Combinata | 05 gennaio 2019

Cancellato il salto delle prime gare di combinata nordica ad Otepää

Il forte vento che sta colpendo in queste ore la località estone ha obbligato la direzione gara a cancellare tutte le serie di salto previste sul trampolino Tehvandi, dunque le competizioni odierne sfrutteranno il Provisional Competition Round disputato ieri.

Nella foto il trampolino piccolo estone, palesemente esposto al vento nei primi 60 metri.

Nella foto il trampolino piccolo estone, palesemente esposto al vento nei primi 60 metri.

Ancora un passo falso per la Coppa del Mondo di combinata nordica: quest’oggi è stato impossibile saltare sul normal hill di Otepää a causa del forte vento, abbinato al fatto che la struttura del trampolino è per la maggior parte artificiale - con i primi 60 metri della fase di volo esposti completamente da tutti i lati al volere di Eolo, senza una minima protezione naturale o delle apposite reti contenitive.

Dunque dopo il week-end di certo non entusiasmante di Ramsau am Dachstein, dove accadde letteralmente di tutto allo spettacolo dalla combinata nordica, oggi è arrivato nuovamente un monito non positivo per la disciplina: come è possibile assegnare una tappa del massimo circuito ad una località dotata di un trampolino così esposto alle intemperie? Evidentemente un’eventuale cancellazione del salto è all’ordine del giorno.

Tutti questi fattori hanno portato ad utilizzare il chiacchierato Provisional Competizion Round disputato nella giornata di ieri: in questo frangente diverse squadre – Austria ed Italia su tutte - non hanno potuto usufruire degli sci personali, dovendo utilizzare quelli prestati da altri atleti ed ovviamente le performance non possono che essere state influenzate negativamente.

Nonostante tutto ciò era riuscito a far segnare il miglior punteggio Franz-Josef Rehrl. L’austriaco scatterà nel fondo con appena 3’’ di margine sul leader della classifica generale della Coppa del Mondo Jarl Magnus Riiber, ma poco più attardato partirà un terzetto formato da Espen Bjoernstad (8’’), Mario Seidl (9’’) ed Akito Watabe (11’’).

Questi primi cinque atleti dovranno cercare di non fare rientrare i più temibili inseguitori, che hanno accumulato un ritardo dell’ordine del minuto a salire: Vinzenz Geiger (55’’) sarà senza dubbio uno degli uomini da battere nella corsa al podio, ma non avrà grandi aiuti da coloro che raggiungerà sul tracciato estone, almeno nella prima parte del fondo. Distacchi intriganti in partenza avranno anche Arttu Maekiaho (1’08’’), Philipp Orter (1’21’’) ed Magnus Hovdal Moan (1’22’’).

Questi ultimi saranno verosimilmente riagganciati in breve tempo da Francois Braud (1’28’’), Johannes Rydzek (1’30’’) ed Alessandro Pittin (1’40’’). Questo folto gruppo avrà la possibilità di arrivare a giocarsi quantomeno la top ten finale, magari anche qualcosa di meglio se lo schema di gara sarà loro favorevole.

Più attardati scatteranno ottimi fondisti come Paul Gerstgraser (1’56’’), Magnus Krog (2’03’’), Bernhard Gruber (2’09’’), Eero Hirvonen (2’18’’) e Fabian Riessle (2’32’’) che molto probabilmente potranno ambire soltanto alle posizioni di rincalzo entro la top twenty.

Divario ancora maggiore hanno accumulato gli altri due azzurri in gara: Lukas Runggaldier partirà a 3’04’’ da Rehrl, mentre Raffaele Buzzi a 3’28’’ dal leader. Molto difficile sarà per loro un ingresso in zona punti.

Stessa sorte degli uomini anche per la Continental Cup femminile, anch’essa presente ad Otepää: per questa purtroppo la situazione è stata ancor peggiore perché le atlete sprovviste di materiali proprio non avevano saltato nel Provisional Competition Round, tra queste anche l’azzurra Veronica Gianmoena e l’interessantissima austriaca Lisa Hirner.

Dunque strada a dir poco spianata verso il successo di giornata per Tara Geraghty-Moats, che partirà nel fondo con il pettorale numero 1 e con buon margine sulle avversarie. All’esordio stagionale Ayane Miyazaki (21’’) proverà a giocarsi la piazza d’onore con Gyda Westvold-Hansen (29’’), mentre rimane un misero lumicino di speranza per il podio a Jenny Nowak (52’’).

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Michele Dardanelli

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