Salto | 15 agosto 2019

Paura per Maren Lundby, scivola sul trampolino e batte la testa

La norvegese è stata vittima di un singolare incidente nei giorni scorsi, procurandosi un trauma cranico e diverse contusioni.

Foto di M.Dardanelli

Foto di M.Dardanelli

Nella mattinata odierna la federazione norvegese di sci ha rilasciato un comunicato stampa in cui è stato annunciato che nei giorni scorsi Maren Lundby è stata vittima di un singolare incidente durante una sessione di allenamento a Lillehammer.

Da quanto si apprende la venticinquenne scandinava stava cambiando la propria stanga di partenza e, attraversando l’inrun per spostare uno dei due supporti alla base della stanga, è scivolata sul bordo di un gradino reso sdrucciolevole dalla pioggia.

Lundby è così finita di schiena sulla ripida inrun, iniziando a scendere verso il basso senza avere modo di fermarsi e guadagnando viepiù velocità.   

Alfine la campionessa olimpica e mondiale in carica ha raggiunto la fine del trampolino, cadendo al suolo da un paio di metri d’altezza, battendo violentemente prima una gamba e poi la testa.

Immediatamente trasportata in ospedale, la vincitrice delle ultime due Sfere di cristallo è stata sottoposta a una serie di radiografie che hanno escluso fratture. Tuttavia, oltre alle escoriazioni, le è stato riscontrato un trauma cranico e si attende l’esito di una risonanza magnetica per capire se vi siano lesioni di altro tipo.

Un incidente simile era capitato a Daiki Ito durante una gara di Coppa del Mondo a Sapporo nel gennaio 2013. Il nipponico, però, riuscì a fermarsi prima di raggiungere il dente.

Lundby non prenderà parte alla tappa finale del Summer Grand Prix femminile, prevista questo weekend a Frenstat (Repubblica Ceca). La norvegese era l’unica atleta con la possibilità matematica di sopravanzare Sara Takanashi, la quale peraltro non dovrebbe a sua volta partecipare all’evento, essendo rientrata in Giappone per svolgere un training camp. Dunque la nipponica è certa di vincere il massimo circuito estivo 2019.

Si attendono ora informazioni più dettagliate in merito alla reale entità delle contusioni riportate da Lundby, con relativi tempi di recupero per una completa guarigione.

Francesco Paone

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