Sci di fondo | 19 agosto 2019

Fondo - Klæbo: "Bolshunov? Nel corso degli allenamenti non penso mai a lui"

Il campione norvegese si sta allenando per migliorare anche sulle distance: "Mi sono posto questo obiettivo, voglio raggiungere il top"

Fondo - Klæbo: "Bolshunov? Nel corso degli allenamenti non penso mai a lui"

Nella passata stagione Johannes Klæbo ha trovato un avversario capace di metterlo in seria difficoltà nella classifica generale della Coppa del Mondo, un altro giovane in crescita costante, Alexander Bolshunov. Per questo motivo il norvegese, vincitore della classifica generale negli ultimi due anni e di quella sprint negli ultimi tre, ha deciso di cambiare allenamento e iniziare a lavorare molto seriamente sulle distanze più lunghe, dove il gap tra i due è oggi evidente.

Nella passata stagione Klæbo, infatti, ha spesso fatto fatica nelle distance, riuscendo a comportarsi bene quando si è trattato di 15km mass start o inseguimento, gare più tattiche, ma ha faticato ogni volta che si è trovato a gareggiare a cronometro. Il suo miglior risultato, infatti, è stato il 9° posto iniziale nella 15km in classico di Lahti, poi è arrivato un deludente 23° nella 15km in skating di Lillehammer, il 12° nella 15km in skating di Dobbiaco e il 19° nella 15km in skating di Falun. Nel mezzo anche il 38° posto nella 50km in classico mass start di Oslo e la deludente prestazione nello skiathlon mondiale, quando dopo pochi chilometri ha rallentato pensando alla team sprint.

Klæbo ha quindi ammesso, in un’intervista rilasciata a NRK, di voler migliorare tanto nelle distance, ma vuole farlo per se stesso non perché teme Bolshunov. «Non dico una bugia se affermo di non aver dedicato un pensiero a Bolshunov durante i miei allenamenti – ha sottolineato Klæbosto semplicemente facendo questo per me stesso, mi sono posto l’obiettivo di fare meglio nelle distance».

Sicuramente i miglioramenti devono essere graduali, anche se è difficile dirlo a un vincente come lui: «Quando in inverno vedo che il distacco in una 15km in skating si sarà ridotto da 1 minuto a 50” oppure mi rendo conto di aver fatto un piccolo passo, posso mettere un dito nel terreno e pensare di aver fatto un piccolo step verso il mio obiettivo. Ma poi odio perdere nello sci. Così dopo una gara conclusa a 30” o 50” di ritardo penso che non è stata una buona giornata. Non mi sto allenando per essere il numero trenta ma per raggiungere il top. È la cosa più divertente che conosca».

Klæbo sta comunque approcciando nel modo giusto alla prossima stagione, sembra molto più sereno e spensierato rispetto al passato, tanto da non aver nemmeno sentito il bisogno di staccare completamente. «Probabilmente perché sono cresciuto di un anno e ho imparato a convivere con la pressione. Due anni fa sono arrivato alle Olimpiadi da favorito. Ora so che è possibile divertirsi anche durante l’allenamento senza pensare tutto il tempo a queste cose»

G.C.

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