Salto | 09 gennaio 2020

La Coppa del Mondo di salto in Val di Fiemme, Sandro Pertile: "Per me sarà un weekend emozionante"

Per l'ultima volta Pertile sarà direttore di gara dell'evento fiemmese, ruolo che ricopre dal 1997: "Abbiamo aspettative molto alte, sul trampolino piccolo ci saranno equilibrio e gare di altissimo livello»

Foto Becchis

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La Val di Fiemme non si ferma e dopo il Tour de Ski di fondo si appresta a ospitare anche la Coppa del Mondo di salto e combinata nordica. Protagonista sarà Predazzo con il suo trampolino piccolo HS104, chiamato a sostituire per l’occasione quello grande HS134 a causa di problemi avuti con la neve nei giorni scorsi.

La tre giorni della Coppa del Mondo di salto a Predazzo sarà particolarmente emozionante per Sandro Pertile, che sarà direttore di gara per l’ultima volta dopo 23 anni, dal momento che il prossimo anno sostituirà Walter Hofer nel ruolo di direttore della Coppa del Mondo. Con lui abbiamo parlato alla vigilia del grande evento fiemmese, che ha in programma la qualificazione alla gara venerdì alle 18.00, seguita dalle due gare il sabato (16.00) e la domenica (16.30).

Buongiorno Pertile. Manca poco al via della tappa fiemmese: a che punto siamo?
«La situazione è molto positiva, ieri abbiamo proceduto con gli ultimi allestimenti. Tutto sta andando nella direzione giusta e sono anche annunciate delle condizioni meteo positive, è previsto anche cielo sereno e temperature ideali. Insomma nonostante fosse partito tutto sotto auspici ben diversi, a causa dei problemi che ci hanno costretto a cambiare trampolino, siamo riusciti a fare un grande lavoro. Abbiamo delle aspettative alte».

Il pubblico come sta rispondendo?
«I biglietti speciali venduti in prevendita hanno avuto delle richieste superiori rispetto allo scorso anno, quando già avevamo fatto degli ottimi numero. Ci aspettiamo quindi uno stadio molto vivo, che renderà l’evento ancora più emozionante. Il pubblico si divertirà. Saranno delle gare di altissimo livello, anche perché ci saranno tutti i migliori».

Ci descriva il suo lavoro da direttore di gara, che per altro svolgerà per l’ultima volta.
«Per me sarà un weekend speciale dal punto di vista emotivo. Ho avuto per la prima volta questo ruolo nel ’97 e sarà emozionante farlo per l’ultima volta. Allora mai mi sarei aspettato di essere ancora qui ventitre anni dopo e di lasciare per diventare direttore della Coppa del Mondo. Per quanto riguarda il mio lavoro, sono uno dei tre membri di giuria, rappresento il comitato organizzatore all’interno della competizione. Prima della gara dovrò verificare che siano garantiti i parametri di sicurezza e il trampolino sia stato preparato bene, per poter così permettere il regolare svolgimento della competizione. Inoltre, noi tre membri di giuria decidiamo anche la stanga di partenza e dobbiamo controllare che tutti gli atleti rispettino le normative internazionali. Ovviamente decidiamo se una gara va fermata o se bisogna cambiare la stanga di partenza. Si decide a maggioranza tra me e gli altri due giudici, provenienti da Finlandia e Austria».

Dal punto di vista sportivo che gare saranno?
«Apertissime, un grande spettacolo. Sul trampolino piccolo mi aspetto una battaglia più serrata, può succedere di tutto perché gli atleti saranno lì in un fazzoletto. Su questo tipo di trampolino gli atleti più attesi sono proprio Kubacki e Schlierenzauer, chi è in condizione salta bene ovunque. Il polacco è in grandissima forma, a Bischofshofen».

Ha seguito tutto il Torneo dei Quattro Trampolini al fianco di Walter Hofer: com’è andata?
«È stato un torneo straordinario grazie ai risultati agonistici, perché siamo arrivati all’inizio dell’ultima gara con quattro atleti in grado di vincere. Anche le condizioni meteorologiche ci hanno aiutato, le gare sono state abbastanza regolari, abbiamo avuto qualche problema solo a Innsbruck. Nel complesso è stato proprio un bel torneo, con ascolti mediatici molto alti. Ho visto Hofer emozionato, ma lo ero anch’io perché mi sono reso ben conto dell’importanza mediatica dell’evento e ho pensato che il prossimo anno sarò io a ricoprire quel ruolo. Si respira un’aria di storia e tradizione, con stadi sempre pieni».

Una bella responsabilità per la Val di Fiemme arrivare dopo questo Torneo.
«Penso che saremo all’altezza, perché qui gli atleti vengono sempre volentieri. Saranno delle gare straordinarie e chi verrà qui si godrà lo spettacolo»

Giorgio Capodaglio

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