Sci di fondo | 04 novembre 2019

Federico Pellegrino: "Con questo calendario ci sarà sempre qualche assenza importante, un danno per lo spettacolo""

A Fondoitalia videointervista al campione azzurro: "Noi atleti abbiamo proposto delle soluzioni, ma dai piani alti la pensano diversamente; mi dispiace per il mio sport ma così non posso gareggiare sempre"

Federico Pellegrino: "Con questo calendario ci sarà sempre qualche assenza importante, un danno per lo spettacolo""

Non è mai banale Federico Pellegrino. Il campione azzurro, oltre a essere un grande atleta in pista, ha tutto per diventare anche un ottimo dirigente in futuro. È innamorato dello sci di fondo e vorrebbe fare di tutto per aiutare il suo sport a ritrovare quell’appeal che ultimamente ha un po’ perso nei confronti degli appassionati. Per questo motivo il poliziotto valdostano è molto critico verso il calendario della Coppa del Mondo, come ha ribadito nella video intervista che vi proponiamo a fondo pagina, a noi rilasciata in occasione dell’evento Modena Skipass.

Pellegrino ci ha svelato di non essersi limitato soltanto a criticare il calendario, ma di aver fatto delle proposte ai dirigenti mondiali del fondo, coinvolgendo anche altri atleti. «Ho cercato di proporre delle soluzioni già dallo scorso inverno – ha affermato l’azzurro nell’intervista che potete vedere per intero a fondo pagina – lo scopo era quello di invertire un trend dell’audience televisiva non favorevole, dovuto all’assenza in ogni gara di qualche atleta di alto livello. Ho provato quindi a mettere insieme atleti di diverse nazionalità per farci insieme un’idea di come risolvere questo problema. L’idea comune è che servirebbe un calendario stagionale in grado di consentire dei tempi di recupero stabiliti per tutti. Allenarsi durante l’inverno non è mai facile, a causa dei tanti spostamenti e delle gare, così anche la performance può risentirne. Ci sono troppi impegni e in questo senso il prossimo calendario sarà forse il peggiore della storia. Per questo motivo ogni atleta deve scegliere di saltare qualche gara se vuole raggiungere i propri obiettivi. Se invece si facessero staccare tutti gli atleti in periodi già stabiliti dal calendario, si avrebbe la possibilità di averli tutti in forma al momento giusto a lottare tra loro, così da offrire un maggiore spettacolo anche per la televisione».

La mancata settimana di riposo al termine del Tour de Ski probabilmente costringerà Pellegrino a rinunciare nuovamente alla sfida del Cermis: «Purtroppo non posso fare tutte le gare al cento per cento – ha sottolineato l’azzurro – devo fare delle scelte e ovviamente questa per me è sempre molto dolorosa, in quanto il Tour de Ski si svolge per la maggior parte in Italia, concludendosi con una gara unica nel suo genere proprio nel nostro paese. A me piacerebbe tantissimo partecipare ma dipenderà da tanti fattori. Per esempio quest’anno il Tour de Ski cadrà nella quarta di cinque settimane consecutive di gare, tra le quali Davos, Planica e Dresda, che è una pista per me molto favorevole. Non posso fare tutto, qualcosa dovrò saltare e per questo motivo la parte finale del Tour de Ski sarà a rischio».

Nella prima bozza di calendari in primavera sembrava che qualcosa dovesse cambiare per gli anni futuri, erano finalmente previste delle pause, in particolare dopo il Tour de Ski. Invece in autunno si è nuovamente tornati indietro e, nonostante qualche cambiamento, il calendario è ancora lontano da come lo vorrebbero gli atleti. «Sembrava che le federazioni fossero d’accordo con noi atleti, invece in occasione del meeting di Zurigo c’è stata una totale inversione di rotta. Evidentemente qualcuno nei piani alti la pensa diversamente da noi. A questo punto per me non c’è problema, mi dispiace per il mio sport ma penso solo a me e se mi mettono altre dieci sprint sono felice. Spiace solo che non potrò mai giocarmi la classifica generale, perché dovrò saltare diverse gare. È un rammarico ma non posso rischiare troppo».

Infine Pellegrino, che ha parlato con noi dallo stand valdostano presente a Skipass, ha concluso con un pensiero sulle Olimpiadi del 2026: «I Giochi Olimpici italiani li tengo lì come sogno. Sarà una bella opportunità per l'Italia, il nostro sistema montagna e per noi atleti. Per quel che mi riguarda, però, al momento l’obiettivo olimpico è Pechino 2022, poi si vedrà». 

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Giorgio Capodaglio

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