Salto | 21 agosto 2019

Manuela Malsiner e il suo ritorno alle gare: "Che bello tornare a far parte della famiglia del salto"

La gardenese è stata lontana dalle gare per un anno: "In questo momento i risultati sono secondari rispetto alle sensazioni; le ragazze sono felici di riavermi con loro; se lo confronto con il precedente rientro sono già molto più avanti"

Quest'anno al fianco di Zwitter c'è Sebastian Colloredo

Quest'anno al fianco di Zwitter c'è Sebastian Colloredo

A un anno di distanza dal secondo grave infortunio della sua carriera, Manuela Malsiner è tornata a respirare l’aria della Coppa del Mondo, partecipando alle tre tappe del Grand Prix a Hinterzarten, Courchevel e Frenstat. Per la gardenese è stato un momento emozionante dopo tanta attesa, nel quale più che al risultato ha pensato soprattutto a raccogliere sensazioni, a chiedere risposte dal proprio corpo. Il bilancio quindi è stato per lei positivo, come la saltatrice delle Fiamme Gialle ha affermato nell’intervista che ci ha gentilmente rilasciato, nella quale ha affrontato diversi argomenti, parlando pure delle sue sorelle Lara e Jessica, entrambe protagoniste in estate.

Ciao Manuela. A distanza di un anno sei tornata a gareggiare: quali sono state le tue sensazioni in queste prime tre uscite?
«In occasione della prima gara, a Hinterzarten, ero proprio felice di essere tornata a far parte della squadra, rivedere le mie compagne ma anche tutte le altre atlete con le quali non gareggiavo da un anno. Viaggiando tanto nel corso della stagione, quella della Coppa del Mondo di salto femminile è una grande famiglia, ho tante amiche nelle altre squadre. Tornare a gareggiare è stata una bella sensazione, la cosa che più contava era far nuovamente parte di tutto ciò».  

Per quanto riguarda i risultati ottenuti, sono in linea con le tue aspettative?
«A Hinterzarten e Courchevel ho praticamente ripetuto il risultato dello scorso anno. Devo però dire la verità, in questo momento per me i risultati sono secondari, contano soprattutto le sensazioni. Ho già avuto l’esperienza di tornare da un grave infortunio e con il tempo riuscii anche a ritrovare degli ottimi risultati, i migliori che abbia mai ottenuto. Ecco mi è venuto naturale fare un confronto e ho notato di essere molto più avanti rispetto a quanto non fossi in occasione del primo infortunio. I risultati magari non sono ancora buonissimi, ma mi non mi metto sotto pressione, con pazienza arriveranno».

Quali informazioni hai raccolto dai tuoi primi salti?
«Sicuramente la mia tecnica di salto non era perfetta già prima, quindi voglio migliorami. Per il resto, come sempre dopo un infortunio, bisogna recuperare soprattutto nella testa e ritrovare fiducia nel proprio salto. È tutto un sistema da riprendere. Però, sempre confrontando con l’esperienza successiva al mio primo infortunio, ho avuto meno paura».

Come sei stata accolta dalle altre atlete?
«Elena (Runggaldier, ndr) era contentissima di riavermi in squadra. Sia lei, che ovviamente mia sorella Lara, sono felici di tornare a viaggiare in tre. Anche le altre atlete mi hanno accolta benissimo, in tante sono venute a salutarmi e chiedermi come sto. Ho avuto delle belle sensazioni».  

Quali sono i prossimi appuntamenti?
«La prossima settimana andremo in raduno in Austria, quindi dovremmo gareggiare a Stams in Continental Cup e successivamente faremo altri raduni, tra i quali uno atletico a Formia. Quindi affronteremo gli Italiani per poi aspettare finalmente di tornare a saltare sulla neve e l’inizio della stagione invernale».

Puoi descriverci cosa hai provato in occasione del tuo primo salto in allenamento?
«Era maggio. Devo ammettere che mentre salivo sul trampolino avevo un po’ di timore ma soprattutto di rispetto. Non sapevo se il ginocchio avrebbe tenuto, perché gli esercizi fisici erano andati bene ma il trampolino è sempre un’altra cosa. Poi mi sono lasciata andare e ho iniziato a saltare. Credo che i primi salti siano stati i migliori di tutta l’estate, perché erano i più spensierati, mi sono venuti naturali. Dopo ho iniziato a lavorare sui dettagli, quindi ho commesso qualche errore in più come normale che fosse. Ringrazio gli allenatori, perché mi hanno dato tanta fiducia e soprattutto non mi hanno messo pressione, dandomi il tempo necessario di recuperare passo dopo passo».

A proposito, da questa stagione oltre a Janko Zwitter avete con voi anche Sebastian Colloredo: quali sono le vostre prime impressioni?
«È una persona gentilissima, sempre allegro, capace di un sorriso. Ha portato un bel clima in squadra e vicino a Janko sta facendo la giusta esperienza. È anche molto propositivo, perché spesso arriva in palestra con nuove idee per esercizi da svolgere. Ci piace molto, ci troviamo veramente bene con lui».

Sei tornata a gareggiare con tua sorella Lara: come l’hai trovata rispetto alla scorsa estate?
«Ovviamente l’ho seguita molto durante l’inverno dove ha saltato molto bene. Lei però solitamente ha sempre sofferto di più durante l’estate, invece quest’anno ha iniziato subito a saltare bene, ha chiuso al settimo posto nel Grand Prix, mantenendo l’ottimo livello che aveva raggiunto già in inverno».

Le sue belle prestazioni ti danno maggiori stimoli? Insomma, vuoi tornare a batterla?
«Sicuramente le sue prestazioni mi danno tante motivazioni in più ma tra noi non c’è alcuna rivalità, sono felice per ogni suo bellissimo risultato. Voglio ritrovare un ottimo livello di salto perché mi piacerebbe che entrambe iniziassimo a entrare in top ten. Sarebbe bellissimo avere due Malsiner tra le prime dieci. Sicuramente se in passato lei guardava me, ora ci siamo scambiate i ruoli».

Cosa avete provato quando, mentre eravate a Courchevel, siete venute a sapere che vostra sorella Jessica aveva ottenuto il suo primo successo internazionale in OPA Cup?
«La prima reazione è stata di incredulità (ride, ndr). Ci siamo guardate sorprese, perché fino a quel momento non aveva mai vinto. Dopo abbiamo iniziato ad abbracciarci, felici per lei, quindi le abbiamo scritto e telefonato. Non l’avevamo mai sentita così felice. È stata bravissima, perché fino a poche settimane prima aveva dei problemi dovuti alla postura, che evidentemente è riuscita a risolvere. È bellissimo che sia riuscita a raggiungere questo livello e sono convinta sia molto motivata sognando un giorno di gareggiare con noi in Coppa del Mondo. Speriamo che con queste vittorie si sia definitivamente sbloccata».

Giorgio Capodaglio

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