Sport&Life | mercoledì 18 aprile 2018

Non è mai troppo tardi....

Lo sport come "state of mind": superare le barriere mentali e migliorare e scoprire sè stessi. E' nella sofferenza dell'attività fisica che tiriamo fuori il meglio.

Ho iniziato a sciare in discesa quest’inverno. Una bella sfida superati i quaranta!

Lo sport può essere un modo eccezionale per tenerci in forma. Fisica e mentale. Ci rimette in pista!

Come un viaggio ci fa entrare in un’altra realtà, in culture e mentalità diverse, lo sperimentare una qualche attività sportiva può aiutarci ad incontrare una parte di noi stessi nuova o addirittura sconosciuta e da cui talvolta, volentieri, stiamo alla larga. Possiamo sentire dell’insicurezza, alcune paure e sperimentare incompetenza.

Sappiamo che l’apprendimento sempre ha a che fare con questa forma di “sofferenza” mentale, perché presuppone l’accettazione del non sapere. Condizione in cui non è facile stare. Preferiamo di gran lunga essere capaci, fluidi, rilassati e sorridenti, sicuri di noi! Purtroppo non ci sono alternative, se vogliamo imparare qualcosa, che sia uno sport o una lingua o suonare uno strumento, dobbiamo saper tollerare una buona dose di incertezza. Tollerare di sentirci balbettare parole incomprensibili, rovinare sulla neve, stonare e sbagliare! Spesso evitiamo questa situazione preferendo rimanere nella nostra zona di comfort, al sicuro, finchè almeno non lasceremo emergere e parlare in noi il desiderio!

Lo sport può essere una buona palestra per cimentarsi in questa apertura al nuovo che ci rende vivi, vitali e ci fa crescere ed ha una chance in più rispetto ad altre esperienze. Trattandosi di una attività fisica tutto il nostro essere è coinvolto, la mente con le sue idee, pensieri, valutazioni e il nostro corpo con le sue sensazioni, la sua forza e capacità di espressione. Viviamo spesso in modo molto mentale, rincorrendo inostri principi e idee talvolta lontani dalla semplice realtà. Ecco lo sport può essere un modo, tra tanti, per ritrovare questo contatto, questo sentire che è fondamentale per il nostro benessere, per vivere una vita più autentica e vera, più nostra.

Nel praticare uno sport sperimentiamo direttamente, dal vero come agisce la nostra mente, possiamo scoprirci diversi da come immaginavamo, nel negativo, ma anche nel positivo. Sicuramente mentire a sestessi diventa più difficile. L’attività fisica tira fuori semplicemente quello che siamo, niente di più e nientedi meno, e se la cogliamo può essere una importante occasione di contatto vero e perché no dicambiamento. Easy, divertente, elettrizzante.

Possiamo incontrare le nostre paure, le nostre rigidità fisiche e mentali, i nostri schemi, l’implacabile giudice interno e il nostro modo di gestire tutto questo. Nello stesso tempo possiamo però scoprire e toccare con mano la tenacia e l’ostinazione che è in noi, il desiderio che ci anima, la voglia di sperimentarci e di imparare. Ci richiede fiducia, resilienza cioè il ricominciare sempre e anche ci allena all’umorismo e alla leggerezza. Di sicuro ne gioverà la nostra autostima se non ci arrendiamo e se ci diamo la possibilità di sbagliare.

Sono grata al mio maestro di sci che mi ha portata sulla seggiovia invitandomi semplicemente a seguirlo e non dandomi il tempo di guardare sotto. Mi sono buttata dietro di lui scoprendo con stupore che la mia pratica usuale di fermarmi e di valutare attentamente tutti i pro e i contro in questo caso non avrebbe funzionato, se non ad alimentare maggiormente la paura. Ho scoperto un modo nuovo di affrontare lesituazioni, utile anche nella vita quotidiana, consapevolizzando qualcosa di me che non avevo mai visto cosìchiaramente dando per scontato la “normalità” e ovvietà di quel modo di fare. E che soddisfazione!

Se non vengono inibiti da piccoli, gli esseri umani sviluppano una forte motivazione a impegnarsi nel controllare se stessi e l’ambiente e ad acquisire sempre nuove capacità. E quando raggiungono il successo in queste attività manifestano un forte piacere. Il piacere di “farcela” è un piacere molto intenso, molto antico e più stabile e profondo di quello dato da vincere”. (Trabucchi, Resisto dunque sono, ed.Corbacciop.54).

Coraggio non è mai troppo tardi…! Per metterci in gioco e provare e, perché no, per decidere che il nostro cuore appartiene al fondo!

Dott.essa Elena Tesio

Ti potrebbero interessare anche: