Biathlon | 12 febbraio 2019

BIATHLON AI RAGGI X: Puntata 7 (settore maschile)

Johannes Bø distrugge la concorrenza a Canmore, ma è tutta la Norvegia a dominare nel freddo canadese.

BIATHLON AI RAGGI X: Puntata 7 (settore maschile)
 

Norvegia imbattibile

Dominio totale della Norvegia a Canmore, che domina sia la short individual, che la staffetta.

Nell’unica gara con format individuale, Johannes Bø ha letteralmente annichilito la concorrenza, infliggendo oltre 2’ di distacco a tutti gli avversari. Il 25enne norvegese è salito così a 12 vittorie stagionali, a soli 2 successi di distanza dal record assoluto di 14 vittorie fatto registrare due stagioni fa da Martin Fourcade.

Dietro al più giovane dei fratelli Bø si è piazzato Vetle Sjåstad Christiansen, che grazie ai 3 podi ottenuti in stagione (gli unici della carriera) si è sicuramente guadagnato sul campo, per la prima volta in carriera, la convocazione alla rassegna iridata di Östersund. Sorprendente soprattutto il passo tenuto nel fondo, dove ha fatto registrare il 2° tempo assoluto nel fondo, a “soli” 31” da Johannes Bø (Loginov 3° tempo a 1’05”).

Festa norvegese nella short individual completata da Lars Helge Birkeland, che ha chiuso al 4° posto, superato da Alexander Loginov nel corso dell’ultima tornata.

Dominio dei norvegesi anche nella staffetta, vinta con ampio margine davanti a Francia e Russia.

Francia in difficoltà

Dopo aver mostrato una solidità di squadra impressionante ad Anterselva, e in generale nel corso di tutto l’inverno, la squadra francese si è dovuta inchinare al dominio scandinavo a Canmore.

Con Martin Fourcade assente, che ha preferito disertare le due tappe nordamericane per preparare al meglio i Campionati del Mondo di Östersund, il migliore dei francesi nella short individual è stato il fratello Simon, unico transalpino a piazzarsi nella top-ten. I più accreditati connazionali sono apparsi tutti in difficoltà, soprattutto sugli sci stretti (miglior francese nel fondo Quentin Fillon Maillet, solo 11° a 1’39” da Johannes Bø).

In ogni caso già dalla prossima tappa negli USA, la squadra francese potrà riprendersi il ruolo di nazione leader del movimento, così come è stato nel corso di tutto l’inverno.

Windisch sugli scudi

Continua la crescita di Dominik Windisch, che dopo le buone prestazioni fatte registrare ad Anterselva, chiude al 5°posto la short individual (miglior risultato nel format), mancando il podio a causa di 1 errore al’ultimo poligono, ma con una condizione fisica in ogni caso in netto miglioramento rispetto ad inizio stagione, come dimostrato anche dal 5° tempo sugli sci.

Gara più difficile invece per Lukas Hofer, condizionata da 2 errori dal primo poligono, oltre che da un problema col caricatore nella seconda sessione di tiro che gli ha fatto perdere molto tempo. Il 27enne di Brunico si è dovuto dunque accontentare del 21° posto, subito davanti al connazionale Tomas Bormolini, il quale grazie alla 22° posizione ha sfiorato il miglior risultato della carriera.

Gestione “rivedibile” del programma

Da parte dell’Ibu la gestione della tappa di Canmore è stata quantomeno discutibile. Se è vero che non si poteva del tutto prevedere che ci fossero temperature così estreme da creare problemi allo svolgimento delle gare, nel momento in cui si è venuto a conoscenza delle previsioni meteo resta difficile da capire la ragione per la quale si sia deciso di dare priorità alle staffette, piuttosto che alle mass start originariamente in programma. Sarebbe stato infatti molto più sensato, sia per l’importanza della gara che per lo spettacolo, sfruttare la giornata del venerdì per disputare gare con partenza in linea piuttosto che staffette con tante assenze.

In ogni caso almeno fino al 2022 non ci dovrebbero essere più problemi del genere, in quanto nelle prossime tre stagioni non sono previste (fortunatamente) gare in nordamerica.

Gabriele Mento

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