Biathlon | 17 settembre 2019

Biathlon - Didier Bionaz: "Da un anno e mezzo sto lavorando tanto sugli sci e vedo già risultati"

Il valdostano del CS Esercito è stato grande protagonista ai Campionati Italiani Estivi in Val Martello: "Spero di migliorare anche nelle serie di tiro in piedi, è ciò che mi manca per essere completo"

Biathlon - Didier Bionaz: "Da un anno e mezzo sto lavorando tanto sugli sci e vedo già risultati"

Ai Campionati Italiani Estivi in Val Martello si è messo in gran luce. Nella sprint, alla sua prima gara da Juniores, Didier Bionaz non ha soltanto vinto il titolo di categoria davanti al coetaneo Tommaso Giacomel e Patrick Braunhofer, ma è riuscito addirittura a concludere con il quinto tempo assoluto, alle spalle soltanto di Lukas Hofer, Giuseppe Montelllo, Dominik Windisch e Thomas Bormolini, staccato di poco più di un minuto dal vincitore.

Una bellissima prestazione quella del valdostano del Centro Sportivo Esercito, che si è dimostrato in grande crescita non soltanto al tiro ma anche sugli sci, particolare sul quale ha lavorato tanto nell’ultimo anno e mezzo con Mirco Romanin. Lui e Tommaso Giacomel, giunto di un soffio alle sue spalle a parità d’errore, si sono confermati due atleti sui quali puntare pensando al futuro. Di questo abbiamo parlato con il classe 2000 valdostano del Centro Sportivo Esercito, vincitore di due ori di categoria nel freddo Campionato Italiano della Val Martello.

Ciao Didier. Partiamo dalla gara molto particolare che avete affrontato in Val Martello: gareggiare sugli skiroll sotto la neve deve essere stato quantomeno inusuale.
«È stata innanzitutto molto dura perché faceva tanto freddo. Inoltre dal terzo giro in poi ha iniziato a nevicare tanto e non si riusciva nemmeno a vedere bene. Nel corso dell’ultimo giro bisognava stare molto attenti, perché la tenuta degli skiroll non era delle migliori. È stato veramente strano gareggiare con la neve a settembre, atipico. Alla fine ho dovuto mettere la tuta invernale perché faceva troppo freddo con pioggia e neve. Abbiamo vissuto una giornata un po’ pazza, stile Oberhof».

Hai vinto due titoli italiani e nella sprint hai impressionato tutti giungendo addirittura quinto assoluto ad appena un minuto da Lukas Hofer. Cosa hai pensato quando hai tagliato il traguardo?
«Devo dire la verità, sono rimasto un po’ stupito. Sapevo di aver lavorato molto bene e fatto tanti passi avanti sia al tiro sia sugli sci, ma non mi aspettavo di andare così bene. Al termine della gara sono rimasto sorpreso ma felicissimo, perché avevo raggiunto la Val Martello con l’obiettivo di ricevere un segnale positivo per avere la conferma che le cose stessero andando nella direzione giusta. Sono molto soddisfatto, quindi, perché ho visto che il lavoro svolto nell’ultimo anno e mezzo sta dando i suoi frutti».

Hai ricevuto tanti complimenti dopo la gara?
«Si da parte dei miei compagni e anche di diversi atleti della Squadra B, in particolare Thierry Chenal. Anche il direttore tecnico Curtaz era molto soddisfatto per la mia prestazione. Poi ovviamente Mirco Romanin e Fabio Canciana erano felicissimi, perché sia io che Tommy (Giacomel, ndr) abbiamo fatto una bella prestazione, ma complessivamente tutta la squadra ha mostrato un buonissimo livello al tiro».

Nell’ultimo anno e mezzo hai fatto notevoli passi avanti soprattutto sugli sci. Stai lavorando tanto su quell’aspetto?
«Vero, nell’ultimo anno sono cresciuto tanto sugli sci, ho anche colmato una parte del gap che da sempre mi separa da Tommy (Tommaso Giacomel, ndr). Con Mirco Romanin ho lavorato tantissimo sulla tecnica, mi sta aiutando a correggere dei piccoli errori che talvolta non sono nemmeno così evidenti, ma nel complesso di una gara mi portano via tanti secondi. Sto lavorando tantissimo per fare questo salto di qualità. Mirco inoltre mi sta insegnando tanto sulla gestione dello sforzo in gara per rendere di più sulla lunga distanza, soprattutto ora che salendo di categoria gareggerò su distanze più grandi. Ho fatto veramente tanti passi avanti».

Come si sono ambientati i nuovi arrivati nel vostro gruppo?
«Ci conoscevamo già un po’ tutti perché alla fine in questo ambiente ti ritrovi a gareggiare insieme per anni. Il gruppo è molto unito, ci divertiamo tanto tra noi, una cosa fondamentale perché in questa maniera è più facile lavorare e di conseguenza ottenere risultati. Sono felice quando vado in raduno, anzi non vedo l’ora di partire perché mi piace tanto divertirmi ed allenarmi con i miei compagni. Sono contento come se andassi in vacanza, pure se in realtà ogni volta sono consapevole che dovrò lavorare tanto».

Quanta fiducia ti ha dato l’ottimo risultato ottenuto agli Italiani?
«Certamente mi ha dato tanti stimoli in più, ancora maggiore voglia di lavorare e crescere. È importante ottenere dei bei risultati ma in questo momento cercavo soprattutto delle belle sensazioni per avere conferma di stare lavorando bene».

Nel 2026 l’Italia ospiterà le Olimpiadi, tu allora avrai ventisei anni; ti capita mai di pensarci?
«Tutti noi speravamo che all’Italia venisse assegnata l’Olimpiade. Certo non sto lì a pensare a Milano-Cortina 2026 in ogni momento, però so che è un piccolo bellissimo sogno da realizzare. Ne abbiamo parlato tanto tra noi, in particolare con Tommaso. Per tutti noi sarebbe un grande sogno partecipare e fare risultato lì. Ma la strada è lunga e tortuosa, meglio concentrarsi sul presente».

Ad Annecy, non distante dalla tua Valle d’Aosta, quindicimila persone hanno seguito l’evento estivo organizzato da Martin Fourcade. Che effetto ti fanno questi numeri?
«È la dimostrazione che il biathlon sta diventando sempre più uno sport da copertina, uno dei più seguiti nel centro Europa. Mi auguro che questa biathlonmania possa in qualche modo colpire anche l’Italia. Già adesso stiamo avendo maggior visibilità grazie ai fantastici risultati ottenuti dai nostri big nella passata stagione. Si spera che questa possa aumentare sempre di più, anche perché il nostro è uno sport affascinante, emozionante e bellissimo».

Anche se è ancora presto, ti sei già posto degli obiettivi per la prossima stagione?
«Come lo scorso anno non mi sono posto obiettivi, se non quello di lavorare tanto e migliorare sempre di più. Poi a inizio stagione vedremo come starò e a quel punto fisseremo gli obiettivi. Mi piacerebbe moltissimo trovare continuità al tiro, sto lavorando tanto su questa cosa, perché per diventare un biatleta completo ho bisogno di crescere nelle serie in piedi. L’obiettivo è quello, poi i risultati verranno di conseguenza»

Giorgio Capodaglio

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