Salto | 13 febbraio 2019

In memoriam Matti Nykänen

Abbiamo raccolto i migliori pensieri, i ricordi e le commoventi memorie di allenatori e atleti che hanno conosciuto da vicino la leggenda del salto con gli sci Matti Nykänen, scomparso settimana scorsa.

In memoriam Matti Nykänen

A dieci giorni dall’improvvisa scomparsa di Matti Nykänen molte personalità dello sport, della politica e dei media hanno voluto esprimere un ricordo sul mitico saltatore finlandese, unanimemente considerato come il più grande della storia della disciplina.

Vogliamo cominciare il ricordo di Matti dal suo più celebre e storico avversario, il tedesco Jens Weissflog che ha svolto in parallelo con Nykänen la prima parte della propria carriera di saltatore: ”Ci siamo sfidati molte volte e abbiamo molte storie in comune. Ho incontrato Matti la prima volta a Schonach nel 1981 durante i Mondiali Junior, dove ha vinto la medaglia d’oro. Ci sono stati momenti in cui eravamo grandi rivali, ma sempre rispettosi l’uno dell’altro. Io sono stato l’unico in grado di batterlo alle Olimpiadi, nella gara su trampolino piccolo di Sarajevo 1984. Poi a Calgary 1988 lui fu semplicemente travolgente. Quando ho appreso la notizia lunedi mattina per me è stato uno shock. Ci eravamo incontrati l’ultima volta a Vuokatti e Kuhmo in Finlandia, un anno e mezzo fa. Lì abbiamo passato due piacevoli giornate assieme ricordando i vecchi tempi. Mi sembrava in buone condizioni, mi ha lasciato una buona impressione ed era di buon umore. Come saltatore Matti era tecnicamente validissimo sin da junior. Aveva tutte le naturali qualità per eccellere nel salto con gli sci. Aveva la massima percezione del suo corpo, molto coraggio e una gran fame di vittorie. Ha avuto tante difficoltà nella vita, ma io voglio sempre ricordare i bei tempi passati insieme durante gli allenamenti e in gara. Nykänen è stato il più grande saltatore di tutti i tempi. Lui ha fatto la storia“.

Chi ne ha raccontato le gesta al popolo Suomi per la televisione nazionale YLE negli anni ‘80 ammette che le lacrime sono scese sulle sue guance nel momento in cui ha appreso della triste notizia dai media. Questo il ricordo di Seppo Kannas, storico telecronista della disciplina nordica per Yle TV: “Matti era un grande atleta ed è morto troppo presto. Aveva un talento naturale innato, ma ha anche avuto sempre ottimi allenatori. Sappiamo tutti che aveva certi stili di vita, però era un buono. L'ho incontrato molte volte nelle nostre trasmissioni in studio e ricorderò che dopo l’oro sul trampolino grande di Calgary prima del collegamento gli chiesi se aveva bisogno di qualcosa. Lui mi rispose di sì. Voleva un panino e due birre. Mi fece sorridere, ci dobbiamo tutti togliere il cappello davanti a lui“

Kannas ha parlato di ottimi allenatori che hanno plasmato il talento dell'alteta di Jyväskylä nel corso della sua carriera. Oltre a Matti Pulli, scomparso tre anni fa, anche Hannu Lepistö ha avuto un importante ruolo nella carriera di Nykänen, essendo stato allenatore della squadra finnica nel periodo 1980-84. Nel ricordare Matti, Lepistö vuole soffermarsi sul cambio di stile nel salto, dagli sci paralleli allo stile a V che ha caratterizzato la parte finale della sua carriera: ”Già con Matti Pulli stavamo studiando in galleria del vento negli anni passati come aumentare la superficie di appoggio degli sci durante il volo. Nykänen era coivolto in questi studi, ma passare da uno stile ad un altro era particolarmente difficile per i saltatori più esperti. Con il giovane Toni Nieminen era tutto più semplice, però sono sicuro che anche Matti l’avrebbe imparato alla perfezione se avesse allungato la propria carriera di qualche anno. Ad inizio anni ‘90 era proiettato verso lo stile a V. Noi siamo stati stupidi a non capirlo subito, perchè eravamo molto contenti del livello di risultati che abbiamo raggiunto fino al 1988 col vecchio stile. Poi i problemi alla schiena e la mancanza di ulteriori stimoli nel salto gli hanno fatto dire basta, ma sono fermamente convinto che Nykänen sarebbe stato un pregevole interprete e avrebbe dominato la scena anche con la nuova tecnica di salto con gli sci a V per molto tempo ancora”.

