Combinata | domenica 11 marzo 2018

Continental Cup – gara e coppa a Nadymova tra le donne, Runggaldier terzo negli uomini

La prima storica edizione della Continental Cup della combinata nordica femminile viene vinta dalla russa Stefaniya Nadymova grazie al terzo successo in quattro gare disputate. Nella competizione maschile Lukas Runggaldier, terzo, conquista un prezioso pettorale supplementare per l’inizio della prossima Coppa del Mondo.

Credits: Giovanni Auletta per Pentaphoto

Credits: Giovanni Auletta per Pentaphoto

La stagione invernale volge al termine e quest’oggi si è conclusa la Continental Cup di combinata nordica in quel di Nizhniy Tagil: nel settore femminile è arrivata la terza affermazione stagionale della padrona di casa Stefaniya Nadymova, mentre al maschile a vincere è stato il francese Laurent Muhlethaler.

Partiamo dalla competizione in gonnella: tutto sommato il leitmotiv odierno è stato sulla falsariga di quello di gara uno, con Nadymova ed Ayane Miyazaki appaiate al termine del segmento di salto. La differenza sostanziale con la competizione di ieri è stato il fatto che le due leader della combinata non sono riuscite a fare una grande differenza sulle dirette avversarie.

La migliore nella prima parte di gara è stata la nipponica che, con un salto da 87.5 metri, è partita nel fondo con 3’’ di vantaggio sulla russa. Per la prima volta stagionale la tedesca Jenny Nowak è riuscita a limitare i danni sul trampolino, dove ha accusato un ritardo di 16’’ dalla giapponese, stesso discorso per la fiemmese Veronica Gianmoena distante 24’’.

Dunque alla partenza del secondo segmento della competizione la teutonica ha forzato per riportarsi sul duo di testa, mentre l’italiana nulla ha potuto poiché il ritmo sugli sci non è ancora in linea con quello delle migliori. Avvenuto quindi il ricongiungimento tra le prime tre atlete, nessuna di queste è riuscita ad effettuare una selezione, arrivando a giocarsi tutto nel finale.

Al terzo indizio si comincia ad avere una prova: lo spunto vincente quest’oggi l’ha avuto nuovamente Nadymova che è andata a vincere per la terza volta su tre gare con il medesimo schema tattico, mica male come caratteristica per una delle migliori saltatrici del circuito. Per la piazza d’onore a spuntarla è stata Nowak che ha così ottenuto il miglior risultato della carriera, dopo aver avuto in mattinata la matematica certezza del successo nell’Alpen Cup.

Se la russa dimostra di avere un finale incisivo, discorso diametralmente opposto per Miyazaki (terza): un po’ come l’illustre connazionale Akito Watabe, la nipponica sembrerebbe aver bisogno di avere un discreto margine al termine del segmento di salto per poter portare a casa la vittoria, come d’altronde è avvenuto nella seconda competizione di Rena.

Quest’oggi Gianmoena è riuscita a difendersi dal ritorno delle temibili inseguitrici: l’azzurra ha chiuso al 4° posto, precedendo con margine l’altra beniamina dei tifosi di casa Anastasia Goncharova (5^), facente segnare nuovamente il miglior tempo sugli sci stretti, e la nipponica Yura Murakami (6^).

Tirando le somme Nadymova ha colto con 380 punti la vittoria nella classifica generale della prima edizione della Continental Cup, seguita da Miyazaki (320) e Nowak (250). L’Italia si è dovuta accontentare del quarto posto con Gianmoena (190) che a dirla tutta mai è stata in lotta per il podio finale.

Questo primo anno del circuito senior della combinata femminile ha dimostrato delle lacune che verosimilmente verranno colmate nel futuro prossimo se l’ambizione sarà l’inserimento della disciplina ai Giochi Olimpici di Pechino 2022: su tutte il basso numero di atlete che hanno preso parte alle competizioni (in 19 ne hanno portata a termine almeno una) che dipende anche dalla locazione delle sedi di gara, la problematica più grande, confinate ai limiti geografici del mondo della combinata nordica.

COC NIZHNIY TAGIL II – GUNDERSEN HS 100 / 5 KM

1. NADYMOVA Stefaniya (RUS) 16’16’’8
2. NOWAK Jenny (GER) a 2’’6
3. MIYAZAKI Ayane (JPN) a 5’’3
4. GIANMOENA Veronica (ITA) a 1’07’’4
5. GONCHAROVA Anastasia (RUS) a 1’23’’6
6. MURAKAMI Yura (JPN) a 1’34’’6

Clicca qui per i risultati completi.

