Stella Gianfranco

 

"Tecnicamente all'inizio ero un disastro, con tutti i difetti dell'autodidatta. Anche quando ero già in nazionale spaccavo talmente tanti sci che Strumolo mi voleva sbattere fuori squadra. Ai campionati italiani di Bardonecchia, al terzo anno da junior, avevo un buon vantaggio, ma in una discesa ero un cannibale e sono volato. L'ho fatta a rotoloni e ha vinto Mayer. ". A parlare così è Gianfranco Stella, uno dei migliori fondisti italiani, quello che era considerato il "terzo uomo" della "grande squadra" di Nilsson degli anni '60, dopo Nones e Giulietto De Florian. Classe 1938, nato ad Asiago in una famiglia che contava 6 maschi e quattro femmine. Dei maschi ben 4 sono finiti nell'Esercito, fra gli Alpini della Scuola Militare di Aosta. Tutti fondisti, anche Vittorio, che però non ha scelto la carriera militare. Il minore, Roberto, della stessa scuola è stato comandante e si è congedato con il grado di generale; il maggiore, Valentino, era colonnello e aveva comandato il Centro Sportivo di Courmayeur; lui e Aldo, che a Courmayeur hanno trascorso tutta la vita e ci abitano, erano sottufficiali e sono quelli che, dal punto di vista agonistico, hanno ottenuto i migliori risultati.

Gianfranco ha cominciato a far fondo a 16 anni. "Lavoravo in fabbrica e di tempo libero, in una casa come la mia, con tutti quei fratelli da crescere, non ce n'era mai. Qualcosa da fare papà me la trovava sempre. Mi allenavo solamente quando riuscivo a scappar via. Sempre da solo perché ad Asiago non c'era nessuno che mi insegnasse. Con il Rode non avevo contatti e così mi arrangiavo. Tanto allora, quanto in seguito in nazionale, mi mettevo dietro gli altri e cercavo di copiarne la tecnica". Un avvio duro e difficile, quindi. Sedicesimo al primo campionato italiano juniores a Folgaria. Il primo probante risultato al primo anno da senior, in una 15 km a Sportinia: 7°, con Mayer, il più forte dei giovani, al 4° posto. Di più non si poteva fare quando c'erano di mezzo atleti del calibro del valtellinese Martinelli o di Vito De Francesco di Moena, che avevano cominciato molto prima di loro e vantavano quindi, oltre alle qualità tecniche, anche un bel po' di esperienza.

Nell'Esercito è entrato nel 1959, dopo il risultato di Sportinia. Cento giorni di CAR, poi Courmayeur e La Thuile, prima con il cap. Picco e poi con Mismetti: atleti ma anche militari, con regolari turni di servizio fra un allenamento e l'altro. Stessa trafila, per lui e Stuffer, anche dopo la promozione a sottufficiali: prima dovevano fare i sergenti, poi pensare a prepararsi per le gare. Situazione che è fortunatamente cambiata dopo le Olimpiadi di Squaw Valley quando Nilsson ha rifatto la squadra: in nazionale sono rimasti solo De Dorigo, De Florian, Schenatti e Stuffer e sono entrati lui, Bacher e Imboden. Da quel momento inizia una carriera che si può riassumere nel bronzo della staffetta ai Mondiali di Oslo nel 66, nella partecipazione a 3 Olimpiadi e ad altrettanti Mondiali, in 4 titoli italiani (due individuali nella 15 e nella 30 km, e uno in staffetta, in 2 Trofei Mezzalama (a sinistra nel 1973 con il fratello Aldo e Serafini) e in una pletora di gare nazionali elencate nel prospetto conclusivo. Nel 1975, nel Trofeo Mezzalama valido per il Campionato Mondiale di sci-alpinismo, era in gara con il fratello Aldo e Leo Vidi. All'ultimo controllo, al passo, avevano 7 minuti di vantaggio. Nella discesa, effettuata senza più essere legati in cordata, non c'erano tracce a segnalare il percorso e Vidi si è fatto male dopo aver perso i compagni nella nebbia. Quando l'hanno ritrovato, sono arrivati insieme al traguardo, classificandosi secondi a poco più di due minuti dal terzetto delle Fiamme Oro (Genuin, Bonaldi, Weiss).

