Biathlon | 29 settembre 2019

Hanna Öberg: ”Nella prossima stagione l’obiettivo è Anterselva, ma con un occhio anche alla generale di Coppa del Mondo“

Fondoitalia.it ha incontrato ad Östersund la biathleta svedese Hanna Öberg che ci ha raccontato i propositi per il 2020, i suoi inizi col biathlon e il primo anno del post Pichler per la squadra trekroner

Romaniemi OY

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Assieme al porto, alla cattedrale luterana e all’isola naturalistica di Frösön, che da sempre sono simboli storici, l’ Arctura tower è diventata da un paio di lustri una delle attrazioni turistiche principali della città di Östersund.

Per chi visita la capitale dello Jämtland svedese prendere l’ascensore e salire velocemente fino alla cima, posta a 65 metri di altezza, è oramai d’obbligo per poter ammirare dall’alto questa tranquilla e ordinata cittadina svedese di cinquantamila abitanti. Da lassù, la vista si può perdere verso l'infinito lungo le quattro direzioni: dal lago Storsjön alle infinite foreste della regione dello Jämtland e dall’edificio in stile nazional-svedese del City-Hall allo Swedish Biathlon Centrum, posto proprio al di sotto della torre.

Alla stessa stregua di questa sua moderna architettura, anche una sua famosa concittadina adottata oramai quattro anni fa dalla comunità di Östersund, è riuscita in brevissimo tempo ad arrivare in cima alle graduatorie mondiali del biathlon, partendo però dall’estremo nord svedese: la ventitreenne nativa di Kiruna, Hanna Linnea Öberg.

Un primo accenno delle elevate potenzialità di Öberg si era già notato a Kontiolahti nel Febbraio 2012, quando lei contribuì a portare la staffetta svedese alla medaglia d’argento ai Mondiali Junior nella categoria Youth.

Ma è nel triennio 2016-2019 che Hanna realisticamente ed impetuosamente si pone alla ribalta internazionale del biathlon.

Nei Mondiali Junior di Cheile Gradistei del Febbraio 2016, l’allora diciannovenne svedese ottiene la doppietta sprint-pursuit a cui aggiunge l’argento in staffetta. L’anno successivo al debutto in Coppa del Mondo nella “sua Östersund” e nel ”suo individuale”, Öberg inizia la stagione con un già significativo ottavo posto. Al termine di quella sua prima stagione da senior, l’IBU la premia col titolo di “ miglior rookie dell’anno“.

Nella stagione olimpica 2018, Hanna fatica nelle prime tappe a causa di alcuni malanni stagionali ma riesce a raggiungere la forma ottimale proprio durante la rassegna a cinque cerchi. In Corea del Sud consegue uno zero perfetto nell’individuale che le fa conquistare la medaglia d’oro olimpica a cui aggiunge l’argento con le compagne “trekroner “.

La scorsa stagione, con i Mondiali disputati all’ombra dell Arctura Tower, il capo allenatore Wolfgang Pichler, ovviamente programma tutta la stagione di Hanna per farla arrivare al top della forma proprio a Marzo nel poligono tanto caro a tutti gli svedesi. Ad Östersund la biathleta del Piteå SK Elite , nonostante tutta la pressione del pubblico di casa , lei non delude e bissa l’oro nel “suo individuale“, con il secondo zero di fila al poligono, e l’argento nella staffetta donne. A questi titoli, con Samuelsson, Öberg aggiunge anche il bronzo nella single mixed.

Non ancora sazia delle tre medaglie Mondiali, la biathleta scandinava nell’ultima tappa di Coppa del Mondo ad Holmenkollen, vince la mass start portandosi cosi a casa pure la sua prima Coppa di specialità.

