Salto | sabato 01 dicembre 2018

Incredibile! Lidiia Iakovleva sbanca Lillehammer!

Continuano le favole nella Coppa del Mondo femminile di salto speciale: dopo la prima vittoria della carriera ottenuta da Juliane Seyfarth nella giornata di ieri, la teenager Lidiia Iakovleva vince meritatamente gara due nell’incredulità collettiva.

Incredibile! Lidiia Iakovleva sbanca Lillehammer!

Forse qualcosa è cambiato. Forse è scattata quella scintilla che fa di una disciplina monotona un qualcosa dall’elevata attrazione per il pubblico. Forse gara due dell’opening di Lillehammer della Coppa del Mondo di salto femminile è stata vinta da Lidiia Iakovleva.

L’ultimo forse possiamo rimuoverlo, è realtà: la teenager di San Pietroburgo questo pomeriggio ha realizzato qualcosa di impensabile fino a due giorni fa, certo è che già ieri qualcosa l’aveva fatto trapelare – classificandosi ottava finale - , fatto sta che ha conquistato il primo successo della carriera in gare di primo livello e per quanto concerne le discipline nordiche è stata il primo atleta nato nel nuovo millennio a mettere tutti in riga i rivali nel massimo circuito, senza distinzione di sesso.

Andiamo però con ordine: dopo un paio di giorni con salti globalmente non propriamente spettacolari, la direzione gara ha optato per far saltare le ragazze con 2/3 stanghe di partenza superiori, consentendo velocità di stacco decisamente più elevate. Scelta che si può condividere o meno, soprattutto quando il vento alle spalle aumenta d’intensità, ma quando l’incolumità delle atlete ne va di mezzo allora bisogna aprire una riflessione.

Per quanto riguarda il podio a fine gara, nulla dovrebbe essere stato intaccato dai vari cambiamenti del gate, ma per il resto qualche atleta avrebbe anche da recriminare. Sicuramente un po’ più di velocità non può che aver fatto bene a Iakovleva, la cui esperienza in Coppa del Mondo è essenzialmente al minimo sindacale, però la russa ha sempre e comunque saltato con le stesse condizioni delle altre big del circuito.

La favola dell’anno degli sport invernali è stata completata alla perfezione: la ragazza proveniente dalle coste del mar Baltico ha realizzato il miglior punteggio in ambedue le serie di gara, grazie a dei salti rispettivamente da 95 e 96 metri sempre con un vento tutt’altro che favorevole. La cosa che lascia più impressionati è la completezza del gesto tecnico della ragazza russa che, data la giovanissima età, è difficilissimo trovare nelle coetanee.

Se si analizza bene il recente passato, Lidiia - coetanea delle tanto acclamate Lucile Morat e Jerneja Brecl (22^ e 24^ quest’oggi) - arriva da un inverno in cui ha gareggiato con costanza in Continental Cup, di cui ha vinto la classifica generale, e - grazie paradossalmente agli anni sabatici/ritiri di Irina Avvakumova e Anastasiya Barannikava – quest’anno si prepara ad affrontare la prima stagione nel massimo circuito e certo le premesse non potevano essere migliori.

Battuta di 4.9 lunghezze dalla russa, si è classificata nuovamente alla piazza d’onore la detentrice della sfera di cristallo Maren Lundby: nella prima manche la padrona di casa è stata l’unica ad aver trovato una bava di vento frontale che le ha permesso di spingersi fino a 101.5 metri (3.5 oltre l’Hill Size), atterrando addirittura con un abbozzo di telemark. Il caro conto con la fortuna la norvegese l’ha saldato nel momento decisivo in cui, partendo da una stanga più in basso rispetto alla maggior parte delle rivali, ha trovato una bufera spirante alle spalle del trampolino che non le ha permesso di ottenere una misura di spessore. In ogni caso la scandinava è riuscita a levare a Juliane Seyfart il pettorale giallo di leader della classifica generale.

La veterana teutonica, infatti, fino a metà competizione ha lottato sul filo dei decimi con le prime due, salvo alzare bandiera bianca nel momento decisivo a causa di una fase di stacco non in linea con le migliori prestazioni di questi giorni, che le ha fatto perdere qualche posizione fino a collocarla alla quinta piazza finale.

Dunque ha trovato l’accesso al podio, grazie al secondo miglior salto del round decisivo da 98.5 metri – seppur senza una genuflessione adeguata - , Ema Klinec: ieri si era sottolineata la sua incostanza tra i due salti, sistemati alcuni dettagli tecnici però la giovane slovena è tornata nelle posizioni di classifica che più le competono, ritornando nella top three dopo quasi due anni (l’ultima volta fu in una gara preolimpica in quel di PyeongChang).

