Biathlon | 22 settembre 2019

Dmytro Pidruchnyi: "Nel 2020 voglio il bis iridato ad Anterselva!"

Abbiamo incontrato il biathleta ucraino medaglia d’oro nell’inseguimento mondiale di Östersund, che ci ha raccontato le emozioni vissute in Svezia e i progetti per la prossima stagione.

Romaniemi OY

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Lo scorso marzo Dmytro Pidruchnyi ha realizzato la più grande sorpresa della rassegna iridata di Östersund vincendo la medaglia d'oro nell'inseguimento.

Certamente il ventisettenne ucraino ha approfittato dei tre errori al tiro conclusivo del favoritissimo Johannes Bø, ma la sua medaglia d’oro ha ripagato con gli interessi il biathleta di Ternopil della delusione patita il giorno prima nella sprint, quando soli tre decimi di secondo l’avevano privato del bronzo nella sprint a favore del francese Fillon Maillet.

In quei due giorni di gare aveva sparato come mai prima in carriera, immacolato nella sprint e con solo due errori nella prima sessione a terra nell’inseguimento.

Secondo la stampa della repubblica ex sovietica, questa sua pressocchè infallibilità durante la rassegna iridata svedese ha fatto avvicinare il biathleta Dmytro Pidruchnyi al valoroso soldato Didych che nel 1581 comandò la difesa della città ucraina di Ternopil contro l’attacco dei Tartari. Proprio in questa cittadina Ucraina di duecentomila abitanti posta lungo il fiume Seret, nacque il piccolo Dmytro Volodymyrovych Pidruchnyi nel novembre del 1991.

Fu sua mamma Maria, anch’essa atleta di buon successo nel fondo, che portò Dmytro all’età di undici anni nella locale sezione sciistica per incominciare a fare sci di fondo sotto la guida del suo primo coach, Mykola Opanasyuk.

“I miei genitori erano sciatori professionisti in Ucraina e vi era un centro per lo sci non lontano da dove noi vivevamo. Così quando avevo undici anni circa, i miei compagni di classe hanno incominciato a fare sci di fondo. Anche io fui subito interessato e feci lo stesso. All’inizio era solo un hobby, lo facevamo per divertirci e per non trascorrere tutto il tempo davanti ad un computer. Poi ho vinto parecchie competizioni locali nel fondo e alcuni allenatori del biathlon mi hanno invitato a provare con la loro disciplina. Ogni stagione che passava io diventavo sempre migliore nel biathlon ed i successi crescevano a livello junior. Questa è la ragione per cui sono diventato poi un membro della squadra nazionale Ucraina di biathlon dal 2013.“

Successivamente, la strada per il successo per Dmytro, è stata lunga e difficile.

A livello junior era si ben considerato in patria, meno a livello internazionale, sebbene nei Mondiali Junior di Kontiolahti del febbraio 2012 riuscì comunque ad ottenere tre discreti piazzamenti attorno alla top ten nelle tre competizioni individuali. Una volta entrato nel biathlon dei grandi, sotto la guida del fidato coach della squadra nazionale Juraj Sanitra, la crescita del ragazzo ucraino fu comunque regolare e costante dopo il primo exploit internazionale ottenuto nel dicembre 2013 dove il suo primo zero in carriera gli valse il sesto posto nella sprint di Hochfilzen alla sua ottava presenza di Coppa del Mondo.

Quel risultato gli assicurarono subito la selezione per le Olimpiadi di Sochi, e l’ingresso in pianta stabile nel quartetto ucraino.

Da quel 2014 al trionfo di Östersund, Pidruchnyi non riuscì mai a salire sul podio in Coppa del Mondo pur ottenendo nove piazzamenti nella top ten, principalmente nelle sprint.

Il 10 marzo scorso nel pursuit dei Campionati del Mondo per il mite e calmo Dmytro fu finalmente il giorno nel quale riuscì a mettere a frutto una preparazione stagionale finalizzata proprio all’evento scandinavo e a salire sul gradino più alto del podio con la medaglia d’oro al collo.

Può dirci cosa vi era nella sua mente mentre ascoltava l’inno nazionale ucraino con la medaglia d’oro al collo nella medal plaza ad Östersund? Raccontaci nel dettaglio quel minuto che lei hai sempre sognato di vivere.
”I miei genitori mi hanno allevato con un senso di grande amore verso la nostra Madrepatria. Così, ogni volta che io ascolto il nostro inno nazionale ho i brividi che mi corroro lungo la schiena e mi sento orgoglioso per la mia nazione. Certamente ascoltare l’inno ad Östersund non è stata un eccezione. Questi unici sentimenti che avevo sul gradino più alto del podio nella medal plaza dei Mondiali svedesi hanno raddoppiato la percezione di ciò che io avevo fatto quel giorno“.

