Sci di fondo | 14 ottobre 2019

Roberta Rodeghiero: "La Rode è al lavoro per trovare dei prodotti performanti quanto e più dei fluorurati con catena C8"

Il presidente della storica azienda veneta a Fondoitalia: "La catena C8 sarà vietata tra un anno, stiamo cercando un'alternativa e abbiamo già raggiunto degli ottimi risultati in merito"

Roberta Rodeghiero: "La Rode è al lavoro per trovare dei prodotti performanti quanto e più dei fluorurati con catena C8"

Proseguono i lavori all’interno dell’azienda Rode, da anni punto di riferimento nel mondo dello sci di fondo grazie alle sue scioline da tenuta, che nel tempo è diventata protagonista anche nei prodotti da scorrimento, tanto da aver aumentato il suo mercato nel mondo dello sci alpino.

Roberta Rodeghiero, figlia di Rizzieri, fondatore della Scioline Rode, che contribuì alla vittoria dello storico oro di Franco Nones ai Giochi di Grenoble del 1968, ha fatto il punto della situazione sull’andamento dei lavori che renderanno ancora più moderna e all’avanguardia l’azienda, parlandoci anche dei nuovi materiali e della ricerca di nuovi prodotti da scorrimento, in quanto tra un anno saranno vietati i prodotti fluorurati con catena c8.

Buongiorno Roberta. Un anno fa sono iniziati i lavori per il vostro nuovo edificio; a che punto sono? Come mai avete deciso di cambiare?
«Stiamo costruendo la nuova sede davanti a quella storica per il legame che ci lega al luogo dove siamo nati. Ci auguriamo che il prossimo anno si concludano i lavori, così potremo fare il trasloco e trasferirci in questo nuovo edificio che darà un’immagine ancora più moderna alla nostra azienda. La scelta di cambiare edificio è dovuta proprio alla voglia di rinnovarsi, perché avevamo bisogno di ulteriore spazio, valutando anche le nuove norme di sicurezza vigenti, visto il genere di prodotti che lavoriamo. Ci siamo attrezzati con alcuni nuovi macchinari rendendoci sempre più all'avanguardia. In particolare abbiamo un nuovo macchinario importante per le klister del fondo e un altro da 8 metri di lunghezza con cella di raffreddamento per paraffine e stick».

Per quanto riguarda i nuovi prodotti. Su cosa state lavorando?
«Siamo sempre in evoluzione e alla ricerca di nuovi prodotti. Anche perché dal prossimo anno non si potranno più utilizzare i prodotti fluorurati con catena C8, fin qui quello più performante in assoluto. Noi e anche tutte le altre aziende legate all’ambiente stiamo lavorando alla ricerca di un prodotto che possa rivelarsi almeno altrettanto performante. Posso ritenermi soddisfatta del livello che abbiamo già raggiunto con paraffine medio fluorurate e alto fluorurate, grazie alla catena c6 che è consentita. Abbiamo quindi già degli ottimi prodotti».

Insomma continuate a lavorare sullo scorrimento, pur essendo diventati famosi in passato per le scioline da tenuta.
«Noi continuiamo a lavorare anche sulla tenuta, dove i nostri prodotti sono già al top. Dobbiamo però concentrarci tanto sulla ricerca in quelli da scorrimento, perché lo sci di fondo sta andando sempre più verso quella direzione. Senza dimenticare che stiamo lavorando molto nel biathlon, nello sci alpino e anche nelle discipline di velocità».

Quanto è importante la ricerca nel vostro lavoro?
«Importantissima, anzi è al primo posto perché senza di essa non si possono trovare delle nuove soluzioni, stare al passo con gli altri o anticiparli. Ovviamente, poi, oltre alla ricerca sono importanti i test, perché quando troviamo un materiale per noi valido lo facciamo provare da skiman di alto livello. Anche questa fase richiede molto tempo, a volte anche uno o due inverni, in quanto bisogna provare su condizioni di neve diverse. Bisogna essere cauti, anche se un prodotto magari inizialmente sembra essere di alto livello. Per raggiungere la perfezione ci vuole tempo».

Anche nella prossima stagione sponsorizzerete la Coppa Italia Giovanile di fondo.
«Facciamo questo lavoro perché siamo prima di tutto degli appassionati, siamo sempre stati vicino a questo sport. Il fondo era la grande passione di mio padre, il nostro il cavallo di battaglia e riteniamo giusto, quindi, aiutare la disciplina stando vicino ai più giovani, gli atleti che rappresentano il futuro del nostro movimento»

G.C.

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