Tra la ventenne di Ziri e la vincitrice della competizione di ieri è riuscita a fare capolino l’argento olimpico Katharina Althaus: la bavarese ha confermato ancora una volta un’elevata consistenza nelle proprie prestazioni, peccando però nel trovare il guizzo vincente per salire sul podio, spunto che potrebbe realizzare con il passare delle settimane.

Al livello di queste prime cinque classificate si attendeva anche Sara Takanashi: la fuoriclasse nipponica tuttavia ha subito una pesante squalifica per tuta irregolare antecedente al primo salto, dunque ha dovuto archiviare un pesante zero nella classifica generale della Coppa del Mondo.

Appena fuori dalla top five, seppur staccata ampiamente, si è piazzata la miglior austriaca, Daniela Iraschko-Stolz: l’atleta più anziana in gara, nella prima serie, ha commesso il medesimo errore di quella decisiva 24 ore fa, ovvero un leggero ritardo nel timing sul take-off; tuttavia nel secondo salto si è rifatta recuperando ben 6 posizioni. Leitmotiv inverso per un’altra giovane slovena, Nika Kriznar: a ridosso con Klinec nella prima manche, successivamente ha pagato una velocità che è andata via via scemando con l’abbassarsi delle stanghe di partenza, attestandosi alla settima posizione finale.

A completare la top ten due atlete che avevano raccolto il nulla in gara uno ed una gradita riconferma: Yuka Seto ha chiuso ottava dopo aver subito la stessa sorte odierna di Takanashi nella qualificazione di giovedì sera, Silje Opseth – nona e migliorata positivamente in fase di stacco – invece ieri aveva bucato il primo salto di gara non raccogliendo punti, mentre Eva Pinkelnig – decima – è stata una tra le meno favorite dall’innalzamento delle velocità di stacco, vista la sua proverbiale esplosività sul dente che le fa supplire le mancanze determinate dalle basse velocità.

Appena fuori dalle migliori dieci si è classificata una terza beniamina del pubblico di casa, Anna Odine Stroem, di cui va fatta una particolare trattazione: infatti la ventenne di Alta è stata l’ultima atleta a saltare dal gate 16 nella prima serie, atterrando violentemente a 100 metri e rischiando - per dinamica - di farsi male alle ginocchia. Dopo di lei la direzione gara ha saggiamente scelto di abbassare alla stanga 15, fatto sta che la norge nel momento decisivo non è stata più così brillante (verosimilmente per lo spavento precedente) ed ha perso diverse posizioni che l’hanno collocata all’undicesima posizione.

Prova dai due volti per Lara Malsiner: nella prima serie la junior di Ortisei ha sfruttato al meglio l’elevata velocità di stacco, realizzando un ottimo nono punteggio parziale, tuttavia nel momento decisivo è scivolata alla 14^ posizione, certo non beneficiata dall’abbassarsi del gate. Giornata più complessa invece per Elena Runggaldier (28^) che è comunque riuscita ad entrare in zona punti per la seconda gara in altrettante apparizioni.

I vari maneggi alla stanga di partenza hanno inficiato negativamente sulle prestazioni di alcune atlete, oltre alla già citata Pinkelnig: Ramona Straub non è andata oltre al 12° posto, ma peggio ancora ha fatto Carina Vogt quindicesima. Meno giustificazioni, invece, hanno avuto Yuki Ito (18^), Chiara Hoelzl (21^), Jacqueline Seifriedsberger (38^) e il duo Spela Rogelj-Julia Kykkaenen (nemmeno capace di superare la qualificazione).

Domani volgerà al termine il Lillehammer Triple: sull’imponente large hill le saltatrici si sfideranno a partire  dalle ore 12.45, mentre la qualificazione verrà disputata tra pochi minuti.

LILLEHAMMER II – HS 98

1. IAKOVLEVA Lidiia (RUS) 273.9
2. LUNDBY Maren (NOR) 269.0
3. KLINEC Ema (SLO) 265.9
4. ALTHAUS Katharina (GER) 262.2
5. SEYFARTH Juliane (GER) 256.8
6. IRASCHKO-STOLZ Daniela (AUT) 251.4
7. KRIZNAR Nika (SLO) 251.0
8. SETO Yuka (JPN) 250.9
9. OPSETH Silje (NOR) 250.8
10. PINKELNIG Eva (AUT) 248.7

Clicca qui per i risultati completi.

Michele Dardanelli

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