Sci di fondo | 09 settembre 2019

Fondo - Francesca Franchi: "Due anni fa arrivai ultima a 4 minuti, ieri ho vinto l'oro e capito che il lavoro paga sempre"

Intervista alla trentina delle Fiamme Gialle, che a Forni Avoltri ha vinto l'oro assoluto e Under 23 nella 10km in skating femminile: "Non mi aspettavo di vincere; dai momenti difficili ho imparato tante cose"

Foto di Flavio Becchis per Universo Nordico

Foto di Flavio Becchis per Universo Nordico

È stata la grande protagonista sotto la pioggia di domenica nella 10km in skating. Francesca Franchi, già vincitrice Under 23 della sprint di sabato, è riuscita nell’impresa di ottenere la vittoria assoluta – e ovviamente Under 23 – sotto il diluvio in occasione della 10km in skating di domenica.

Un successo importante per lei, capace di mettersi alle spalle anche atlete con tanta esperienza in Coppa del Mondo, dando una conferma concreta agli ottimi risultati dei test estivi. La vittoria ha un valore ancora superiore se si considera che soltanto due anni fa, proprio qui a Forni Avoltri, Franchi visse una giornata da incubo, subendo un distacco di quasi quattro minuti da Virginia De Martin, un risultato che aveva dato il via a una stagione per lei molto difficile.

Francesca Franchi ha saputo risollevarsi, meritandosi la fiducia che le era stata data dai tecnici della nazionale, riuscendo nella passata stagione a fare un importante passo, prendendosi anche l’arruolamento nelle Fiamme Gialle, l’esordio in Coppa del Mondo e una bella medaglia alle Universiadi.

Di tutto questo abbiamo parlato con la trentina delle Fiamme Gialle nella seguente intervista, nella quale Franchi non ha nascosto la propria soddisfazione per il risultato di domenica, ringraziato coloro che gli sono stati vicino e l’hanno aiutata a rilanciarsi ancora, chiarito i suoi obiettivi e parlato anche di Anna Comarella, sua compagna nella staffetta d’argento dei Mondiali Juniores del 2017.

Ciao Francesca e complimenti per la bellissima vittoria di domenica. Ti saresti mai aspettata di chiudere al primo posto tra le senior?
«No, alla vigilia non l’avrei mai immaginato. Ieri è andata molto bene e sono molto contenta per questo. Prima della gara, visti gli ottimi risultati ottenuti nei test estivi, sapevo di stare già bene fisicamente e questa vittoria me l’ha confermato. Insomma prima di iniziare ero tanto curiosa di vedere a che punto ero, come sarebbe andata, ma non mi aspettavo assolutamente di vincere. Insomma non ero certo partita con il pensiero del primo posto, ma è capitato e sono felice. Devo ammettere che dopo la gara ho iniziato a ridere quando ho visto la classifica, pensando che solo due anni fa arrivai ultima con 4 minuti di distacco da Virginia De Martin. Il lavoro paga sempre».

Due anni fa hai avuto una stagione molto difficile ma ancora una volta hai dimostrato di saperti riprendere dalle difficoltà; è una bella dote questa, non pensi?
«Certamente è molto importante sapersi riprendere. Quando le cose vanno male ci soffro perché ci tengo, magari vedo tutto negativo, ma per fortuna ho tante persone che mi aiutano. Credo che una persona, affidandosi soltanto a se stessa, difficilmente riesca a risalire. Io ho la fortuna di avere alle mie spalle le Fiamme Gialle che mi supportano sempre, anche quando le gambe non girano, così come la mia famiglia, e Simone (Mocellini, il suo ragazzo, ndr) che mi dà sempre una mano a superare dubbi, paure e incertezze. Poi c’è Renato Pasini, che è un allenatore sempre disponibile al dialogo e al confronto, capace di darmi sicurezza e tranquillità, due cose fondamentali per svolgere al meglio questo lavoro. Questa sua capacità mi permette di fare le cose senza che mi pesino, anzi riesco anche a divertirmi. Credo questa sia la chiave».  

Cosa hai imparato dalle difficoltà avute due anni fa?
«Quando le cose vanno bene si tende a guardare poco i dettagli, mentre quando vanno male inizi a porti domande su tutto, anche sul minimo particolare, metti in dubbio tutto. Dall’anno andato male ho imparato tantissimo sul mio sport, sull’allenamento, la tecnica e tutto il resto. Ho capito tanto anche di me stessa, del modo in cui approcciavo le cose, ho conosciuto aspetti di me stessa che mi erano sconosciuti. Una volta superati questi problemi, sento di esserne uscita cambiata e più forte. Ora so cosa significa perdere ed arrivare ultima, quindi anche la vittoria diventa molto più importante. Oggi se vinco sono molto più contenta rispetto al passato, perché conosco la sofferenza dell’andare male».

Tra le atlete che ieri hai battuto c’è anche Anna Comarella, tua coetanea della Squadra A. I risultati da lei ottenuti, quella sua bella staffetta al Mondiale, rappresentano per te uno stimolo in più?
«Assolutamente si. Noi due andiamo molto d’accordo, la stimo tantissimo, anche perché è una ragazza sempre disponibile ad aiutarti per qualsiasi problematica. Poi la ritengo fortissima, per me è quasi un idolo, da sempre la vedo lì in testa ed è un grande stimolo. Per questo motivo arrivargli davanti, come accaduto ieri, è una grande soddisfazione. Certo sarà difficile farlo anche sugli sci, ma “cara Anna, ci proverò”».

Qual è l’obiettivo in vista della prossima stagione?
«Gli obiettivi sono ovviamente incentrati sul Mondiale Under 23, però faccio anche un pensierino a tornare in Coppa del Mondo. Lo scorso anno vissi due esperienze bellissime e vorrei tornarci presto, anche perché adesso saprei cosa aspettarmi, quindi sentirei meno l’agitazione iniziale. Insomma, un pensierino lo sto facendo».

L’hai nominato prima, Simone Mocellini, compagno di squadra nelle Fiamme Gialle e tuo ragazzo nella vita. Che effetto ti ha fatto gareggiare con lui alle Universiadi della passata stagione, quando siete arrivati quarti nella team sprint?
«Credo sia stata per me la gara più divertente ed entusiasmante di tutta la stagione. Per lui è stata un’annata difficile, eppure quel giorno ha tirato fuori la migliore gara della stagione. I cambi sono stati bellissimi, credo mi spingesse così forte che avevo il triplo della velocità rispetto alle altre. Ci siamo divertiti, senza pensare troppo al risultato. È stato emozionante»

Giorgio Capodaglio

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