Sci di fondo | 09 settembre 2019

Ebba Andersson: ”Dopo l’oro in staffetta a Seefeld, nella prossima stagione vorrei essere protagonista nei due Tour della Coppa del Mondo”

Fondoitalia.it ha incontrato la ventiduenne fondista svedese che ci ha raccontato i suoi inizi con lo sci di fondo, la gioia per l’oro di Seefeld ed i programmi per la prossima stagione

Romaniemi OY

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Scorrono veloci e impetuose le limpide e dolci acque del fiume Ångermanälven che a Sollefteå vivacizza e divide in due questa tranquilla cittadina di meno di ottomila anime immersa negli infiniti spazi verdi della regione del Västernorrland svedese.

Velocità delle acque che poi grazie alla centrale elettrica posta a monte alimenta e rifornisce la produttiva cittadina scandinava dell’energia necessaria per buona parte del suo fabbisogno annuale.

La stessa velocità, energia e resistenza viene presa come fonte di ispirazione per la sua attività sugli sci stretti da una degli ultimi ma numerosi atleti di successo usciti dal rinomato Sollefteå Skidgymnasium negli ultimi anni (vedi Helena Ekholm, Marie-Helene Östlund, Sebastian Samuelsson, Frida Karlsson) che spesso si vedono sfrecciare lungo l'impegnativo anello che si sviluppa lungo la famosa collina di Hallstaberget che domina questa tranquilla cittadina svedese.

Parliamo di Ebba Kristina Andersson, ventiduenne fondista “trekroner” che ai numerosi allori ottenuti a livello junior già può vantare medaglie olimpiche e mondiali ottenute con la staffetta svedese, compreso lo storico oro conquistato a Seefeld lo scorso febbraio che ha mandato in visibilio i sudditi di Re Carlo XVI Gustavo presenti in Tirolo e un’intera nazione che era davanti agli schermi ma che da sempre è storicamente più abituata ai successi degli uomini.

Fu papa’ Per-Ola che indirizzò fin da subito Ebba allo sci di fondo quando spostò la famiglia dalla piccola Delsbo (circa 150km più a sud) a Sollefteå per insegnare sci di fondo allo skidgymnasium. Nonostante Ebba sia entrata nel team nazionale già nel 2017, suo padre rimane il suo coach personale che la segue da vicino quando la fondista svedese non e’ impegnata nei training camps con le compagne di nazionale.

Incontriamo Ebba Andersson nella lussureggiante hall dell’Hotel Hallstaberget, usuale sede del “Team Sverige” quando effettuano allenamenti collettivi qui a Sollefteå .

Col suo consueto e simpatico sorriso ed il vivace sguardo caratterizzato dai suoi occhi azzurri  tanto brillanti quanto le acque dell’ Ångermanälven, lei ci accoglie amichevolmente e inizia a raccontarci dei suoi inizi con lo sci di fondo: ”I miei approcci con lo sci risalgono a quando avevo tre anni. I miei genitori in inverno mi portavano fuori a fare lunghe passeggiate sugli sci, lungo i numerosi tracciati che qui a Sollefteå abbiamo nelle foreste circostanti la città. Ma e’ stato quando avevo nove anni che ho sperimentato la parte divertente dello sci di fondo. Ho saputo dei programmi che il nostro locale ski club, il Sollefteå Skidor, aveva per i ragazzini ed ho voluto provare. Pensavo fosse eccitante allenarsi con loro e immediatamente ho capito che era la cosa più divertente da fare. Ho amato tutte le parti dello sci di fondo da quando ho incominciato a fare le prime garette da bambina e subito ho provato grande gioia in questo. Quindi da teenager per me e’ stato poi molto naturale frequentare il locale skidgymnasium. In seguito sono arrivati i primi successi a livello junior qui in Svezia e le prime medaglie internazionali“.

Durante il periodo in cui Andersson ha frequentato il liceo, lei ha anche ottenuto dei notevoli risultati, con titoli junior svedesi annessi, nel mezzofondo. Quattro anni fa si narrano anche di alcune dispute fra la Federazione svedese di atletica e quella di sci per accaparrarsi l'allora diciassettenne talento nella rispettiva disciplina, ma lei a riguardo non ha mai avuto nessun dubbio: “ Per me non e’ mai stato difficile scegliere fra l’atletica ed il fondo. Ho sempre pensato che lo sci fosse più divertente dell’atletica. E’ stata una scelta facile da prendere. Da teenager sciavo e correvo perché era divertente e facevo mezzofondo in pista quando qui era possibile in estate. Ma ho sempre pensato che lo sci fosse lo sport numero uno nel mio futuro. L’atletica leggera era solamente un modo per tenermi in forma durante l’’estate anche se anche li ho ottenuto dei buoni risultati e medaglie come junior”.

Ok, accantoniamo l’atletica, ma c’e’ una vittoria, un premio speciale, o una competizione giovanile che le ha lasciato un ricordo che rimarrà nella sua mente per sempre?
"Ho un ricordo speciale dei Mondiali Junior di Rasnov nel 2016 quando vinsi il mio primo oro nella 10km skating. Ho avuto incredibili sensazioni al termine della gara. E’ stato fenomenale avere la sensazione di essere la migliore quel giorno. Quella vittoria mi ha ulteriormente motivato nel continuare ad allenarmi per fare il grande passo e di poter gareggiare poi con le ragazze elitè della Coppa del Mondo. Si , quell’oro mondiale fu davvero speciale per me, è stata la mia prima medaglia d’oro a livello internazionale".

