Skiroll | 18 agosto 2019

Skiroll - Emanuele Sbabo: "Il bilancio del Mondiale è positivo, sono arrivate medaglie in tutti i format"

L'allenatore della nazionale azzurra ha dato il suo giudizio sulla prestazione della squadra al Mondiale di Madona

Foto di Flavio Becchis

Foto di Flavio Becchis

Nella sua carriera da atleta ha vinto una medaglia d’oro e cinque d’argento ai Mondiali di skiroll. Al suo primo Mondiale da allenatore Emanuele Sbabo ha continuato a raccogliere medaglie, con il gruppo azzurro che ha concluso la rassegna iridata lettone con un oro, tre argenti e un bronzo. Un bel bottino per la nazionale azzurra, come ha confermato nella seguente intervista a Fondoitalia lo stesso Sbabo, nonostante la sfortunata giornata in occasione della sprint, proprio la gara sulla quale probabilmente si puntava di più.

È stato il suo primo Mondiale da allenatore dopo tanti da atleta. Qual è il suo bilancio?
«Sicuramente è positivo, perché abbiamo conquistato almeno una medaglia in ogni giornata di gare. Ci aspettavamo qualcosa di più nella sprint, ma la pioggia ha un po’ condizionato la gara. Sia nella mass start sia nella team sprint ci siamo confermati ai nostri livelli. La nota un po’ negativa è che le medaglie siano arrivate soltanto tra i senior. Gli Junior hanno lottato, Masiero e Gartner sono sempre stati in zona top ten e nella team sprint hanno mancato la medaglia di un soffio. Purtroppo non è arrivata la medaglia che alla vigilia sembrava certa, quella di Alba Mortagna nella sprint, ma lì abbiamo sofferto di squadra a causa della pioggia, peccato. In ogni caso siamo tornati protagonisti anche nelle distance, che rappresenta una cosa molto importante, in quanto abbiamo preso la medaglia in ogni format. Alla vigilia speravamo di ripetere il Mondiale di Solleftea, invece con un pizzico di fortuna nella sprint avremmo potuto anche fare meglio».

Ha destato molta curiosità il vostro sistema di partenza nella sprint; com’è nata questa idea? Pensa che in caso di pista asciutta le cose sarebbero andate diversamente?
«L’idea è frutto di alcuni test fatti da Riccardo Masiero. Nella sprint si parte con una scivolata a spinta di cinque metri, solitamente addirittura dieci. Partire di corsa ci avrebbe garantito una maggiore accelerazione all’inizio spiazzando gli avversari, in quanto nella prima parte, come si è visto nei quarti, saremmo stati i più veloci. Sono convinto che se non fosse arrivata la pioggia avremmo avuto un risultato diverso da Becchis, Berlanda, Masiero e Alba Mortagna. Peccato perché avevamo provato e riprovato questa partenza a Pinzolo».

A questo punto rischiate che in futuro altri possano copiare questo tipo di partenza; come mai avete avuto tutti questi problemi sul bagnato?
«Sicuramente gli altri potrebbero ricopiarla in futuro, anche perché soprattutto in una sprint in leggera salita, la tecnica della corsa ha il massimo beneficio. Purtroppo la pioggia ci ha penalizzato perché avvantaggia chi scia utilizzando il meno possibile la parte inferiore del corpo. Noi invece lavoriamo tanto con le gambe».

Tornando agli Junior, pur senza medaglie qualcosa di positivo si è vista.
«Sicuramente Laura Mortagna, per esempio, ci ha dato diversi segnali positivi. Ha solo sedici anni e la seguo da due stagioni, ha fatto un’ottimo Mondiale sia nella mass start sia nella team sprint. È solo del 2003, quindi ha grandi potenzialità per il futuro. Mi è dispiaciuto per Alba, perché con l’asfalto bagnato è andata in difficoltà nella sprint dove avrebbe fatto medaglia. Purtroppo nella team sprint ha probabilmente avuto un calo emotivo dovuto alla precedente delusione. Per quanto riguarda gli altri due, Gartner ha ben fatto alla sua prima competizione internazionale, è 2002 ed è sempre stato a ridosso dei primi. In ottica futura è un ottimo elemento. Riccardo Masiero, invece, è arrivato al Mondiale avendo poche competizioni sulle gambe, essendosi allenato soprattutto in ottica sci di fondo, visto che è aggregato. Avesse fatto qualche gara in più in precedenza avrebbe potuto aspirare a qualcosa di meglio».

