Sci di fondo | 12 febbraio 2019

Fondo - Verso Cogne, le emozioni di Greta Laurent: "Spero ci sia tanta gente da non sentire la fatica"

La gressonara per la prima volta gareggerà in Coppa del Mondo nella sua Valle d'Aosta: "Nel 2006 ero a bordopista per vedere il mio idolo Marit Bjørgen, mai avrei immaginato che un giorno sarei stata dall'altra parte"

Fondo - Verso Cogne, le emozioni di Greta Laurent: "Spero ci sia tanta gente da non sentire la fatica"

Dopo oltre un decennio la Coppa del Mondo di sci di fondo torna in Valle d’Aosta. Un evento che ovviamente regala forti emozioni soprattutto agli atleti valdostani. Tra questi Greta Laurent, che aveva appena 14 anni l’ultima volta che una tappa di Coppa del Mondo arrivò da queste parti. Lei quel giorno era a bordopista per tifare il suo idolo Marit Bjørgen e difficilmente avrebbe immaginato di poter essere lei stessa un giorno protagonista sulle nevi valdostane con attorno amici, parenti e tanti suoi conterranei pronti a tutto per spingerla più avanti. A pochi giorni dalla sprint di sabato, quindi, l’abbiamo contattata per conoscere le sue emozioni.

Ciao Greta. La Coppa del Mondo arriva nella tua Valle d’Aosta: cosa provi nel gareggiare sulle nevi della tua regione?
«Non vedo l’ora di essere lì già venerdì quando proveremo la pista, poi sabato quando indosserò il pettorale e mi troverò al cancelletto di partenza con tanta gente a bordopista pronta a sostenermi. In questi giorni mi sembra che l’arrivo della tappa di Coppa del Mondo sia molto sentito in tutta la regione, ogni persona che incontriamo ci dà appuntamento a sabato. C’è tanta attesa, i valdostani si stanno organizzando per seguirci. È un piacere sentire tutto questo calore nella nostra Valle d’Aosta. Nonostante io sia di Gressoney, sento la pista di Cogne come casa mia, in quanto vi ho disputato tante gare sia a livello nazionale sia a livello regionale sin da quando ero bambina. Sono contenta di poterci gareggiare ora in Coppa del Mondo».

Qual è il tuo stato di forma in questo momento? Credi di crescere ancora in vista del Mondiale?
«Ho svolto un carico di lavoro che si è concluso proprio con i Campionati Italiani di Cogne, nei quali sapevo di non essere al cento per cento. Purtroppo, però, insieme a Simone (Paredi, ndr) eravamo obbligati a fare questa scelta. Ho scaricato prima di Lahti e la gara finlandese sotto questo punto di vista rappresentava un’incognita, non sapevo cosa aspettarmi. Nonostante i tanti intoppi dovuti al viaggio, invece, ho avuto delle buone sensazioni, le mie gambe hanno reagito nel modo giusto e sono contenta di quello che ho sentito. Adesso sto bene, non so se tra Cogne e il Mondiale possa esserci un’ulteriore crescita, le due gare sono molto ravvicinate. L’importante sarà recuperare bene dopo la sprint sia il sabato sia la domenica, perché poi già lunedì faremo la prima tirata in vista della sprint mondiale del giovedì. Comunque saranno due gare totalmente diverse, anche per il tipo di tracciato. Io ho fatto il massimo per arrivarvi nelle migliori condizioni possibili, il carico mi è servito proprio a quello, soprattutto dopo l’influenza che mi aveva costretta a saltare diversi allenamenti. Ora ho di nuovo delle buone sensazioni».  

Puoi descriverci il tracciato di Cogne?
«È una sprint che a un primo sguardo non sembra avere un tracciato così duro, ma è di 1700 metri anche per noi donne, ben 4 minuti di gara che se nevica, come accaduto agli italiani, diventano anche 4’20”. È una sprint anomala al femminile, un po’ come quella di Dresda, dove però non c’era nemmeno la possibilità di recuperare. Qui ci sono più punti dove farlo. Già dopo la prima salita saremo a due minuti di gara, quindi sarà cruciale gestire bene la prima parte e avere poi le giuste energie sui dossi che portano al rettilineo finale. Se sei fresco, soprattutto in qualifica, su quei dossi puoi tirar fuori una bella velocità. Nelle batterie, invece, saranno decisive le scie e bisognerà anche essere scaltri nell’uscire fuori al momento giusto. Averla provata è per noi un gran vantaggio e gareggiando in quota, magari, le scandinavi faranno più fatica. Almeno spero (ride, ndr)».

Qual è il tuo obiettivo per questa gara?
«Come in ogni sprint, vorrei disputare subito una buona qualificazione con un tempo tra la quindicesima e la ventesima posizione. Spero di confermare gli standard di questa stagione, dove fin qui ho ottenuto diversi piazzamenti tra le quindici. Però mi auguro, grazie al sostegno del pubblico presente, di riuscire ad avere quella grinta in più che possa spingermi ancora più avanti. Non voglio accontentarmi di una top venti, mi auguro ci sia tanta gente, al punto da non farmi sentire la fatica su un tracciato così lungo, per poi combattere fino alla fine».  

Cosa pensi dei tanti giovani che faranno il loro esordio in Coppa del Mondo proprio questo weekend a Cogne?
«Non riesco a immaginare cosà proverà per esempio Miki Abram, che farà il suo esordio in Coppa del Mondo proprio nella gara di casa. Penso sia una cosa fantastica. Ricordo ancora la mia prima volta, a Dusseldorf, in Germania, quando ero quasi abbagliata perché avevo davanti agli occhi tutti questi atleti che fino ad allora avevo visto solo in tv. Per lui, e ovviamente gli altri esordienti, deve essere proprio una bella emozione».

Da bambina Greta avrebbe mai immaginato un giorno di gareggiare in Coppa del Mondo sulla pista di Cogne?
«Nel 2006 ero a bordopista per vedere dal vivo il mio idolo Marit Bjørgen. Quel giorno mai avrei immaginato che sarei stata protagonista anch’io in Coppa del Mondo, non sapevo cosa mi avrebbe riservato il futuro e nemmeno ci pensavo, perché il fondo era un divertimento. Adesso, invece, sarò lì anch’io, proprio a Cogne, tra le protagoniste della Coppa del Mondo con addosso il pettorale. A pensarci mi fa uno strano effetto».

Vuoi fare un invito a coloro che ancora non hanno deciso se raggiungere la pista di Cogne per sostenervi?
«Certo. Invito tutti gli appassionati della Valle d’Aostra e non solo, a seguirci e portare anche i propri figli. I bambini, infatti, avranno la grande occasione di vedere i loro idoli dal vivo. Anzi, l’invito è esteso anche agli allenamenti del venerdì, quando noi atleti avremo pure più tempo da dedicare agli appassionati, fermandoci per fare foto o autografi, cosa più complicata nel giorno di gara. Inoltre, il venerdì c’è anche l’occasione di vedere dal vivo cosa facciamo in Coppa del Mondo, quelle cose che in tv non passano, come il test degli sci, il riscaldamento e cose del genere. Quindi non mancate, godetevi tutto l’evento dal venerdì alla domenica»

Giorgio Capodaglio

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