Sci alpinismo | domenica 04 giugno 2017

Giulia Murada, la grande promessa dello sci alpinismo italiano: "L'emozione più grande è stata la vittoria del Mondiale"

Fondoitalia ha incontrato l'atleta lombarda, che ha vinto la classifica generale della Coppa del Mondo Junior

Giulia Murada vince l'oro mondiale (Foto di Karl Posch)

Giulia Murada vince l'oro mondiale (Foto di Karl Posch)

Deve ancora compiere diciannove anni, Giulia Murada, ma rappresenta una delle più grandi speranze dello sci alpinismo italiano, considerando il fatto che dal 2022 questo sport potrebbe diventare olimpico. La giovane di Albosaggia, in provincia di Sondrio - stessa località che dà i natali a Michele Boscacci, vincitore della classifica generale della Coppa del Mondo nel 2016 - ha dominato la stagione nella categoria Junior, vincendo la Coppa del Mondo generale, la classifica Vertical e Individual, più una medaglia d’oro ai Mondiali nell’Individual e due argenti in Sprint e Vertical, oltre a un bronzo in staffetta. In totale la giovane lombarda ha vinto 7 gare tra Coppa del Mondo e Mondiali su 13 disputate, salendo sempre sul podio, senza considerare poi le grandi prestazioni anche agli Italiani. Figlia di Ivan Murada, vincitore del Mezzalama nel 2001 con Heinz Blatter e Graziano Boscacci (papà di Michele) e di un oro mondiale, sempre in coppia di Graziano Boscacci, Giulia è una ragazza solare, sempre sorridente, innamorata dello sci alpinismo, sport che si augura possa diventare presto il suo lavoro. Conosciamola meglio attraverso questa intervista.

Ciao Giulia, hai vinto tantissimo nell’ultima stagione.
«Già alla vigilia l’obiettivo era di fare molto bene. Dopo l’ottima prestazione agli italiani, ho capito che avrei potuto togliermi diverse soddisfazioni anche in Coppa del Mondo. Sapevo di aver lavorato molto bene nel corso dell’estate, infatti ho poi vinto moltissimo durante l’anno, togliendomi numerose soddisfazioni. La più grande, senza dubbio, è stata la vittoria al Mondiale, quasi non ci credevo».

Anche perché ai Mondiali, rispetto alla Coppa del Mondo, c’è un numero di avversarie più alto.
«Si, perché partecipano alcune atlete che solitamente non disputano gare di Coppa del Mondo. Tra queste era presente la russa Ekaterina Osichkina, che è veramente un passo avanti a tutte. Batterla nell’individuale è stato difficilissimo, ma, avendo fatto un numero di gare più alto rispetto a lei, ho sfruttato la mia maggior esperienza tecnica in discesa, vincendo la gara lì».

Cosa hai provato in quel momento?
«All’inizio dell’ultima discesa pensavo soltanto a non farmi riprendere, poi, una volta visto l’arrivo, ho notato che c’era mia mamma felicissima con la bandiera (ride ndr) ed è stato un momento bellissimo. La gara è stata combattuta e per questo ho avuto una soddisfazione ancora più grande».

Che tipo di format di gara preferisci?
«Amo la gara Individuale, perché secondo me rappresenta il vero sci alpinismo, in quanto c’è la salita, si fatica, ma poi c’è anche la discesa e il fuori pista. Una gara secondo me più viva e spettacolare, mentre la Vertical è soltanto fatica».

Hai qualche difficoltà in più nella Sprint, dove hai ottenuto “solo” una vittoria e due secondi posti.
«Le Sprint le soffro un po’ mentalmente, perché è una gara veloce, breve, nella quale devi concentrarti tanto già dall’inizio. Io non sono molto veloce, patisco molto i ritmi forzati all’inizio della gara, perché solitamente preferisco partire con calma e accelerare man mano. A Mondolé ho vinto anche perché si trattava di una sprint atipica, molto lunga».