Proprio in cima all'Arctura Tower, con la vista privilegiata del proprio poligono oramai di casa, incontriamo Hanna Öberg in uno dei salottini del ristorante che è anche sede abituale del Team Sverige di biathlon dopo gli allenamenti. Qui, la ventitreenne biathleta svedese ci accoglie sorridente e con la consueta tranquillità con la quale siamo soliti vederla in gara e nelle sue proverbiali solide sessioni al tiro che l'hanno posta da un paio d'anni come una delle big del circuito e una delle indiziate primarie per la lotta per la prossima overall del biathlon femminile .

Come ha iniziato con lo sport ed il biathlon in Svezia ?
«Ho ricevuto il mio primo paio di sci quando avevo due anni come regalo di compleanno. Cosi sono stata impegnata con lo sci fin da giovanissima. E’ sempre stato una parte di me. Mi è sempre piaciuto come sport da quando ero ragazzina. Da giovane ho anche praticato orienteering, calcio e atletica leggera. Mio padre era anch’esso un biathleta anche se non a livello di squadra nazionale svedese. Era parte del corpo militare e quindi è entrato nel biathlon ed ha poi gareggiato qui in Svezia per alcuni anni. Quando avevo dieci anni ho iniziato anch’io a fare biathlon nel mio sci club, il Piteå Elite SK. Mi è sempre piaciuta la combinazione de queste due differenti cose: mi piace molto sciare ed in più questo elemento extra con la carabina porta il nostro sport ad un altro livello. Mi è sempre piaciuto fin dall’inizio, ma non quando ho realmente deciso che il biathlon era ciò che io volevo fare, la passione è cresciuta in me poco per volta. Forse quando mi sono trasferita a Solletfeå ed ho iniziato a frequentare il locale skidgymnasium ho realizzato che volevo fare biathlon come una professione. Poi durante il mio ultimo anno al liceo sono anche entrata nella squadra nazionale. Questo ha comportato il mio trasferimento qui ad Östersund dove sono avvenuti i miei maggiori miglioramenti vincendo nel 2016 i mondiali junior».


In gara conosciamo bene la sua determinazione, il suo essere molto solida al tiro e la sua grande ambizione di migliorarsi stagione dopo stagione. Può desciversi al di fuori delle gare ?
«Il modo in cui mi descrivi come biathleta rappresenta anche me stessa come persona. Sono una ragazza ambiziosa, le cose che io faccio voglio farle al mio meglio. Mi piace vedermi in modo professionale anche nelle cose che faccio al di fuori dello sport. Cioè, anche con gli sponsor, gli incontri coi media etc. Io voglio pensare che lavoro professionalmente anche in quelle situazioni. Ma io sono anche una persona piuttosto calma ma determinata in quello che voglio fare, ambisco ad essere così».

Dopo molti anni con Wolfgang Pichler come capo allenatore, ora la squadra svedese è guidata da Anders Byström con Johannes Lukas e Johan Hagström. Quali sono le principali differenze che ha riscontrato a questo punto della preparazione estiva?
«Penso che il nostro allenamento non sia cambiato totalmente, è più o meno lo stesso, anche se abbiamo alcume sessioni che sono totalmente nuove. L’allenamento sulla forza per esempio è totalmente nuovo e noi svolgiamo del lavoro individuale che differisce dall’anno scorso. Per esempio con Johannes ora svolgiamo un lavoro per la coordinazione che ci rende più veloci sugli sci. Allo stesso tempo, però, manteniamo lo stesso terreno comune lasciatoci da Wolfgang. L’intera squadra, ed io specialmente, siamo felici per il lavoro fatto finora e di come Johannes Lukas ci fa svolgere gli allenamenti ed i training camps».

Insieme a Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Denise Hermann e Marte Røiseland, per la prossima stagione si considera una seria pretendente per la sfera di cristallo?
«Domanda difficile. Sicuramente i Mondiali di Anterselva saranno il mio obiettivo principale. Ma insieme ai Mondiali, il mio programma prevede di essere presente in tutte le gare di Coppa del Mondo. Quest’anno , tutte le tappe saranno in Europa ed io vorrei essere presente nel maggior numero possibile. Non ho mai avuto una stagione nella quale ho partecipato a tutte le gare. Per esempio la scorsa stagione, pur disputando il mio record in termini di presenze, ho saltato la trasferta nord-americana. La prossima stagione sarà differente per me in questo frangente e mi piacerebbe avere i massimi risultati possibili lungo l’intero arco della stagione».