Nella prova maschile si è gareggiato con il format di gara storico della gundersen con due salti dal trampolino HS 100 e 15 Km di sci di fondo. Come è abitudine per questo stile di competizione, i distacchi si sono fatti da subito molto ampi, dunque ne è uscito un risultato non molto spettacolare.

Nel primo salto disputato il migliore è stato il nipponico Go Sonehara che, atterrando a 94 metri, ha preceduto i padroni di casa Niyaz Nabeev ed Ernest Yahin di una manciata di punti. In occasione della seconda sessione sul trampolino il transalpino Muhlethaler ha alzato l’asticella del rendimento grazie ad una prestazione da 102.5 metri (2.5 oltre l’HS) con telemark che gli ha permesso di guadagnare la leadership con buon margine dalla quarta piazza provvisoria.

L’atleta che ha limitato al meglio i danni è stato Yahin, autore del secondo punteggio del round finale, che ha accusato un ritardo di 21’’ alla partenza del fondo, mentre Sonehara e Nabeev hanno perso qualche posizione andando a collocarsi rispettivamente terzo e quinto distanti 48’’ ed 1’30’’ dal francese, con il tedesco Tobias Simon – autore del terzo miglior salto della seconda manche – che ha rimontato fino al quarto posto con un ritardo di 1’11’’ dalla testa.

Al di là degli atleti che hanno come punto di forza il salto, ha ottenuto un ottimo 12° posto parziale Lukas Runggaldier a 2’30’’ da Muhlethaler, grazie a due performance da 87 metri. Il secondo miglior ‘fondista’ del segmento dal trampolino è stato Bernhard Flaschberger (3’49’’) che, visto l’ampio distacco, ha accreditato al gardenese l’occasione di salire sul podio per la seconda volta degli ultimi tre giorni.

Vista la lunga distanza da percorrere, chiaramente nessun atleta è partito a tutta nel fondo: paradossalmente coloro che soffrono sugli sci sono riusciti a difendersi egregiamente ed a portare a termine un ottima gara. Dopo 15 Km in solitaria Muhlethaler, ottimo gestore del vantaggio portato in dote, ha tagliato per primo il traguardo, andando a vincere la prima competizione di livello cadetto della carriera.

Per la piazza d’onore il teutonico Simon ha raggiunto e lasciato sul posto prima Sonehara (4°) e poi Yahin (5°), facendo segnare un ritardo di 22’’7 dal vincitore. Molti di più sono stati gli atleti raccolti da Runggaldier nel corso della prova  di fondo, terminata ad un’ottima terza posizione a 36’’4 dal francese, grazie al sesto tempo sugli sci.

I piazzamenti odierni sono stati fondamentali per l’assegnazione dei tre pettorali supplementari per il primo periodo della Coppa del Mondo che prenderà il via il prossimo novembre: con i podi di quest’oggi l’Italia e la Francia se ne sono accaparrati uno, mentre l’ultimo è stato conquistato dai padroni di casa grazie al fatto che Yahin è giunto al traguardo prima di Flaschberger (6°).

Dunque finali estremamente negative per le superpotenze che ne escono a mani vuote: la Germania ha portato in Russia anche un ragazzo del calibro di Terence Weber (7°) che però a causa dello zero portato a casa in occasione della mass start nulla ha potuto contro il russo; la Norvegia, invece, si è presentata con le terze linee poiché i vari Harald Johnas Riiber, Sindre Ure Soetvik e compagnia cantante erano impegnati nella Coppa del Mondo di Oslo; infine i giapponesi e gli austriaci non sono riusciti a mantenere un rendimento costante nonostante i podi ottenuti.

Anche un altro azzurro oggi ha portato in dote un punticino: questi è Manuel  Maierhofer (30°) autore di una solida prova. Niente da fare, invece, per Luca Gianmoena che ha chiuso in 44^ piazza.

COC NIZHNIY TAGIL III – GUNDERSEN 2xHS 100 / 15 KM

1. MUHLETHALER Laurent (FRA) 40’08’’6
2. SIMON Tobias (GER) a 22’’7
3. RUNGGALDIER Lukas (ITA) a 36’’4
4. SONEHARA Go (JPN) a 47’’8
5. YAHIN Ernest (RUS) a 50’’5
6. FLASCHBERGER Bernhard (AUT) a 1’10’’1

Clicca qui per i risultati completi.

Michele Dardanelli

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