Quale è la miglior cosa che le e’ successa ritornando nella natia Ternopil dopo la conquista dello storico oro per l’Ucraina? Ha avuto delle situazioni particolari o qualche aneddoto da raccontare in questa primavera di celebrazioni?
“Molti giornalisti e persone volevano intervistarmi o incontrarmi quando sono tornato a Ternopil. Sono anche stato invitato ad un programma in una radio locale e l’intervistatore ha incominciato con le parole “Raccontaci qualcosa per favore .” Ciò mi ha molto divertito e non sapevo proprio da dove incominciare nel descrivere quanto fatto ad Östersund. “

Nella stagione scorsa lei ha sparato con l’ 86,6% , migliorandosi dall’80% del 2017-18 . Vi è una ragione per questo incremento? O ha cambiato qualcosa nella sua meccanica di tiro?
“Nulla di rivoluzionario. Ho cambiato il calcio della mia carabina e corretto alcuni errori che facevo al tiro. “

Durante l’inseguimento di Östersund, al termine della quarta serie al poligono e mentre affrontava l’ultimo giro pensava ancora a ciò che era successo nella sessione in piedi? Oppure i suoi pensieri erano esclusivamente rivolti a sciare il più velocemente possibile?
“Usualmente dopo ogni mia sessione al poligono penso solo a finire il prima possibile ogni singolo giro. In particolare durante l’ultimo giro del pursuit iridato, il mio livello di energie era piuttosto al limite e l’unico modo che avevo era quello di stringere i denti e sciare veloce. Non avevo nient’altro nella mia mente se non le parole “Corri, non fermarti! “che mi sono ripetuto più volte nell’ultimo giro dell’inseguimento di Östersund.”

In quale aspetto ritiene di dover migliorare ancora nel biathlon?
"Vi sono tre aspetti che io voglio migliorare. Il primo è la mia nutrizione. Ho l’11% di massa grassa nel mio corpo che è troppo per me, in quanto mi comporta delle difficoltà durante le sessioni di allenamento e in gara. Sto anche cercando di migliorare la mia velocità nel fondo e nel tiro. “

Quale è il suo principale obiettivo per la stagione 2019-20? Essere già al top della forma a Dicembre per poter essere nella top 5 della overall? Oppure tutta la tua concentrazione andrà ai Mondiali di Anterselva a Febbraio?
”Il mio principale obiettivo per la prossima stagione 2019-20 è di mostrare stabili risultati ad alto livello in ogni gara della stagione. Ciò mi aiuterà ad essere nei quartieri alti della overall. I mondiali di Anterselva sono anch’essi molto importanti per me , e credo che la mia attenzione primaria venga finalizzata per quell’appuntamento".

Che cosa cambia per il biathlon ucraino la sua storica medaglia d’oro? Si aspetta una maggiore attenzione mediatica nel suo paese con un maggior numero di ragazzi e ragazze che vogliono iniziare col biathlon seguendo le sue orme?
“Non direi che qualche cosa è cambiato totalmente. Tuttavia il numero degli appassionati di biathlon in Ucraina è cresciuto. Il risultato di questo è che i Media prestano maggiore attenzione al biathlon ora nella loro programmazione. Adesso io mi aspetto anche che più ragazzi e ragazze in Ucraina si cimentino nella mia disciplina molto presto".

“Può descriverci meglio il ragazzo Dmytro al di fuori delle competizioni ?
”I miei amici mi descriverebbero come una persona divertente e simpatica, in quanto mi piace scherzare e far sorridere le persone che mi circondano. Tuttavia chi non mi conosce da vicino dice che sono timido e modesto ma io preferirei dire che sono solo calmo e tranquillo. Sono pure un uomo di famiglia, mi piace trascorrere il mio tempo libero con mia moglie e mia figlia di quattro anni. In privato noi abbiamo un altro bimbo in arrivo …”

E personalmente ora si sente più un personaggio mediatico o è sempre lo stesso ragazzo semplice cresciuto nella piccola Ternopil?
”Sono una persona più mediatica rispetto a un anno fa, ma ciò non fa di me un‘altro uomo. Sono sempre lo stesso ragazzo semplice. ”

Uno dei suoi hobby è quello di collezionare pins. Può dirci di più riguardo questa sua passione?
“Ho incominciato a collezionarle nel 2011 durante alcuni training camps e competizioni nel quale gli organizzatori ce li regalavano. Poi ho incominciato a comprarle io personalmente. La mia collezione è piuttosto grande ora. Ho molte differenti pins, da quelle comperate alle Olimpiadi a quelle prese durante una mia visita al museo del Louvre. Ogni pin nella mia collezione ha una storia differente e speciale per me.“

Paolo Romanò - Mariia Cherednychenko

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