Proprio chi il nuovo stile a V l’ha inventato, e per primo sperimentato sui trampolini di tutto il mondo, ci offre un aneddoto relativo al loro incontro. Così il ricordo dello svedese Jan Boklöv che ha introdotto la nuova tecnica sul finire degli anni ottanta: ”Nonostante Matti dominasse sui trampolini e fosse reduce dalle tre medaglie olimpiche di Calgary 1988, con me ha sempre mostrato una grande umanità quando ci siamo incontrati in competizione. Ricordo che dopo quei suoi trionfi storici il mese successivo ci trovammo a Lahti per le due tappe di Coppa del Mondo. Io feci sempre le migliori misure col nuovo stile a V, ma i giudici mi penalizzarono pesantemente in quanto non riconoscevano ancora la nuova posizione degli sci come consona ai loro giudizi estetici. Anche i trentamila di Lahti non furono molto teneri con me durante la premiazione nonostante fossi arrivato secondo. Però quando Matti salì sul gradino più alto del podio mi prese con sè dicendo che io ero stato il migliore in competizione. È stato importante per me essere accettato dal più grande di tutti. Non ero più solo un pioniere del salto con gli sci. La stagione successiva i giudici cominciarono a capire il nuovo stile e io vinsi la Coppa del Mondo. L’apprezzamento di Matti fu determinante nel cambiare la situazione. La considerazione era reciproca da entrambe le parti a quel tempo. Lui è il più grande, aveva una fase di volo che non si è più vista.“

Mika Kojonkoski, ex allenatore della squadra finlandese negli anni ‘90, è coetaneo di Nykänen e con Matti ha fatto assieme la trafila dalle squadre junior fino alla prima squadra, senza però ottenere lo stesso successo del talento di Jyväskylä. Il tecnico di Kuopio è quindi una delle persone che ha la migliore conoscenza di Nykänen fin da ragazzo: ”Ho conosciuto Matti per la prima volta quando avevamo quindici anni. Lui non era ancora una star a quell’epoca, ma un paio di anni dopo era di gran lunga il migliore di tutti. La sua supremazia negli anni ‘80 non fu una coincidenza. Il suo successo era basato sul lavoro senza compromessi. Il suo talento, il know-how e il suo impegno erano in anticipo sui tempi. A quell’epoca il trampolino di Jyväskylä era l’unico posto al mondo dove si poteva saltare tutto il giorno grazie agli ascensori. Poteva lavorare dalla mattina alla sera senza soste. A Jyväskylä era sempre seguito dal mitico coach Matti Pulli e aveva sempre al seguito il professor Paavo Komi della facoltà di scienze fisiche. Aveva una posizione in volo sbalorditiva fin dalla giovane età. L’amore per il salto con gli sci era inesauribile. è davvero triste che se ne sia andato“

Il mitico fondista finlandese degli anni ‘70-’80 Juha Mieto conobbe per la prima volta Nykänen quando il saltatore di Jyväskylä si rivelò ancora diciannovenne al mondo intero, ovvero durante i suoi primi Mondiali ad Oslo nel 1982: ”Quel giorno dal trampolino grande di Holmenkollen uscì dalla nebbia un giovane uomo che con un salto incredibile si aggiudicò la sua prima medaglia d’oro. I miei occhi videro qualcosa di assolutamente incredibile, compreso un telemark perfetto. L’unicità del gesto di Matti mi fu immediatamente evidente. Gli chiesi molte volte come facesse a realizzare quel gesto con tanta semplicità, ma lui non mi rispose mai completamente. Al termine delle nostre rispettive carriere ho incontrato Nykänen più volte. ma lui non era mai in pace con se stesso. Avrebbe potuto ottenere ancora più successi, però lui si è detto soddisfatto di ciò che ha ottenuto. Non dobbiamo paragonarlo ad altri artisti. Lui è stato l’artista“.

