Biathlon | 11 ottobre 2019

Biathlon - Beatrice Trabucchi verso la sua prima stagione Juniores: "Lavoro sulla velocità d'esecuzione al poligono"

La valdostana ha anche svelato una curiosità: "Se in allenamento commettiamo troppi errori al tiro, ci viene sequestrato per qualche ora il telefono; devo dire che non ci sta facendo male"

Biathlon - Beatrice Trabucchi verso la sua prima stagione Juniores: "Lavoro sulla velocità d'esecuzione al poligono"

Un episodio sfortunato ha rallentato la preparazione di Beatrice Trabucchi verso la sua prima stagione da Juniores. La valdostana del Centro Sportivo Esercito, classe 2000, ha subito una distorsione alla caviglia con interessamento dei legamenti, che l’ha costretta a saltare il raduno appena concluso ad Anterselva.

Niente di preoccupante, però, per Trabucchi, serena e molto determinata come sempre, decisa a migliorare nella velocità d’esecuzione al poligono e crescere anche sugli sci, dopo aver avuto già un primo assaggio della categoria Juniores nella passata stagione.

L’abbiamo raggiunta telefonicamente nella sua Valle d’Aosta, per fare con lei il punto della situazione sulla preparazione, parlare del nuovo gruppo Juniores e Giovani, ma anche di qualche nuova curiosa regola introdotta in squadra da Mirco Romanin, che consiste nel “sequestrare” per diverse ore lo smartphone a chi commette qualche errore di troppo al tiro, andando oltre un limite prestabilito che tiene conto delle capacità al poligono di ogni singolo atleta. Infine l’azzurra ha anche parlato di aspettative e obiettivi in vista della prossima stagione.

Ciao Beatrice. Innanzitutto come stai?
«Purtroppo ho subito una distorsione alla caviglia con interessamento dei legamenti, dopo aver appoggiato male il piede durante una corsa di allenamento in discesa. In ogni caso questo non mi ha impedito di allenarmi. Ho avuto le stampelle per un paio di giorni e successivamente un tutore, ma con Mirco Romanin ci siamo sentiti quotidianamente per un programma alternativo tra cyclette e palestra. Ancora non conosco con precisione i tempi di recupero, dipenderà molto da come mi sentirò, ma in ogni caso non è nulla di grave».  

Ti sei spaventata?
«Sinceramente no, anche perché dopo la corsa avevo pensato a una semplice storta. Una volta a casa, la caviglia ha iniziato a gonfiarsi e a farmi male, però ero convinta che avrei partecipato al raduno. Poi sono andata a fare un’ecografia e i medici mi hanno sconsigliato di andare».

Prima di subire questo lieve infortunio, come stava procedendo la preparazione?
«Bene. Abbiamo fatto tanti raduni e diversi test, nei quali ho ottenuto dei risultati molto positivi. È un bel gruppo e anche con i nuovi arrivati ci troviamo bene».  

Il gruppo femminile è quest’anno arricchito anche dalla presenza delle due giovani Hanna Auchentaller e Linda Zingerle. Che impressione ti hanno fatto?
«Sicuramente non hanno nulla in meno di noi, sono molto forti. Linda nei test sugli skiroll è stata molto competitiva e anche Hanna ha delle grandi qualità. La loro presenza è uno stimolo in più quando facciamo questi test, perché avere una giovane dietro di te, che spinge per emergere, ti porta a dare qualcosa in più per non farti superare».

Il vostro gruppo è molto variegato, se si considera che è presente anche Samuela Comola, classe 1998.
«Samuela è un punto di riferimento al tiro per me. Lei spara molto bene e fortunatamente, abitando piuttosto vicine, possiamo allenarci spesso insieme. Ci stiamo stimolando a vicenda, in quanto entrambe vogliamo crescere nella velocità di esecuzione al poligono, così ci sfidiamo in allenamento proprio per velocizzare. La competizione è importante, quindi è sempre utile avere un’altra atleta con cui confrontarsi».

La prossima stagione sarà per te la prima da Juniores; quali sono i tuoi obiettivi al primo anno nella categoria?
«Non so cosa aspettarmi, anche perché nelle gare Italiane tornerò pure ad affrontare Irene Lardschneider, che è un’atleta molto competitiva. Spero di fare una bella stagione, in particolare qualificarmi ai Mondiali di categoria e fare bene lì. Mi piacerebbe poi riuscire a qualificarmi per il più alto numero possibile di gare internazionali, perché credo sia in quelle occasioni che si migliora e si cresce tanto di livello. In ogni caso cercherò di fare il meglio possibile».

Lo scorso anno hai avuto un assaggio della categoria Juniores partecipando agli Europei. Che impressioni hai avuto?
«Il livello era molto alto. Avevo notato di essere indietro rispetto alle altre soprattutto nello shooting time, dove avevo il novantesimo tempo, così come sugli sci dove avevo capito di dover lavorare ancora molto».

Quindi su questi particolari ti sei concentrata nel corso dell’estate?
«Abbiamo fatto molti lavori di intensità con Mirco e lavorato tanto anche sulla tecnica di sciata. Inoltre ho curato in modo particolare il tiro, quest’anno sono passata a un respiro prima del tiro anziché due come in passato. In ogni caso sono migliorata nella velocità».

A proposito, raccontaci un po’ della nuova regola introdotta dallo staff tecnico, che vi sequestra il telefono se mancate troppi bersagli in allenamento; quante volte ti è stato tolto?
«Diciamo che sono più le volte nelle quali sono rimasta senza telefono, che quelle in cui l’ho avuto a disposizione (ride, ndr). Ognuno ha un limite di errore diverso, il mio è di cinque su cento, oltre quello mi viene sequestrato il telefono. Diciamo che ho subito avvertito amici e parenti, facendogli presente che se non rispondo durante il raduno, probabilmente è a causa di qualche errore di troppo al tiro. Devo dire la verità, alla fine questa nuova regola mi piace, perché senza telefono ci concentriamo su altre cose più importanti, come il puntamento e lo stretching. Quasi ogni giorno c’è qualcuno senza telefono, a volte anche quattro o cinque di noi. In ogni caso non credo ci faccia male stare qualche ora lontano dallo smartphone».

A giugno all’Italia sono state assegnate le Olimpiadi del 2026; la possibilità di partecipare a un’Olimpiade casalinga è uno stimolo in più?
«Sicuramente sogno di andarci come tutti i miei compagni. Questo evento è però ancora molto lontano, quindi mi concentrerò sul presente e cercherò di fare il mio meglio, poi vedremo cosa sarà».

Giorgio Capodaglio

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