Sci di fondo | 14 ottobre 2019

La sprinter Sundling vuole allungare i propri orizzonti: "Mi alleno per essere una fondista completa; nel 2020 focus anche sulle distance"

Fondoitalia.it ha incontrato la fondista svedese Jonna Sundling che ci ha raccontato come ha vissuto la delusione della sprint Mondiale ed i suoi propositi nel voler essere protagonista anche nelle gare distance.

Romaniemi OY

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Dopo aver ottenuto la prima vittoria in carriera nella sprint a skating di Lillehammer all'inizio della passata stagione, Jonna Sundling aveva parecchie aspettative di poter ottenere una medaglia durante gli scorsi Mondiali di Seefeld.

Non aveva disputato il Tour de Ski per essere al massimo della forma nella sprint iridata in Tirolo che si disputava nella tecnica a lei più congeniale, lo skating.

Il giorno della sprint, dopo una regolare qualificazione, tutto stava procedendo al meglio per le nativa della piccola cittadina di Tvåralund, dopo aver superato senza problemi i quarti di finale e la semifinale. Invece nella finale, a trecento metri dal traguardo un banale contatto con la connazionale Dahlqvist le ha provocato la rottura del bastoncino e la fine dei sogni di medaglia.

Jonna, assieme alle compagne di squadra Stina Nilsson e Maja Dahlqvist, era in quell’attimo fatale nella scia della norvegese Maiken Caspersen Falla che si sarebbe poi involata in solitario sul rettilineo finale. Sundling ancora ripensa a quell’episodio di Seefeld durante la preparazione estiva che sta effettuando coi nuovi coach della nazionale “ trekroner “: «L’episodio con Maja nella sprint di Seefeld è stato un attimo. Certo, a volte ci penso ancora. Il rimpianto mi è rimasto. Quando sono caduta ero seconda dietro Falla a due sole curve dal traguardo e quel giorno io mi sentivo molto bene. Se potessi tornare indietro, io certamente cambierei il risultato finale ma ora voglio andare avanti e voglio dimenticarlo».

La fondista scandinava, nonostante la delusione patita lo scorso Febbraio, dopo il consueto periodo di vacanze avuto ad Aprile, già dal primo raduno di Torsby si è sentita più motivata che mai nell’affrontare la nuova stagione nella quale dovrà riconfermarsi nelle posizioni di vertice della disciplina: «Certamente quell’incidente mi dà molta motivazione e voglia di riscatto nella stagione che inizierà a fine Novembre. Per questo sto lavorando molto duramente con il mio allenatore. La sfortunata finale di Seefeld sarà per me una spinta in più per cercare di vincere di nuovo». 

Vittoria che la ventiquattrenne del Västerbotten, è riuscita a centrare per la prima volta in carriera a Lillehammer nel Dicembre scorso in una stagione che l’ha vista ad alto livello e finalmente in salute lungo l’intera annata visti gli altri due podi raggiunti nella sprint di Dresda a Gennaio e nelle finali di Quebec City a fine Marzo. Jonna vuole tracciare un bilancio della sua passata stagione: «Sono completamente soddisfatta della scorsa annata. Ho fatto dei buoni miglioramenti lungo il corso della stagione e ottenuto la mia prima vittoria in Coppa del Mondo. La selezione per i miei primi Mondiali da senior mi ha ripagata degli sforzi fatti. Inoltre dopo due/tre stagioni con numerosi problemi fisici, lo scorso inverno sono sempre rimasta in buona salute fatto salvo per una piccola influenza patita a metà Gennaio».

Se la passata stagione è stata per “Jonnis” quella del breakthrough a livello senior nelle sprint, nella prossima, oltre a confermarsi come fondista molto veloce, lei vorrebbe alzare l’asticella e fare un ulteriore step anche nelle gare distance. Già due stagioni or sono nei Nazionali di Skellefteå nei format dai 10km in su il gap da Kalla e Andersson è risultato piuttosto limitato e lo stesso è accaduto nelle Finali canadesi concludendo il miniTour in sesta piazza non lontana da Stina Nilsson e Therese Johaug.