Matti Nykänen de facto terminò la propria carriera nel 1991. La stagione successiva vide però il giovanissimo Toni Nieminen dominare la scena, conquistando 2 ori e 1 bronzo olimpico, la Tournée dei 4 trampolini e la Coppa del Mondo. Sembrava fosse destinato a raccogliere il testimone del saltatore più amato di Finlandia, ma in realtà non fu in grado di ripetersi negli inverni successivi.

Chi veramente riuscì in seguito a riscaldare i cuori del popolo finlandese fu il solo Janne Ahonen. Il cinque volte vincitore della Tournee ricorda Matti come sua unica ragione per la quale si è avvicinato al salto: “Negli anni ‘80 ho incominciato con il salto vedendo Nykänen. Era il saltatore che io ammiravo di più quando ero bambino. Per me Matti era un modello di stile, la sua naturalezza nel saltare è ancora oggi ineguagliata. Ho solo ricordi positivi della sua carriera e durante le molte volte che l’ho incontrato ha sempre avuto parole belle nei miei confronti. So che è stato spesso criticato per la sua vita dopo le competizioni, ma lui ha voluto vivere sempre a suo modo. Quando ho saputo della scomparsa sono rimasto totalmente schockato. Lui rimarrà sempre nella mia mente come la stella del salto che ho più ammirato“

Fra i saltatori ancora in attività vi è rimasto un solo atleta che ha gareggiato con Matti Nykänen ed è l’eterno giapponese Noriaki Kasai . Il nipponico ha esordito in Coppa nel Mondo a Sapporo nel dicembre del 1988, proprio nel giorno della penultima vittoria del finlandese. Poche settimane dopo, durante Mondiali di Lahti, i due hanno un primo vero contatto diretto. Il quarantaseienne dell’Hokkaido racconta quanto avvenuto: “Ho incontrato Matti per la prima volta a Lahti nel corso dei miei primi Campionati del Mondo. Avevo solo sedici anni e mi piazzai 54° dal trampolino piccolo, mentre lui quel giorno finì al quarto posto. Era già il mio mito, io solo un ragazzo. Però quando ci siamo parlati dopo la gara lui mi ha donato la sua tuta e le sue scarpe da salto. Dopo quel suo gesto l’ho ammirato ancora di più. I suoi doni sono molto importanti e memorabili per me, li conservo gelosamente a casa mia. Matti è ancora più leggendario di me, aveva sul volto il desiderio di vincere, ma con me è sempre stato gentile. È stato molto triste apprendere della sua improvvisa morte. Ho cercato di onorarlo al meglio gareggiando qui a Lahti, in quanto sono rimasto l’unico in attività ad aver gareggiato con lui“.

Chi invece è riuscito a battere il record di vittorie di Nykänen in Coppa del Mondo è Gregor Schlierenzauer che da 46 del finlandese ha portato questa quota a 53. Il ventinovenne austriaco ha anche lui voluto onorare il predecessore di questo record con un breve pensiero: “ La sua scomparsa è una notizia molto triste, alcune volte la vita è molto dura. Lui avrà sempre un ricordo speciale nella mia mente. Nonostante ciò che gli è successo al termine della carriera, Nykänen rimarrà sempre un grande atleta. Sono contento di aver superato il suo record di vittorie e voglio onorare Matti visitando il suo memoriale a Lahti“ .

Anche il mondo della politica ha voluto rendere omaggio al grande saltatore. Il ministro dello sport e della cultura finlandese Sampo Terho in un tweet ha ricordato contributo di Nykänen per la diffusione del salto in Finlandia e per il prestigio che i suoi risultati portavano alla nazione.

Mentre simili sono i messaggi inviati dal Presidente della FIS Gianfranco Kasper e del CIO Tomas Bach: "Matti Nykänen fu uno dei più grandi saltatori della storia con le sue quattro medaglie d’oro olimpiche. Le sue performance saranno ricordate per sempre . Nykänen è una leggenda del salto con gli sci “.

Paolo Romanò

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