Biathlon | 30 settembre 2019

Biathlon - Montello a Fondoitalia: "Mi sento più sicuro al tiro, ma mi serve continuità"

L'azzurro ha fatto il punto della situazione sulla preparazione estiva, ha parlato delle buone gare estive, di un gruppo molto diverso con Windisch e i giovani, ma anche degli allenamenti con Lisa Vittozzi

Biathlon - Montello a Fondoitalia: "Mi sento più sicuro al tiro, ma mi serve continuità"

Ha appena raggiunto Oberhof, dove nei prossimi dieci giorni sarà impegnato con i compagni della Squadra A in un raduno, dove gli azzurri utilizzeranno anche il tunnel della località tedesca.

In estate Giuseppe Montello sta lavorando molto duramente con gli allenatori Klaus Höllrigl e Nicola Pozzi, per crescere sugli sci e trovare soprattutto stabilità al tiro. Le sue buone prestazione ai Campionati Italiani di biathlon estivo della Val Martello e quelli tedeschi di Ruhpolding gli hanno messo tanta fiducia, facendogli capire di aver imboccato la strada giusta.

Di questo abbiamo parlato con il ventiseienne di Forni Avoltri, che ci ha anche raccontato degli allenamenti divertenti ma duri, svolti in estate con Lisa Vittozzi.

Ciao Giuseppe. Avete appena raggiunto Oberhof dove finalmente tornerete a mettere gli sci ai piedi.
«Si, ritorneremo a contatto con gli sci nel tunnel di Oberhof, dove sarà possibile anche sparare e lavorare al meglio. Non mettiamo gli sci ai piedi dal raduno svolto sul ghiacciaio di Ramsau a maggio. Gli allenatori ci tengono a non lasciarci troppo tempo senza sciare, così andiamo un po’ a cercarla in questo periodo per non perdere la confidenza con gli sci».

Come sta procedendo la tua preparazione? Ti senti in buone condizioni?
«Mi sento molto bene, anche se ovviamente sono un po’ affaticato per i carichi di lavoro. Anche le gare sono andate piuttosto bene, nonostante non fossi brillantissimo, come è normale che sia in questo periodo. Sono molto contento, perché al tiro stiamo lavorando su molti aspetti e già in queste gare estive sono riuscito a portare in gara quanto fatto in allenamento. Certo, sono consapevole che c’è ancora molto da fare, ma ho intrapreso la strada giusta».

In particolare su cosa stai lavorando?
«Puntiamo a trovare una maggiore continuità, senza gli alti e bassi del passato. Poi ovviamente può sempre capitare la serie balorda, ma devo riuscire a far crescere le percentuali di base. Nelle gare estive ci sono riuscito»

Le belle prove in Val Martello e Ruhpolding ti hanno messo maggior fiducia e convinzione per affrontare la seconda parte della preparazione?
«Sicuramente. Quando le gare estive vanno bene, ti danno la conferma che la strada intrapresa con i tecnici è quella giusta. Al contrario significa che sei più indietro di quanto pensavi. Quindi in Val Martello e Ruhpolding ho avuto la conferma di aver fatto le cose per bene».

Rispetto alla passata stagione ti senti più avanti?
«Probabilmente si, anche se è difficile da dire con certezza. Fino adesso abbiamo fatto un grande lavoro ma adesso dobbiamo finalizzarlo per l’inverno. Tutto dipenderà da come andranno i prossimi due mesi, l’ultima parte della preparazione e la rifinitura in vista delle prime gare. Sicuramente al tiro mi sento meglio rispetto allo scorso anno, sono più convinto nei miei mezzi. Speriamo di riportarlo in gara. Fisicamente oggi sto bene, ma la Coppa del Mondo è ancora lontana».

Rispetto alla passata stagione il gruppo è cambiato moltissimo. Ti stai allenando con il campione del mondo Windisch, ma anche con due giovani come Braunhofer e Cappellari.
«Questa squadra è molto variegata ma andiamo tutti d’accordo. I due giovani si sono inseriti bene, stanno anche portando un po’ di spensieratezza in più che è sempre utile. Poi ovviamente sono giovani, magari su alcuni aspetti sono ancora indietro e ci stanno lavorando, ma al tiro certamente non devo insegnargli nulla, anzi probabilmente devo quasi imparare da loro (ride, ndr). Hanno ancora diversi anni da sfruttare per crescere, ma sono due atleti validissimi ed averli qui è un bene per tutti. La presenza di Domi (Windisch, ndr), invece, mi ha dato grandi stimoli, perché ogni volta che faccio dei lavori, ho un confronto con un atleta che nelle giornate giuste è sicuramente nei dieci di Coppa del Mondo, ha vinto medaglie olimpiche ed è campione del mondo in carica. È importante potersi allenare e confrontarsi quotidianamente con un atleta del genere, perché ti permette di capire a che punto sei e quanto ti manca dalle posizioni di vertice della Coppa del Mondo».

A proposito di vertici della Coppa del Mondo. Quando sei a casa ti alleni spesso insieme a Lisa Vittozzi; com’è allenarsi con lei? Come l’hai trovata?
«Lisa migliora di anno in anno, ha una testa e una voglia incredibile, sa dove vuole arrivare e cosa deve fare per riuscirci. Quest’anno ha lavorato tanto sugli aspetti che le sono mancati nella passata stagione ed è sempre determinatissima. Mi trovo molto bene ad allenarmi con lei, siamo molto amici ed è piacevole condividere gli allenamenti quando è possibile farlo. Sai, quando mi alleno con lei al poligono è molto stimolante, anche perché è molto veloce al tiro, quindi devo concentrarmi tanto su di me per essere al suo passo e ciò mi dà una bella mano. Se ci sfidiamo? Si, spesso lo facciamo sparando in piedi sui bersagli piccoli a terra. Chi perde paga una penalità, mettendo a posto le cose di entrambi. Ovviamente tocca quasi sempre a me (ride, ndr)».  

Giorgio Capodaglio

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