Tanti bei momenti culminati nella crisi di Sapporo, in quelle Olimpiadi che dovevano confermare l'oro di Grenoble e che si sono risolte invece in un disastro del quale ancor oggi, per quanto si sia cercato di sviscerarne le cause, non si è trovata una spiegazione univoca. Nilsson sostiene (vedere il suo "ritratto" in questo sito) che sono venute a mancare le motivazioni; Stella è di diverso avviso. "La squadra, dice, non credeva più in Strumolo, perché si sentiva presa in giro dal direttore agonistico sul quale neppure Nilsson riusciva più ad imporsi come prima. In Strumolo non avevamo più nessuna fiducia poiché ci aveva promesso 3 milioni, da dividere fra tutta la squadra, dopo il bronzo dei Mondiali e quei soldi non li abbiamo mai visti. Anzi, si arrabbiava quando qualcuno glielo ricordava. Io e Nones, poi, ci eravamo sposati e andare al Nord per il solito ritiro di due mesi era un sacrificio che non eravamo più disposti ad affrontare. Meglio allenarsi da soli in Italia. In Svezia ci siamo recati all'ultimo momento per i 4 test cronometrati dai quali sarebbero usciti i selezionati per Sapporo. C'era tutta la squadra e ne abbiamo vinti due io e due Nones, a conferma che eravamo pronti per le Olimpiadi. In Giappone, invece, siamo arrivati distrutti ancor prima di cominciare le gare. La spiegazione la può dare il massaggiatore Gino Mosele, che ci seguiva da anni e ci assisteva come un fratello maggiore". (Vedere il suo ritratto).

Dopo le Olimpiadi, quando Mismetti ha assunto la Direzione agonistica del fondo con quella del biathlon, Gianfranco Stella ha fatto l'allenatore della nazionale B, pur continuando a gareggiare anche nel 1973. L'anno successivo ha seguito la squadra, come accompagnatore, ai Mondiali di Falun, e poi, non andando d'accordo con Azittà, neo direttore agonistico, è tornato al Centro Sportivo Esercito a Courmayeur, dove ha fatto l'allenatore fino al 1983, e quindi alla Scuola Militare Alpina di Aosta, fino al '91 come istruttore di sci e roccia, dopo di che è andato in pensione. Con 7 nipoti, adesso fa il nonno a tempo pieno; se ha qualche momento libero, lo passa pedalando o camminando, oppure coltivando l'orto. D'inverno sci, da discesa, accompagnando i nipoti: con tutti i corsi che ha fatto, l'esperienza non gli manca di certo.

I risultati

1960 – Coppa Consiglio di Valle, a Valtournanche: 1. Mayer Eugenio, 2. Gianfranco Stella, 3. Chatrian Innocenzo.

1962 – Campionati Mondiali di Zakopane (Polonia)  -  15 km: 19°; staffetta 4x10 km: 5. Italia (Stella, Steiner, De Dorigo, De Florian).

1963 – Coppa Consiglio di Valle: 2°; Coppa Kurikkala (Asiago) 4°; Campionati italiani: 15 km: 8° (1. Steiner).

1964 –  Olimpiadi di Innsbruck (fondo a Seefeld): 30 km: 18°.

Campionati italiani (Alpe di Siusi): Staffetta 3x10 km: 2° C.S. Esercito (Bacher, Stella, Stuffer) stesso tempo delle Fiamme Oro (Genuin, Mayer, Manfroi). Coppa Consiglio di Valle (Courmayeur) 2° (1. Nones).  Limaloppet (Lima-Svezia) 21 km: 13° (1. Lundemo).

1965 – Campionati italiani (Madonna di Campiglio) – Staffetta 3x10 km: 2° C.S.Esercito (Bacher, Stella, Stuffer) a 30" dalle Fiamme Gialle. Holmenkollen (Nor) 15 km: 2° a 2". Rovaniemi (Fin) km 15: 2° a 12". Coppa Kurikkala (Vallese) 15 km: 3° (1. Demel); staffetta 4x10 km. 1° Italia (Manfroi, De Florian, Stella, Nones). Coppa Consiglio Valle: 3°.