Sta quindi lavorando durante l’estate per essere al top nel lungo periodo, da Dicembre a Marzo ?
«Già nella passata stagione ho ottenuto podi in Coppa del Mondo quasi lungo l’intero arco di stagione. Ho avuto un livello alto di rendimento. Se potessi mantenerlo o perfino alzarlo ancora un po', sarei super felice. Dopo la fine della scorsa stagione mi sono sentita molto stanca. Ho faticato parecchio ad assorbire le fatiche della scorsa stagione in primavera. Ma ora sono piuttosto fiduciosa sul mio livello attuale negli allenamenti ed anche nel recuperare le fatiche».


Ma se dovesse scegliere un solo obiettivo per la prossima stagione, fra la terza consecutiva medaglia d’oro nell’individuale ad Anterselva o la prima overall di Coppa del Mondo, quale sceglierebbe?
«Se io fossi costretta a sceglierne solo uno, mi piacerebbe vincere la Sfera di cristallo, perché nella generale tu devi essere la migliore lungo l’intera stagione, non solo per un giorno».

Qual è il suo pensiero sul fatto che i biglietti per i Mondiali di Anterselva andranno presto esauriti, mentre nelle gare europee di sci di fondo non c'è molta richiesta?
«Penso sia fantastico che Anterselva 2020 sia già sold-out. E’ grandioso! Mentre noi tutti sappiamo bene che lo sci di fondo stia parecchio faticando in questo periodo, forse non qui in Svezia o nei paesi nordici ma nell’ Europa centrale l’interesse è molto più basso. Lo sci di fondo avrà le proprie sfide nel futuro, invece il biathlon è uno sport che fa battere davvero i cuori agli appassionati».

Considera la gara individuale come la “sua gara“ ora o quella che più aspetta durante la stagione?
«Certamente ho un feeling speciale con l’individuale. Non ne disputiamo molte durante una stagione. Ma per me, quando sono sulla linea di partenza, non importa più di tanto se e’ una sprint, una mass o un‘individuale. Io so che ho buone possibilità in ogni format. Ogni gara ha le sue sfide ed i suoi motivi di interesse. Tu devi prendere il meglio da ogni competizione e personalmente mi piacciono tutte le gare di biathlon che abbiamo in calendario».


Ha una speciale routine o scaramanzia prima di affrontare ogni gara?
«Non credo sia nulla di così speciale: provo sempre a cambiarmi le calze fra l’azzeramento, il riscaldamento e prima di iniziare una gara. Ma solo perché sono spesso umide e io non voglio averle così in gara. Niente di scaramantico tutto sommato».

Dopo aver vinto il “Bragdguldet” e il “Jerringspriset” nel 2018 , il “Victoriapriset” lo scorso maggio (Premi come miglior sportivo dell’anno assegnato da giornali, pubblico e radio svedesi, ndr) ambisce ora al Premio Nobel?
«Haha. No . Penso che il Nobel sia fuori dalle mie possibilità per ora. Avrei bisogno di studiare ancora per molti anni per raggiungerlo».


Ok. Nobel a parte, vi è comunque ancora un riconoscimento o un premio che vorresti vincere in relazione o no col biathlon?
«Io penso di aver già raggiunto la maggior parte dei premi qui in Svezia. E questi tre sono tutti molto importanti qui da noi. Sono molto orgogliosa di questi tre importanti premi ma anche un po sorpresa di averli sul mio comodino in così breve tempo. Penso che essi siano i tre premi più importanti di Svezia».

Paolo Romanò

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