Calendario | 22 dicembre 2019

Biathlon: SuperBø e la leggerezza di Tiril Eckhoff in una domenica da dominatori

"Ho provato ad ispirarmi a Johannes" ha confessato Tiril Eckhoff al termine della mass start dominata, per il quarto successo consecutivo. E da record è stata anche la vittoria di un "superbo" Johannes Bø che cerca di glissare sui programmi di gennaio

Tiril Eckhoff e la dedica a Patrick Oberegger - Foto IBU

Tiril Eckhoff e la dedica a Patrick Oberegger - Foto IBU

Su una neve così difficile, era fondamentale avere sci performanti ai piedi. E non è un caso se entrambi i dominatori di giornata hanno voluto subito esaltare i tecnici norvegesi. Parole divese, ma concetti similari per Johannes Bø e per Tiril Eckhoff, dominatori senza avversari della mass start di Annecy - Le Grand Bornard, ultimo atto agonistico di Coppa del Mondo del 2019.

"Avevamo sci... irreali" è stato il commento di Eckhoff. "I migliori sci possibili e del lotto", la sottolineatura di Bø. E si è visto, in pista.

"Per prima cosa mi sento di dover ringraziare i nostri tecnici, hanno fatto un lavoro incredibile in questi tre giorni - ha proseguito la ventinovenne di Oslo - e confesso che oggi ho trovato la neve peggiore della mia vita. E' stata una gara dura, durissima e nel giro finale ho urlato ai miei allenatori che volevo andarmene subito a casa". Scherza, Tiril Eckhoff. E ne ha ben donde: da oltre una settimana, per lei c'è spazio solo per le vittorie. Quattro individuali consecutive, precedute dal trionfo della staffetta di Hochfilzen. Una condizione psico-fisica mai raggiunta prima dalla bionda vichinga.

"Forse l'infortunio in preparazione ha inciso più di quanto mi aspettassi. La caduta sugli skiroll ed il forte trauma all'anca mi ha costretta ad una lunga serie di lavori alla macchina. Forse è per questo che oggi sono così forte". 

Ma la condizione fisica è solo un aspetto che permette oggi a Tiril Eckhoff di volare: dieci giorni fa vantava 6 vittorie in carriera, oggi è arrivata in doppia cifra risultando la seconda atleta in attività con il maggior numero di successi, preceduta solo da Kaisa Mäkäräinen. E' al poligono che Tiril si sta rivelando in una nuova dimensione ("sta andando bene, ma nel biathlon non si sa mai cosa ci aspetta") e non è un caso se ieri, al termine dell'inseguimento, la prima dedica è andata al tecnico italiano Patrick Oberegger che da un anno e mezzo sta lavorando con il team Norge. Un gesto semplice, un dito puntato verso di lui con tanto di sorriso, a dire "Grazie, Patrick".

E avrà modo di lavorarci su anche nei prossimi giorni, Tiril, visto che "trascorreremo il Natale ad Anterselva, per allenarci ancora. La stagione è ancora lunga".

Ma prima di dare appuntamento al 2020, Tiril Eckhoff ha voluto anche spendere due parole sul compagno di squadra Johannes Bø. "Vederlo gareggiare così mi ha letteralmente ispirata. Ha fatto qualcosa di incredibile, di diverso. E mi sono detta (e lo dice ridendo, nda) che avrei potuto fare anche io qualcosa di simile: è andata davvero bene".

Ed allora eccolo, Johannes Bø, il più vincente di sempre in un anno solare, salito a quota 43 perle. "Avevo gli sci migliori di tutti, la condizione è buona: poter disporre di materiali così performanti ti consente di risparmiare energie e ho potuto gestirmi al meglio. In ogni caso è stata una gara dura, ma un grande successo".

E poi via, verso la Norvegia. E alla domanda su cosa farà in gennaio in attesa di diventare padre, il leader della Coppa del Mondo ha sorriso e nicchiato. "Di sicuro mi allenerò in vista dei Campionati del Mondo di Anterselva" ha risposto, senza sbottonarsi più di tanto. Lo rivedremo in gara prima di febbraio o questa interpretazione da grande dominatore è stato un arrivederci ad Anterselva?

Staremo a vedere.

Luca Perenzoni

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