Con la consueta disponibilità e grande serenità interiore che da sempre la contraddistingue, Jonna ci spiega di persona durante il raduno estivo avuto a Sollefteå questo suo progetto di voler essere ora una fondista completa e non più solo una sprinter: «Le mie caratteristiche sono quelle di sprinter, le gare veloci sono sempre state dentro di me, anche se da Junior ho ottenuto dei buoni risultati in alcune gare long distance. In particolare ricordo lo skiathlon nei Mondiali Junior in Val di Fiemme 2014. Se dopo il cambio sci non avessi rotto il bastoncino ed essere stata costretta a tornare indietro dal mio coach per sostituirlo, avrei potuto già ottenere una medaglia in gare dai 10 km in su. Certo le sprint sono gare naturali per le mie caratteristiche ma voglio migliorami anche come all-rounder. Inoltre nella prossima stagione vorrei disputare il Tour de Ski per la prima volta in carriera e mi piacerebbe concluderlo nel modo migliore».

Ma in quale aspetto sta maggiormente lavorando durante questa preparazione estiva ?

“Voglio essere una fondista migliore in tutti gli aspetti. Sto lavorando molto durante questa nostra preparazione estiva. Voglio fare bene in tutte le situazioni, sia nelle sprint che sono il mio habitat, ma allo stesso tempo voglio fare ulteriori passi avanti anche nelle gare distance, cosa che è già successa in Quebec e nei campionati svedesi a Gällivare la scorsa primavera».

La scorsa stagione tutte le ragazze svedesi hanno avuto un anno fantastico, dalle sprinter  alle all-rounder. Altre promettenti giovani ragazze svedesi stanno arrivando nelle posizioni di vertice. Qual è la ragione di questo salto di qualità delle fondiste svedesi? È ora la Svezia la nuova potenza del fondo femminile?

«Noi ragazze svedesi ci spingiamo l’un l’altra durante gli allenamenti e nei test interni. Siamo tutte molto amiche. I risultati ottenuti da Kalla e Haag, che hanno aperto la strada in passato, ha dato una grande spinta e nuove motivazioni a noi giovani. Ma al momento non posso dire che saremo forti e dominanti come la Norvegia in passato. Solo il futuro potrà esprimere questo giudizio».

Qual è il suo consiglio per la FIS al fine di aumentare l'interesse mondiale per lo sci di fondo ?

«Io credo che la FIS dovrebbe in primo luogo incrementare l’immagine di noi atleti durante l’inverno, evidenziando i nostri sforzi. Ma dovrebbe anche dare più visibilità agli atleti durante l’estate, magari facendo più gare su roller-ski nei grandi centri. Sarebbe una buona cosa per il fondo mettere in luce noi atleti per come siamo realmente».

C'è invece qualche aspetto nello sci di fondo che non ha la sua approvazione? Qual è secondo lei la parte negativa nella sua disciplina invernale ?

«Sicuramente sciare con delle difficili condizioni meteo non ti dà molta motivazione, in particolare fare gare con molto vento. Anche lo sciare a volte con poca neve attorno a noi non è il massimo dal punto di vista scenico e spettacolare. Ma è anche un po' parte del gioco considerando ciò che il global warming sta causando negli ultimi anni».

Praticando sci di fondo ad alti livelli, si considera una persona privilegiata ora?

«Mi piace parecchio ciò che faccio giorno per giorno come atleta di livello nello sci di fondo. Fare sci di fondo è il massimo per me. Quando ero giovane non pensavo che lo sci sarebbe stata la mia occupazione dopo la scuola. Mi piace tantissimo ciò che faccio adesso nella mia vita, ed ogni giorno questo mio piacere aumenta sempre di più».

Ha messo il suo impegno ed energia nell'organizzazione Svedese "INTE ENSAM ALDRIG GLÖMD"(vedi collegamento) che sta aiutando le vittime di abusi sessuali, soprattutto in età giovanile. Potreste dirci qualcosa di più al riguardo?

«Un mio amico in passato è stato vittima di questa spiacevole situazione. Cosi mi ha chiesto se volevo unirmi a loro e sensibilizzare questa campagna. E’ una causa a cui tengo parecchio ed ho fatto questo con molto piacere. Inoltre loro fanno un enorme servizio per aiutare chi ha vissuto questa terribile questione».

Paolo Romanò

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