1966 –  Campionati Mondiali Oslo-Holmenkollen (Nor) 15 km: 12° (1° degli azzurri); 30 km: 21° (7° Nones); staffetta 4x10 km: 3° Italia (De Florian, Nones, Stella, Manfroi). Campionati italiani: staffetta 3x10 km: 2° C.S. Esercito (Aldo Stella, GianfrancoStella, Livio Stuffer). Coppa Kurikkala: km 15: 1°, staffetta 4x10 km: 1°. Coppa Consiglio di Valle (Courmayeur). 15 km: 3° (1. Steiner); 30 km: 1°.

1967 – Campionati italiani: staffetta 3x10 km: 2° C.S. Esercito (A. Stella, G. Stella, Stuffer). Campionati americani:km 15: 1°; km 30: 1°.

1968 – Olimpiade di Grenoble (Francia) – 15 km: 13° (1. Groenningen); 30 km: 23° (nella foto preceduto da Martinsen, argento dietro Nones).  Campionati Italiani (S. Anna Pelago) – 30 km: 1° G. Stella (3. Blanc); 15 km: 1° G. Stella (2. A. Stella, 3. Serafini); staffetta 3x10km: 1. C.S. Esercito(A. Stella, G. Stella, Serafini). Coppa Kurikkala: 15 km: 3°, staffetta 4x10 km: 1° Italia.

1969 – Campionati italiani – staffetta 3x10 km: 2. C.S. Esercito (Stuffer, G. Stella, Serafini). Settimana Internazionale del fondo (Dimaro) – Staffetta 3x10 km: 1. Norvegia A, 2. Norvegia B, 3. Svizzera,  4. Italia (Serafini, Nones, G. Stella). Coppa Consiglio Valle (Torgnon, 30 km): 1° G. Stella (2. Elviro Blanc).

1970 – Premondiale di Aasarna (Svezia) 24 km: 4° G. Stella (1. Kostner, 2. Limby, 3. Johansson). Campionati Mondiali Visoke Tatry (Cecoslovacchia)- 15 km: 17. G. Stella; 30 km: 27° G. Stella. Staffetta: 9. Italia (Nones, Primus, Stella, Kostner). Campionati italiani (S. Stefano di Cadore) – 15 km: 2° Stella (1. Nones), 30 km: 5° Stella.

Gara internazionale Le Brassus (Svizzera) 15 km: 21° Stella. Coppa Consiglio di Valle (Cogne): 1°. Gara internazionale di Zakopane: 3°.

1971 – Campionati italiani  - Staffetta 4x10 km: 3° C.S. Esercito (A. Stella, Stuffer, G. Stella, Serafini). Coppa Consiglio di Valle (Torgnon) 1°. Le Brassus: staffetta: 4. Italia (Lombard, Favre, G. Stella). Reit im Winkl: 4° (1. Soedergren).

1972 – Olimpiadi di Sapporo (Giappone) 15 km: 28° Stella. Campionati italiani: 15 km: 2° Stella; staffetta 4x10 km: 3. C.S. Esercito (A. Stella, Zenoni, Serafini, G. Stella). Campionati Mondiali Militari: 15 km: 1°.

1974  –   Campionati italiani: staffetta 4x10 km: 3. C.S. Esercito (G. Stella, Zenoni, Serafini, Rehman).

 

Sci-alpinistiche

1962 – Trofeo del Canin: 1. Gianfranco Stella – Livio Stuffer.

1966 – Trofeo del Canin: 1. Gianfranco Stella – Livio Stuffer.

1971 – Trofeo Mezzalama: 1: C.S. Esercito (Gianfranco Stella, Aldo Stella, Roberto Stella).

1973 – Trofeo Mezzalama: 1. C.S. Esercito (Gianfranco Stella, Aldo Stella, Palmiro Serafini) – Trofeo Bozzetti (Val di Rhêmes): 1. C.S. Esercito (Gianfranco – Stella Aldo Stella).

1975 – Trofeo Mezzalama: 2. C.S. Esercito (Gianfranco Stella, Aldo Stella, Leo Vidi) – Sci Alpinistica "Canin" – Tolmezzo (Udine): 1. Gianfranco Zenoni – Gianfranco Stella.

TrofeoGran Sasso – Teramo: 1. Gianfranco Zenoni – Gianfranco Stella: