Sci di fondo | 07 gennaio 2020

Confermata la frattura alla costola per Stina Nilsson: "sei settimane di stop ma potrebbe decidere di tornare nella prossima stagione"

L'atleta: "Avevo dolore ma ho sottovalutato il problema"; il medico della nazionale svedese: "Per recuperare servono sei settimane, ma potrebbe anche terminare qui la stagione se volesse puntare tutto sulla prossima stagione"

Confermata la frattura alla costola per Stina Nilsson: "sei settimane di stop ma potrebbe decidere di tornare nella prossima stagione"

L’avevamo scritto quattro giorni fa, riportando l’ottima anticipazione giornalistica del portale svedese Aftonbladet, ora è arrivata l’ufficialità: Stina Nilsson ha una frattura da stress alle costole che la costringerà a stare ferma almeno sei settimane (anche sui tempi di recupero il sito svedese era stato preciso, scrivendo da uno a due mesi).

La svedese, però, potrebbe addirittura decidere di non rientrare e concentrarsi subito sulla prossima stagione, nella quale sogna di vincere quell’oro mondiale individuale che ancora le manca. «Il tempo di guarigione è di sei settimane – ha affermato Magnus Oscarsson, medico della nazionale svedese, all’Expressenma non si può dire quando deciderà di tornare alle gare, perché sicuramente non si presenterà al cancelletto di partenza per arrivare tra le prime dieci, lei vuole salire sul podio. In questo periodo dovrà adattare l’allenamento a questo problema, non potrà allenare la parte superiore del corpo come desidera in questo periodo. Potrebbe però essere in pericolo l’intera stagione. Dipenderà da lei, se vuole scommettere tutto sui prossimi Mondiali oppure ottenere risultati già quest’anno».

Ovviamente molto dispiaciuta Stina Nilsson, che però ha lanciato anche un segnale importante alle sue colleghe, raccontando come sono andate le cose. «Da tempo sentivo dolore alle costole - ha affermato nel comunicato apparso nel comunicato diffuso dalla nazionale svedese - ma non ho capito appieno questi segnali. Fa parte della vita quotidiana di uno sciatore sentire a volte un po’ di dolore. Dopo la tappa di Planica, però, il dolore è aumentato. Speravo di completare il Tour de Ski, ma a Lenzerheide ho capito che era impossibile andare avanti. Questa lesione è conseguenza dell’allenarsi duramente in estate e in autunno, senza ascoltare i segnali di dolore del corso. È positivo aver saputo qual è la causa dei miei problemi e iniziare ora ad affrontarla, guarire e non sentire più dolore».

Giorgio Capodaglio

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