Salto | 02 febbraio 2019

Maren Lundby va in fuga: la norge vince anche in gara uno ad Hinzenbach

In Austria la norvegese si sta confermando sempre più l’atleta da battere, vincendo la quarta gara consecutiva e la quinta delle ultime sei uscite della Coppa del Mondo. Ancora tanta Germania sul podio grazie a Juliane Seyfarth e Katharina Althaus.

Credits photo: Michele Dardanelli

Credits photo: Michele Dardanelli

La Coppa del Mondo femminile del salto speciale ha trovato definitivamente la propria dominatrice stagionale: Maren Lundby. Dopo un mese di dicembre a fortune alterne ed un gennaio stellare, febbraio è cominciato al meglio per la norvegese che, quest’oggi, ha vinto per dispersione la prima competizione in programma ad Hinzenbach.

Nella località principe per la pratica della disciplina in Alta Austria, Eolo è tornato ad essere protagonista dopo aver dato una tregua in quel di Rasnov, ma alla fine ad imporsi è stata ancora una volta l’atleta più forte. Nella prima manche, la ventiquattrenne di Lillehammer ha raggiunto la pietra miliare dei 40 round vinti in gare di primo livello (soltanto Sara Takanashi può vantarne di più, decisamente molti in più) grazie ad una performance da 86 metri in un momento in cui il trampolino era piuttosto performante, seppur senza fare granché la differenza sulle rivali.

Come nella seconda competizione di Rasnov, il vero capolavoro Lundby lo ha tirato fuori nella manche conclusiva, bissando la precedente misura con condizioni pound-for-pound agevoli e dando distacchi pesantissimi alle più immediate avversarie, senza alcun dubbio meno fortunate col vento. In tal modo la fuoriclasse norvegese è salita sul podio per la quarantesima volta in carriera tra Coppa del Mondo e Giochi Olimpici, mentre a domani è fissato il traguardo storico delle venti vittorie.

Al secondo posto, staccata di 12.9 lunghezze da Lundby, si è classificata Juliane Seyfarth – alla quinta top-three di sempre nonché della stagione in corso: già alla piazza d’onore nella prima serie, la veterana tedesca nel momento decisivo ha trovato un fortissimo vento alle spalle che non le ha permesso di raggiungere nemmeno gli 80 metri, spianando la strada al successo norvegese.

Il terzo gradino del podio ha sorriso ancora alla Germania che ha conquistato addirittura il sedicesimo da inizio dicembre (15 individuali più 1 a squadre): Katharina Althaus ha pagato 2 lunghezze di ritardo dalla compagna di stanza, ma nel suo caso parlare di sfortuna con Eolo non rende abbastanza l’idea, poiché già nella prima serie ha avuto mezzo metro al secondo di vento alle spalle per poi avere condizioni analoghe a Seyfarth nel momento clou. La bavarese vede così Lundby andare in fuga nella classifica generale del massimo circuito, film ahilei già visto 12 mesi or sono.

Ad un passo dal podio (distante 5 decimi di punto) ha ottenuto la quarta moneta Sara Takanashi che ha ripercorso una competizione in linea alle tedesche di punta. Più attardata si è classificata quinta l’ormai leader del movimento sloveno Nika Kriznar che ha battuto nettamente quest’oggi le atlete protagoniste dei Mondiali Junior di Lahti, su tutte Lidiia Iakovleva (7^), Silje Opseth (14^) e Lara Malsiner (18^). La russa – a pari merito con Anna Odine Stroem – e la scandinava sono state, tuttavia, le due atlete che hanno trovato le peggiori condizioni del vento sulle due serie, in ogni caso la ragazza di San Pietroburgo ha fatto breccia per l’ennesima volta tra le migliori 10.

Hanno completato la top-ten la plurititolata iridata ed olimpica Carina Vogt, la slovena Ursa Bogataj e la padrona di casa Chiara Hoelzl, rispettivamente sesta, nona e decima: dopo una prima giornata al pari delle migliori, la tedesca ha mancato la zampata vincente nei momenti più propizi; la ventitreenne rappresentante del Paese del Tricorno, invece, è riuscita finalmente a capitalizzare il proprio potenziale dopo una serie di gare in cui non aveva convinto fino in fondo; infine la salisburghese, ancora la migliore delle Rot-Weiss-Rot, è stata l’unica gioia dei tifosi di casa seppur la seconda performance sia stata deficitaria.

Miglior risultato della carriera per un’impeccabile Nozomi Maruyama, undicesima: la nipponica è una delle pochissime buone nuove per il Sol Levante che altrimenti ha deluso ancora  con Yuki Ito (15^), Kaori Iwabuchi (23^) e Yuka Seto (26^). Tra l’altro queste ultime tre sono state fermate per il week-end di Rasnov in vista degli imminenti Mondiali di sci nordico, strategia che al momento non sta pagando.

Ritorno in gara col botto per Svenja Wuerth (19^) che ha fatto breccia nelle migliori 20 con la nona prestazione della manche conclusiva: se il buongiorno si vede dal mattino la sfortunata tedesca può ambire con credibilità a tornare quella pre-infortunio, in una squadra che in stagione ha già piazzato 5 atlete nelle top-ten.

È rimasta tagliata fuori dalla seconda serie - con delusione - la Russa Alexandra Kustova (36^), autrice di un take-off completamente sbagliato che non le ha dato chance per ottenere una misura competitiva.

Nella giornata di domani verrà replicata la prova  odierna, inizio ore 14.15.

HINZENBACH I – HS 90

1. LUNDBY Maren (NOR) 228.1
2. SEYFARTH Juliane (GER) 215.2
3. ALTHAUS Katharina (GER) 213.2
4. TAKANASHI Sara (JPN) 212.7
5. KRIZNAR Nika (SLO) 208.4
6. VOGT Carina (GER) 205.5
7. STROEM Anna Odine (NOR) 199.5
7. IAKOVLEVA Lidiia (RUS) 199.5
9. BOGATAJ Ursa (SLO) 199.1
10. HOELZL Chiara (AUT) 199.0

Clicca qui per i risultati completi.

Michele Dardanelli

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