Invece, che ricordi ha dei Mondiali di Seefeld? L’oro che ha ottenuto con la staffetta svedese ha totalmente cancellato la delusione di essersi ammalata poco prima di arrivare nel Tirolo?
"E’ stato fantastico vincere l’oro a Seefeld con Charlotte, Frida e Stina. E’ stato un giorno di immensa gioia per me. E’ stato incredibile condividere quella vittoria con l’intero team e con tutta la nazione svedese. Ripenso a quel giorno con grande piacere. Certo per me i Campionati del Mondo non sono andati come io avevo preventivato. Avevo ambizioni maggiori per le mie gare individuali che ho disputato li. Le malattie fanno anche parte del nostro sport qualche volta, in ogni caso bisogna prendere il meglio da ogni situazione".

La scorsa estate e durante il periodo in cui era infortunata al ginocchio ha lavorato parecchio per migliorare in classico e rafforzare la parte superiore del corpo. Tutti abbiamo visto I risultati ed i miglioramenti nella passata stagione. In cosa sta lavorando maggiormente in questa preparazione estiva ?
"Sto continuando il buon lavoro fatto negli anni passati. Mi sto concentrando nel migliorare I miei punti di forza e allo stesso tempo migliorare le mie debolezze. Lo sci di fondo è uno sport nel quale tu devi essere bravo in cosi tanti aspetti: resistenza , forza , tattica , velocità , uso della tecnologia e dei materiali e io provo sempre a fare il mio lavoro al mio massimo livello possibile ."

Nella prossima stagione non vi saranno Olimpiadi e Mondiali. Vi è una gara in particolare che lei ha evidenziato nella sua personale agenda guardando al prossimo calendario di Coppa del Mondo?
"
Sicuramente i due Tour che vi saranno l’anno prossimo saranno speciali per me e vorrei essere protagonista. Sia il Tour de Ski e sia lo Scandinavian Tour sono nel mio programma. Queste due competizioni sono qualcosa di extra per me ma avrò anche un occhio per la generale di Coppa del Mondo. I due lunghi Tour avranno un valore extra in quanto per esempio non ho mai sciato nel Tour de Ski e il Tour scandinavo e’ una novità assoluta. Di certo sarà una stagione molto eccitante e non vedo l’ora di incominciarla".

Quale è la sua opinione circa il prossimo calendario di Coppa del Mondo? E sulla novità della scalata del Cermis come mass start?
"La mia opinione è che noi dobbiamo accettare il calendario per quello che e’ e dare il meglio in ogni situazione. Non penso molto al calendario di Coppa, ora preferisco risparmiare tutte le mie energie negli allenamenti invece di pensare a tutti I format che avremo in programma. Circa il Cermis, farlo come mass start sarà eccitante perche’ non è mai stato fatto prima in questo modo. Normalmente gli atleti partivano sempre con grandi distacchi nell’ultima tappa. Cosi forse ora può essere eccitante partire tutte con lo stesso tempo. Può essere particolare avere un Tour nel quale nell’ultima tappa chi transita in testa al Cermis può non vincere il Tour. Perciò su questo il mio pensiero e’ un pò contrastato nel rispondere a questa domanda ma la mass start può essere pure eccitante".

Essere un atleta di alto livello come lei può essere molto gratificante ma allo stesso tempo stressante mentalmente e fisicamente. Lunghi viaggi, competizioni, training camps, pressioni, richieste dai media e sponsor ed essere lontana da casa per molti mesi e’ parte di tutto questo. Come si relaziona con tutte queste situazioni?
"
Penso che la gioia nel fare sci di fondo sia maggiore di tutte le situazioni che hai descritto. Perciò sono facili da superare per me. Sciare e’ ciò che io voglio fare. Sento sempre grande gioia dentro di me nel fare questo sport, negli allenamenti e nelle gare. Cosi e’ più facile relazionarsi con tutte le situazioni correlate al fondo".

Osservandola attentamente prima e dopo le gare, nelle interviste ed al di fuori della sua attività nello sci di fondo , lei ha sempre un gran sorriso nel fare tutte queste cose. Quale e’ il suo segreto?
"Io non sono sorridente tutte le volte se devo dirlo. Sono una ragazza a cui piace essere felice e positiva ma devo ammettere che non sono cosi sempre. Ho anche delle cattive giornate. Mi diverte molto essere una fondista. Io amo tanto il mio sport e si, in genere si sorride molto quando una persona ama fare le cose che gli piacciono".

Nell’insieme delle situazioni extra fondo che abbiamo descritto, è ancora possibile avere buoni amici all’interno e al di fuori del circuito di Coppa del Mondo?
"Certamente si, ho buoni amici sia nella squadra svedese che al di fuori dello sci . Penso che sono molto fortunata ad avere buoni amici. La popolarità non mi ha cambiata , ho ancora veri e fidati amici qui a Sollefteå che ho incontrato durante il liceo come pure buoni amici ora ad Östersund dove mi sono trasferita dalla scorsa primavera".

Lei , Sebastian Samuelsson, Helena Ekholm ed ora Frida Karlsson siete tutti nativi di Sollefteå. Quale è il segreto di questa piccola ma incantevole cittadina? Avete un acqua speciale, c’e’ qualcosa di magico nell’aria che respirate o che altro qui a Sollefteå?
"Haha, no. Sollefteå è un posto perfetto se tu vuoi diventare un buon sciatore. Principalmente perché abbiamo un buon terreno per gli allenamenti, abbiamo un ottima scuola, il rinomato skidgymnasium con molti ottimi tecnici molto preparati ed un buon ambiente che ci circonda. In questa città la gente e’ molto appassionata verso lo sci di fondo, quindi e’ un posto perfetto per viverci. Non vi e’ pressione nel vivere ed allenarsi qui. Questo posto mi ispira molto quando mi alleno qui coi miei coaches o con le altre ragazze. Qui puoi vivere come una normale persona o atleta, ma l’acqua e’ molto buona davvero … ".

Paolo Romanò

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