Sci di fondo | 29 agosto 2019

Fondo - Federico Pellegrino parla dopo il ritorno dalla Norvegia nella sua rubrica #semplicementeChicco

L'azzurro è tornato a scrivere sul proprio sito web raccontando l'esperienza norvegese: "La cosa più stimolante è stata la possibilità di fare delle sedute a fianco di atleti di altissimo livello, provenienti da ambienti e culture differenti dalla mia"

Fondo - Federico Pellegrino parla dopo il ritorno dalla Norvegia nella sua rubrica #semplicementeChicco

Di ritorno dalla Norvegia, Federico Pellegrino ha ripreso a scrivere sul suo diario, dando così il via alla seconda stagione di #semplicementeChicco, appuntamento fisso che il campione azzurro tiene con i suoi tifosi sul proprio sito internet (per leggere clicca qui). Vi riportiamo uno stralcio di quanto scritto da Pellegrino, ma vi rimandiamo al suo sito web per leggere il completo intervento.

«La lunga trasferta norvegese è nata dagli inviti a partecipare ai grandi eventi dello skiroll che si svolgono lì, il Blink Festival e il ToppIdrettsveka - ha scritto il poliziotto valdostano - oltre alle gare quindi, dal mio punto di vista la cosa in assoluto più stimolante di queste trasferte è la possibilità di fare delle sedute a fianco di atleti di altissimo livello, provenienti da ambienti e culture differenti dalla mia, senza la frenesia e i ritmi serrati imposti dalla stagione invernale [...] E per diventare atleti migliori continuare a confrontarsi con gli altri è un aspetto fondamentale. Durante i nostri giorni norvegesi, ho avuto l’occasione di lavorare con i ragazzi della nazionale italiana di biathlon, con i fondisti americani e, ovviamente, con numerosi atleti della nazione di casa, su tutti Iversen e Toenseth. Ho sfiorato persino Klaebo, il cui nonno, che è anche il suo allenatore, mi aveva proposto di fare qualche seduta insieme ma, complice la sua necessità di riposare dopo un ritiro, questo impegno è stato spostato [...]».

Pellegrino ha quindi sottolineato quanto la Norvegia sia adatta per gli allenamenti di cui i fondisti hanno bisogno in questa fase della stagione: «Le strade norvegesi sembrano progettate ad hoc per gli skiroll, grazie alla presenza di numerosi percorsi alternativi e circolari, alle ampie piste ciclabili che ci sono a lato di tutte le strade più trafficate e di una popolazione appassionata e rispettosa, che è più facile ti chieda un selfie mentre ti alleni piuttosto che lamentarsi della tua presenza sulla carreggiata in cui stanno guidando [...] Ognuno di loro (gli atleti norvegesi, ndr), pur mantenendo sempre il paracadute di un allenatore che lo conosce e lo accompagna nell’avanzare delle stagioni, prepara le sedute potendo contare su una grande autonomia decisionale il che, nel momento del grande risultato raggiunto, non fa altro che aumentare la fiducia nei propri mezzi, forse l’elemento più importante in assoluto.
Essere i principali responsabili della propria preparazione, e conseguentemente anche della performance in gara, li obbliga a prendere immediatamente possesso delle dinamiche decisionali, aiutandoli così ad accrescere la fiducia nei propri mezzi. [...]
Certamente il loro contesto professionale è diverso dal nostro e per ogni atleta esiste un vestito su misura, perfetto solo e soltanto alle proprie caratteristiche, ma avere modo di confrontarmi con modi alternativi di interpretare la preparazione mi aiuta a conoscermi meglio e spostare ancora i miei limiti. Chi lo sa se un domani non deciderò di provare a lanciarmi in un esperienza molto più lunga di queste quattro settimane in quei luoghi. Paltrinieri del nuoto lo ha fatto, andando in Australia, e a vedere dai risultati sembrerebbe aver fatto molto bene»
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G.C.

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