Le gemelle Bolzan sono tornate a casa con due medaglie.
«Anna nella sprint è stata una splendida sorpresa ma già dalle qualificazioni aveva dimostrato di avere il tempo per fare grandi cose. Lisa ha vissuto una giornata storta nella sprint, uscendo ai quarti dopo aver fatto una bella qualificazione. Nella mass start avevamo visto che Lisa aveva le capacità di tenere i tre giri della team sprint e per questo motivo eravamo fiduciosi alla vigilia della gara di domenica. Forse non ci saremmo aspettati che tenesse quel ritmo, portando Lucia così avanti. Poi quest’ultima è stata brava a finalizzare, concludendo in seconda piazza».

A proposito di Lucia Scardoni, il suo impatto in squadra è stato molto positivo.
«Lucia è stata molto felice di aver partecipato a questo Mondiale. Fortunatamente per noi si è presentata già in un discreto stato di forma, ha vinto due medaglie e avrebbe potuto addirittura prenderne tre in altrettante gare. Si è subito trovata bene coi compagni, ha fatto gruppo, mostrandosi sempre di buon umore insieme alle gemelle Bolzan. Il suo ingresso in squadra è stato un aspetto positivo. Ha fatto benissimo nelle due gare più adatte ai fondisti, mentre non pensavo potesse fare così bene anche sul circuito cittadino della mass start in skating».

Un altro grande protagonista è stato Matteo Tanel, capace di conquistare un oro e un argento.
«L’ho conosciuto nel 2017, quando si è presentato sulle piste di skiroll. Dallo scorso anno lo alleno e seguo la programmazione del suo lavoro. Ci siamo presto resi conto delle sue grandi potenzialità, così abbiamo iniziato a seguirlo con tanta attenzione, soprattutto sotto l’aspetto mentale, essendo lui nuovo dell’ambiente. I risultati si sono visti dall’inizio, ora sta soltanto finalizzando il lavoro iniziato in passato. Lui, come Lucia Scardoni, si trova molto a proprio agio con i materiali lenti e i percorsi da fondista. Nella team sprint è stato bravissimo perché ha dato l’ultimo cambio a Francesco Becchis nella posizione giusta per la vittoria finale».

Concludiamo con l’altro protagonista dell’oro nella team sprint, Francesco Becchis, che vi ha anche ringraziato per la fiducia data, in quanto non si aspettava di essere schierato dopo le difficoltà avute nella mass start.
«Francesco ha dimostrato già a giugno di avere un'ottima condizione. Noi riponiamo sempre molta fiducia in lui. Anche se nella mass start aveva sofferto parecchio nel finale, avevamo notato che nella prima parte si era comportato bene, restando sempre in gruppo. Eravamo consapevoli del fatto che la team sprint è un format dove si trova sempre bene e che fosse l’unico in grado di battere Andresen in queta gara, avendo dei grandissimi numeri dal punto di vista tecnico e tattico. Insomma non abbiamo mai avuto alcun dubbio su questa scelta. Non la consideravo nemmeno un rischio, semplicemente era la scelta che andava fatta. Anche Lele Becchis, nonostante fosse stato autore di un’ottima mass start, era d’accordo con noi, consapevole che Francesco ci avrebbe assicurato qualcosa in più nella team sprint. Alla fine questa fiducia è stata ripagata con la medaglia d’oro. Sapevamo però di avere delle buone probabilità in questa gara». 

Giorgio Capodaglio

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