue vittorie, ma soprattutto la sua semplicità e quel senso di famigliarità che si ha ogni qualvolta si parla con lei. Ne abbiamo avuto occasione anche oggi, quando le abbiamo telefonato per sapere come ha passato il suo cinquantesimo compleanno.

Ciao Stefania, ancora tanti auguri! Ieri hai passato i tuoi cinquant’anni nel tuo ambiente, quello dello sci di fondo.
«Grazie! Si, ho passato tutta la giornata a Pragelato. Ho portato mio figlio Lorenzo, che pratica sci alpino, ad allenarsi e io sono andata a seguire le gare. Ho partecipato anche alle premiazioni di questi giovani ed è stato bellissimo, mi sembrava di essere tornata ai tempi in cui avevo la loro età. Mi sono emozionata».

Proprio nel giorno in cui hai compiuto cinquant’anni, i Campionati Italiani Giovanili di fondo si sono disputati nel tuo Piemonte.
«Ci pensavo proprio ieri, non può essere stato un caso, era destino che festeggiassi il mio cinquantesimo compleanno nel mio ambiente. Ho avuto anche l’opportunità di rivedere dopo molto tempo alcuni miei ex compagni di squadra, come Giorgio Di Centa, Fabio Maj, Pietro Piller Cottre, Silvio Fauner, Albert Walder e tanti altri. Alcuni di loro avevano anche i figli in gara. Abbiamo chiacchierato un po’, ricordato il passato e parlato anche del presente, delle nostre vite e dello sci di fondo, ovviamente».

Hai notato un fondo diverso rispetto al passato?
«Si, mi sono messa a seguire con attenzione le gare lungo il percorso proprio perché ero curiosa di vedere come si sta evolvendo il nostro sport. È cambiato il modo di sciare, gli sci sono più veloci e le distanze molto più brevi. Di conseguenza è anche cambiata la tecnica. Ovviamente, però, la base è sempre quella: uno sport di fatica».

Come ti hanno accolta i giovani?
«Benissimo. Quasi nessuno di loro mi avrà visto all’opera, se penso che, quando ho vinto il mio ultimo oro olimpico, tanti di quei ragazzi erano ancora dei bambini oppure nemmeno erano nati. Eppure in molti hanno voluto fare foto con me, vincendo anche un po’ di timidezza. È stato bello».

Insomma il mondo del fondo non ha dimenticato il compleanno di Stefania Belmondo.
«Ho ricevuto un numero esagerato di messaggi, credo addirittura duecentocinquanta. Mi ha scritto pure una mia grande avversaria, della quale sono rimasta molto amica, Elena Välbe. Poi tanti amici e moltissimi tifosi. Addirittura uno di essi mi ha telefonato dalla Svezia, Daniel, un tifoso che si ricorda i risultati di tutte le mie gare, impressionante. Una volta è venuto fino a Cuneo per incontrarmi».

A breve si disputeranno i Mondiali Giovanili, nei quali hai vinto in carriera un oro, un argento e due bronzi; cosa vuoi dire ai ragazzi che parteciperanno e a coloro che sono rimasti fuori?
«Proprio l’altra sera, nel corso di una premiazione, ho detto ai ragazzi che fare sport è importante e che sono dei privilegiati ad avere la possibilità di farlo. Nel fondo, poi, anche l’ultimo è bravissimo, perché bisogna provare la fatica di questo sport per capire i sacrifici che bisogna affrontare. Inoltre devono divertirsi finché possono, perché il tempo passa velocemente e lo sport lascia dentro tanto. Comunque mi complimento con i convocati, mentre a chi non andrà dico di non mollare mai, perché bisogna sempre continuare a crederci e allenarsi per sfruttare le occasioni successive».

Ti manca un po’ lo sci di fondo?
«Si, in questi giorni mi sono accorta che mi manca, mi piace ancora tantissimo come ha fatto per tutta la vita».

Pensi di tornare a far parte di questo mondo un giorno?
«Difficile, perché oggi la mia priorità sono i miei figli e fino a quando avranno bisogno di me, loro saranno la mia priorità. In futuro vedremo, anche se questo sport è cambiato tanto e non mi vedrei come allenatrice. Mi piacerebbe, magari un giorno, mettermi alla prova come commentatrice se ne sarò all’altezza (ride, ndr)».

Non a caso domenica, proprio nel giorno del tuo compleanno, sei intervenuta su Eurosport direttamente da Pragelato durante la trasmissione della team sprint di Dresda.
«Si, è stato bellissimo questo collegamento insieme a Fulvio Valbusa, mio coetaneo, e Silvano Gadin, due grandi amici. È sempre un piacere parlare con loro. Poi è stato importante anche dare uno spazio all’evento di Pragelato, perché gli organizzatori hanno fatto tanti sacrifici per assicurare un anello di due chilometri e mezzo in questo periodo molto difficile dal punto di vista meteo».

A proposito della tappa di Dresda: cosa vuoi dire a Federico Pellegrino dopo un weekend tanto sfortunato?
«Credo che da questi episodi negativi bisogna trarre il meglio, tirare fuori la grinta e trasformare la rabbia in qualcosa di positivo. Purtroppo capitano questi momenti in cui le cose non vanno. Può accadere di rompere un bastoncino nella gara olimpica a cui più punti, ma appena capita chiudi una pagina e guardi avanti. Quando mi è accaduto, ho reagito e ho vinto l’oro. Chicco è un campione e saprà rifarsi, ne sono certa».

C’è un augurio particolare che ti fai per i tuoi cinquant’anni?
«Vorrei soltanto poter fare quelle cose che, purtroppo, sono stata costretta a mettere da parte per questioni di tempo».

E cosa desideri per il fondo italiano?
«Auguro a tutti gli atleti che parteciperanno ai Mondiali Assoluti e a quelli Giovanili di raccogliere il massimo, di ottenere ciò che desiderano, perché so quanto lavorano e meritano di raccogliere delle grandi soddisfazioni»

Giorgio Capodaglio

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