Salto | 04 marzo 2019

Il dt Federico Rigoni traccia il bilancio del Mondiale di salto e combinata nordica

Le parole del dt della nazionale italiana che ha analizzato i risultati ottenuti a Seefeld dagli atleti azzurri

Il dt Federico Rigoni traccia il bilancio del Mondiale di salto e combinata nordica

Terminato il suo primo Mondiale alla guida del settore di salto e combinata nordica, Federico Rigoni ha tracciato un bilancio dell’evento iridato di Seefeld. Con grande equilibrio il dt azzurro ha applaudito alcuni atleti, ha manifestato la propria amarezza per la squalifica subita da Costa in occasione della staffetta di combinata nordica, non ha nascosto le difficoltà avute dal salto maschile e ha ringraziato la Federazione per averlo aiutato tanto verso il suo primo Mondiale.

Buon pomeriggio Rigoni. Chiuso il Mondiale è tempo di bilanci: iniziamo dal salto.
«Positivo per quanto riguarda le ragazze che si sono comportate bene, pur non riuscendo a portare in entrambe le serie della gara individuale di mercoledì il loro miglior salto. Sia nel team event sia nella gara mista, Elena Runggaldier e Lara Malsiner sono state sul loro livello. Per quanto riguarda i due uomini, devo dire bravo a Colloredo perché, rispetto a quanto ha fatto in stagione, qui ha dato dei segnali positivi, è rimasto sempre concentrato su questo obiettivo dando tutto ciò che aveva. Peccato, invece, per Alex Insam, che non è riuscito a essere costante in tutti i suoi salti tra allenamento e gara, sbagliando proprio nei salti di gara».

Cos'è accaduto ad Alex Insam?
«Anche a Seefeld è stato purtroppo in linea con quanto si è visto nell’ultimo periodo, dove fatica a trovare costanza e anche in allenamento alterna salti buoni ad altri non riusciti, a differenza di quanto accadeva nella prima parte della stagione».

Se le donne hanno avuto modo di partecipare alla prima gara di salto femminile della storia, non è stata invece formata una squadra maschile; quanto le ha fatto male da dt del salto?
«Fa molto male non partecipare a un team event mondiale, anche perché siamo qui per la squadra. In estate però avevamo deciso che avremmo avuto dei criteri di selezione mondiale molto rigidi proprio per alzare la qualità. Purtroppo solo in due sono riusciti a soddisfare questi criteri».  

Il Mondiale della combinata nordica si è invece chiuso con l’amara squalifica di Costa nel salto che ha allontanato irrimediabilmente la squadra azzurra dalla possibile, ma difficile, lotta per la medaglia.
«Purtroppo quando è andato al controllo Samuel (Costa, ndr) era sotto il limite di perso consentito, Pesava 71,0 anziché 71,1, quando aveva fatto tutte le gare precedenti tra i 72 e i 72,5. Gli atleti vengono pesati a campione, ma loro lo fanno tutte le mattine. Personalmente mi ha fatto tanto male perché abbiamo lavorato tutto l’anno per arrivare qui nel migliore dei modi. Gli skiman hanno fatto sempre un grandissimo lavoro, gli atleti si sono impegnati al massimo, tutti abbiamo messo il nostro, la FISI per prima, che ha creduto in noi. Voglio ringraziare l’amministrazione, tutto il personale interno, che ha aiutato tantissimo me in questo cammino verso il Mondiale. Al mio primo anno ho avuto un grande aiuto da parte di tutto lo staff, la Federazione è per me una famiglia. Per questo dispiace ancora di più».

Pensa che gli azzurri avrebbero potuto conquistare una medaglia?
«Ogni gara è a sé e nemmeno possiamo farlo considerando i tempi che ci sono stati. Credo però che abbiamo la capacità in certi momenti di trovare delle forze che nemmeno pensiamo di avere, soprattutto quando si vede un obiettivo possibile. Sono convinto che i nostri atleti, per la grinta che hanno, se avessero visto una medaglia a distanza limitata, avrebbero potuto fare di tutto. Purtroppo non ci è stata data occasione di farlo».

In generale come giudica il Mondiale della combinata nordica italiana?
«L’ultima gara ci ha dato dei buoni segnali in ottica futura. I nostri ragazzi credono nei propri mezzi e anche noi tutti crediamo nei cinque ragazzi venuti qui, che si sono impegnati al meglio e meritano di essere seguiti nel migliore di modi. Purtroppo la staffetta poteva davvero regalarci un risultato importante e cambiare tutta la percezione del Mondiale, ma i ragazzi sono stati ugualmente bravi a dare tutto ciò che avevano. Ciò fa ben sperare per il futuro, continueremo a lavorare con decisione e determinazione».

In generale probabilmente la nota più positiva è arrivata da Lara Malsiner e Aaron Kostner.
«Lara e Aaron hanno lanciato un bel messaggio in ottica futura. Se pensiamo a che punto era Kostner all’inizio dell’inverno e al Mondiale che ha fatto, i suoi miglioramenti sono sotto gli occhi di tutti. Da Lara sono arrivati bei segnali, ha confermato quanto già mostrato in stagione, quando in diverse gare ha fatto un salto su due di altissimo livello. È una brava ragazza e molto determinata».  

Giorgio Capodaglio

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