Sci di fondo | 22 febbraio 2019

Fondo - Davide Graz: "Sono in credito con la fortuna, ma è stato bello essere al Mondiale"

Il friulano ha mancato la qualificazione di un soffio: "Forse ho perso qualcosa nel doppiaggio di Popa; l'esperienza Mondiale? Impari tanto anche soltanto guardando gli atleti più esperti"

Foto di Pentaphoto

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SEEFELD - Dopo aver chiuso al trentunesimo posto la qualificazione alla sprint di Cogne, questa volta è arrivata una trentaduesima posizione per Davide Graz, che ha mancato di pochi centesimi l’ingresso nelle batterie della sprint dei Mondiali di Seefeld.

Ancora una volta il classe 2000 di Cima Sappada è arrivato a un passo dall’impresa, confermandosi un atleta di grande qualità e carattere. Un giovane che pretende sempre molto da se stesso il finanziere, tanto che al termine della sua qualificazione era anche un po’ deluso: «Sicuramente sono dispiaciuto perché ho nuovamente sfiorato la qualificazione. Diciamo che dopo questa volta sono convinto di avere del credito con la sprint, mi auguro che la prossima occasione sia quella giusta. Sono riuscito comunque a farmi notare, sono entrato in pista e ho fato il massimo, fatto tutto quello che potevo. Ho anche provato a gestirmi al meglio lungo il tracciato ma sul finale, devo essere sincero, avevo le gambe un po’ cotte. Sono comunque felice di essere stato qui al primo Mondiale con così tanta gente in un ambiente fantastico».

Anche se Graz non ne fa una giustificazione, proprio all’ultimo tornante ha perso un po’ di tempo per il doppiaggio di Popa che, davanti a lui, andava molto lentamente. «Purtroppo ho trovato Popa proprio in un curva e per passarlo ho perso un po’ di tempo. Sinceramente, però, non so se sarei passato».  

Infine il sappadino è tornato sull’emozione di partecipare così giovane a un Mondiale e quanto questa esperienza potrà fargli bene: «Essere qui al Mondiale così giovane è stata un’esperienza fantastica, una grandissima emozione. Inoltre ho imparato tanto, anche soltanto stando a Casa Italia a contatto con gli atleti più esperti, ho visto le loro abitudini e come preparano un grande evento, cosa mangiano, il loro stile di vita».

Giorgio Capodaglio

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