Nella maggior parte delle gare di Coppa del Mondo ti giochi la vittoria con Mara Martini, altra atleta molto competitiva. Eppure, guardandovi, sembrate molto amiche piuttosto che rivali.
«Ci siamo conosciute bene quest’anno in Coppa del Mondo, eravamo sempre in camera insieme nelle trasferte. Mi sono subito trovata benissimo con lei, andiamo molto d’accordo e abbiamo un rapporto perfetto, anche perché lei, come me, riesce a restare tranquilla anche nel pre gara. Quando mi ha battuto nell'individuale di Mondolé, ero contentissima per lei».

Che tipo di rapporto hai con le atlete senior?
«Molto bello, perché ci danno sempre tanti consigli, che per noi sono utilissimi, considerata la loro esperienza. Nell’ultima stagione il gruppo senior donne non era molto numeroso, ma ci hanno sempre aiutato moltissimo».

Com’è nata la tua passione per lo sci alpinismo?
«Ho avuto la fortuna di avere un papà, che è stato un grandissimo atleta, campione del mondo ai Mondiali del 2002 insieme a Graziano Boscacci. Fin da piccola ho iniziato a seguire le sue gare, mi portava con lui e, quando ha smesso, abbiamo iniziato a sciare insieme, così ho cominciato a disputare le prime gare. Papà è anche il mio allenatore, ci tiene tantissimo ai miei risultati, anche se cerca di non mostrarlo (ride ndr). Inoltre ho un fratello più piccolo che ha iniziato quest’anno».

Cosa ti piace particolarmente dello sci alpinismo?
«È bello andare in giro in compagnia con gli amici, ma anche da soli. Spesso, il pomeriggio durante l’inverno, prendo il mio cane e vado a sciare, godendomi dei posti che sono bellissimi con la neve. Questo mi rilassa molto. Inoltre, mi piace tanto l’ambiente di gara, la competizione, la vivo proprio bene».

Lo Sci Alpinismo diventerà probabilmente disciplina olimpica a partire dal 2022: vista la tua età, sogni di essere protagonista ai Giochi?
«In questo momento preferisco non pensarci, né sperarci troppo, per non crearmi delle false aspettative e rischiare di restare delusa se le cose non andassero bene. Sicuramente sarebbe una cosa bellissima per il nostro movimento, perché il nostro sport è sempre più conosciuto e praticato. Aspettiamo però con calma».

Sei ancora giovanissima: su cosa credi di dover lavorare per diventare un’atleta top?    
«Devo migliorare in discesa, perché è oggi il mio punto debole. Voglio lavorarci tanto per crescere, lo sto già facendo, tanto che a volte, in inverno, vado in pista proprio per migliorare su questo aspetto».

È difficile conciliare lo sport e lo studio?
«Sto concludendo il quinto anno di ragioneria e tra poco avrò gli esami di maturità. Penso anche di proseguire gli studi frequentando l’università, pure se non ho ancora scelto la facoltà, ho le idee un po’ confuse. I professori non si sono mai lamentati per le mie assenze dovute alle gare, sono stati molto clementi. Anche perché con lo studio sono riuscita sempre a organizzarmi, durante l’inverno mi porto i libri nelle varie trasferte, anche se non sempre riesco ad aprirli (ride ndr). Spero comunque di poter fare così anche quando frequenterò l’università».

Quali obiettivi ti sei posta per la tua carriera?
«Preferisco pensare alla prossima stagione, perché saliranno nella mia categoria delle ragazze molto competitive, che saranno avversarie toste da battere. Guardando, poi, più avanti spero, ovviamente, di vincere qualche medaglia importante anche da senior».

Cosa pensi del calendario della prossima stagione? La Coppa del Mondo arriverà anche in Cina, mentre gli Europei si disputeranno sull’Etna.
«Per quanto riguarda la gara di Coppa del Mondo in Cina, purtroppo non è prevista una prova della categoria junior. In ogni caso sarà un evento molto importante e positivo per il movimento, che finalmente esce dall’Europa e si fa conoscere anche a livello mondiale. Per gli Europei sull’Etna, invece, sono contentissima, perché avevo assistito in passato a una gara sul vulcano, quando gareggiava ancora mio papà, ed era stata bellissima, una grande festa. C’è un panorama fantastico, un ambiente unico, non vedo l’ora di poter gareggiare lì»

Giorgio Capodaglio

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