Sport&Life | 28 marzo 2019

La respirazione muscolare

Il mitocondrio: un ospite molto speciale

La respirazione muscolare

Quando parliamo di energia muscolare pensiamo al metabolismo e quando pensiamo al metabolismo pensiamo a ciò che introduciamo attraverso l’alimentazione e a tutti quei processi che concorrono a trasformare il cibo in energia.

Pensando a questo, anche la mente più creativa non sarà in grado di immaginare tutti quei processi metabolici che regolati in modo incredibilmente preciso saranno in grado di produrre una grande quantità di energia che verrà poi trasformata in movimento.

La realtà supera la fantasia in questo caso e l’attore protagonista di tutti questi processi biochimici è il mitocondrio, la cellula nella cellula. Proprio così, il mitocondrio è un piccolo organello a forma di fagiolo ben rappresentato in tutte le nostre cellule dotato di un proprio materiale genetico (DNA) di derivazione esclusivamente materna. Milioni di anni fa le cellule eucariote (come le nostre) vivevano infatti in anaerobiosi (assenza di ossigeno). Ad un certo punto della storia un batterio ha iniziato a convivere con la cellula per fornirle energia utilizzando ossigeno. Possiamo dire che da questo momento è nata la vita come la conosciamo oggi.

Grazie all’ossigeno la capacità di produrre energia è decisamente aumentata ma sono aumentati anche i rischi. L’ossigeno infatti è vita ma è anche ossidazione e quindi invecchiamento. Prima del mitocondrio un mollusco viveva per centinaia di anni, con l’arrivo dell’ossigeno sono arrivati anche i radicali liberi (ROS) che hanno portato all’invecchiamento cellulare e quindi alla morte. In una cellula muscolare si contano fino a quattromila mitocondri! Se, però, pensiamo che la loro funzione sia solo quella di produrre energia, ci sbagliamo. Il loro funzionamento dipende dal nostro stato nutrizionale, dalla presenza di virus e batteri e sono coinvolti nella produzione e captazione dell’insulina, nella promozione dell’infiammazione e nella regolazione della bilancia immunitaria. Cosa ancor più straordinaria è legata al loro ruolo nel determinare il tempo e tipo di morte cellulare (per apoptosi o per necrosi).

Per queste ragioni si pensa che nel buon funzionamento del mitocondrio sia nascosto il segreto della longevità sono stati fatti diversi studi per cercare di capire come sia possibile mantenere il nostro polmone cellulare in buona salute. Il primo dato interessante arriva da uno studio del 2012 ("The effects of aging , physical training , and a single bout of exercise on mitochondrial protein expression in human skeletal muscle") dove è stato selezionato un gruppo di sessantenni ed un gruppo di ventenni per valutare la presenza dei mitocondri a livello del muscolo scheletrico. Nel gruppo dei ventenni l’espressione genetica dei mitocondri era decisamente maggiore. Dopo aver fatto allenare i sessantenni per 40 minuti e per 3 volte alla settimana per una durata di sei mesi di allenamento, si è potuto riscontrare un aumento dell’espressione genica che addirittura aveva raggiunto i livelli dei ventenni.

Possiamo dire che per far funzionare bene i nostri mitocondri la prima regola è praticare attività fisica. L’altro aspetto fondamentale che influenza la vita del mitocondrio è l’alimentazione. Un consumo adeguato di proteine vegetali può aiutare così come la restrizione calorica anche se quest’ultima viene attuata molto difficilmente, un consiglio più semplice potrebbe essere quello di organizzarsi per fare un digiuno serale una volta a settimana (magari consumando solo un piatto di vegetali a foglia verde e molti liquidi): i nostri mitocondri ringrazierebbero molto. Per aiutare i mitocondri a funzionare meglio possiamo valutare l’utilizzo di alcuni integratori, tra questi il Coenzima Q10 che purtroppo ha una biodisponibilità molto bassa ma in commercio troviamo la sua forma complessata di cui è possibile garantire un ottimo assorbimento intestinale. Una cura Detox per eliminare dai mitocondri microbi e xenobiotici. Non dimentichiamo che nel nostro intestino possono svilupparsi ceppi batterici che a loro volta influenzeranno negativamente il metabolismo mitocondriale la SIBO (sovracrescita batterica del piccolo intestino) ne è un esempio. In questo caso sarà importante lavorare sull’intestino attraverso l’utilizzo di Lisati Batterici in grado di ripristinare una corretta eubiosi. Se non avete intenzione di prendere pillole miracolose vi basta consumare un concentrato di melograno ricco di polifenoli. Sembrerebbe che la nostra flora batterica intestinale sia in grado di trasformare l’acido ellagico contenuto nel succo concentrato di melograno in una sostanza (UrolitinaA) in grado di ridurre sensibilmente i danni mitocondriali.

La primavera è rinascita, energia che inizia ricomincia ad esprimersi ma è anche “cambio dell’ora”, giornate che si allungano e a volte in questa stagione ci sentiamo spossati. I nostri mitocondri sono pronti ad aiutarci e come la scintilla nel motore: sono pronti a darci la giusta energia per ripartire. Buona Primavera a tutti!

Roberto Camnasio/Roberto Parravicini

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