Biathlon | 11 gennaio 2020

Biathlon - Anche senza i fratelli Bø è sempre Norvegia; che spavento per Windisch!

Successo dei norvegesi, che si sono imposti in volata sulla Francia nonostante le assenze; terzo posto per la Germania, mentre la gara dell'Italia è condizionata da una pericolosa caduta di Windisch

Biathlon - Anche senza i fratelli Bø è sempre Norvegia; che spavento per Windisch!

Non si ferma la serie di vittorie consecutive della Norvegia nella staffetta maschile. Da Oberhof a Oberhof, questa volta la località tedesca è espugnata dai norvegesi, che lo scorso anno erano stati battuti dalla Russia, prima di iniziare una serie di successi che sembra interminabile. Una vittoria sorprendente viste le contemporanee assenze dei due big della squadra, i fratelli Johannes e Tarjei Bø. Un successo figlio di una gara condotta in testa dall’inizio quasi fino alla fine, perché all’ultimo poligono in piedi Christiansen ha girato ed è stato sorpassato da Fillon Maillet. Il norvegese però non ha mollato, è andato a tutta sugli sci, ha presto riagganciato il francese per poi stamparlo in volata.

Alle spalle di questa immensa Norvegia c’è la Francia, grande favorita della vigilia avendo un quartetto con Jacquelin, Fourcade, Desthieux e Fillon-Maillet, che sulla carta avrebbe i mezzi per mettere in difficoltà anche la Norvegia dei titolari. Eppure la Francia ancora una volta non è riuscita a vincere e deve aspettare per interrompere una maledizione che va avanti dalla gara preolimpica di PyeongChang nel 2017. A rovinare la gara dei francesi è stata la brutta prestazione al tiro di Jacquelin e una forma non eccelsa di Desthieux. Sul terzo gradino del podio una combattiva Germania, che avrebbe anche potuto lottare per il successo se Doll fosse riuscito a restare con Fillon Maillet all’ultimo poligono.

La staffetta italiana ha vissuto invece una giornata da incubo, a causa di una brutta caduta occorsa a Windisch al suo primo giro. L’azzurro ha corso un brutto rischio su un tracciato che sta dimostrando di non essere in grado oggi di ospitare la Coppa del Mondo. Arrivato largo in curva, infatti, il campione del mondo è finito fuori pista, rischiando addirittura di sbattere contro un palo, finendo fortunatamente soltanto su un tabellone pubblicitario senza riportare delle gravi conseguenze fisiche, ma buttando una gara che stava promettendo bene vista l’ottima prima frazione di Bormolini. Va sottolineato che in tanti hanno rischiato di cadere in quel punto del percorso e sicuramente andranno fatte delle valutazioni, anche perché, come dimostra quanto affermato da Fourcade ieri, gli atleti sono giustamente scontenti. 

LA CRONACA
Come scontato arrivano tutti in gruppo al primo poligono. Birkeland è il più veloce nella prima serie di tiro, coprendo i cinque bersagli in tempo record e uscendo in testa davanti a Sappala e Tyshchenko. Bormolini usa una ricarica ma è ottimo sesto a 9” insieme Jacquelin, anch’egli con un errore. La Russia regge con Khalili, mentre la Germania va subito in difficoltà con Horn che si salva almeno dal giro di penalità ma perde 38”. I ritmi sono bassi, così da dietro recuperano e si forma un gruppo di testa con dodici atleti. Ne approfitta anche il tedesco, che recupera una decina di secondi. Al secondo poligono Birkeland è ancora veloce e preciso, uscendo con 5” di vantaggio sul sorprendente romeno Buta, un fantastico Bormolini e il bielorusso Smolski. Horn non sbaglia e resta a 25”, mentre crolla la Francia con Jacquelin che rimedia addirittura due giri di penalità. Nell’ultimo giro il livignasco lotta come un leone consentendo all’Italia di cambiare insieme a Norvegia e Bielorussia. A 10” c’è una sorprendente Cina dell’ottimo Cheng, quindi a 20” un gruppo di otto squadre che comprende anche il tedesco Horn, il russo Khalili e lo svedese Femling. La gara di Fourcade inizia a 1’16” dalla tedsta.

La staffetta dell’Italia finisce purtroppo a terra al via della seconda frazione quando Windisch prende troppo larga una curva, finisce addirittura fuori pista, sbattendo contro un tabellone pubblicitario e perdendo tanto tempo prima di ripartire. Il tracciato tedesco si conferma ostico e al limite, perché l’azzurro ha rischiato anche di farsi molto male, sfiorando di un soffio un palo a bordopista. Windisch è scosso ma non si spaventa e cerca di andare a tutta sugli sci, arrivando al poligono in 12ª posizione.

In testa ci sono Bocharnikov e Bjoentegaard. Il bielorusso non sbaglia e se ne va via in testa con 13” sul norvegese, che utilizza due ricariche. A lui si riavvicinano il russo Garanichev e il tedesco Kühn, perfetti al tiro e a 21” dalla testa. Nelle retrovie Fourcade è bravissimo nella prima serie e recupera al 15° posto. Windisch fatica a ritrovare la concentrazione dopo lo sfortunato episodio precedente gira ed è 22°. Il bielorusso non sbaglia nemmeno nella seconda serie, mantenendo 14” su Bjoentegaard, mentre Garanichev è a 40” con il ceco Krcmar. Splendido Fourcade che addirittura, senza utilizzare ricariche, riesce a far risalire la Francia al 5° posto, mentre la Germania crolla con Kühn, costretto a girare. Windisch utilizza solo una ricarica ed è 20°. Nell’ultimo giro Bjoentegaard va a tutta, recupera su Bocharnikov e la Norvegia cambia in testa con la Bielorussia. Terza è la Repubblica Ceca grazie a Krcmar che è a 30” davanti alla Russia a 34”. Fourcade chiude la sua frazione quinto a 51” in coppia con il tedesco Kühn autore di una grande prestazione sugli sci. Windisch è 20° a 2’32” al termine di una frazione per lui maledetta, ma che almeno non gli ha provocato problemi fisici.

In terza frazione Yaliotnau cerca di tenere contatto con Dale, ma al poligono il norvegese fa la differenza, mostra un’invidiabile maturità per un ragazzo così giovane, non sbaglia e se ne va con un vantaggio di 26” sul bielorusso costretto a utilizzare le tre ricariche. A 43” di distacco il ceco Stvrtecky che utilizza una ricarica, mentre Desthieux si riaggancia al russo Porshnev senza sbagliare. Due bersagli mancati da Peiffer, che esce con 1’14”. Nelle retrovie Saverio Zini è 20° dopo due ricariche spese. Dale si presenta alla serie in piedi con un margine di vantaggio di 35”, mentre il ceco è terzo a 51”. Desthieux invece perde da Porshnev, viene staccato e ripreso da Peiffer. Al poligono Dale però va in difficoltà ed è costretto addirittura a girare. Il bielorusso non ne approfitta, usa le tre ricariche e viene ripreso da Desthieux. La Francia torna così in gioco per la vittoria ed è a 29” dalla testa. Peiffer e Porshnev rischiano, ma si salvano, così Germania e Russia sono circa a 38”. Crolla invece la Repubblica Ceca con Stvrtecky, che gira addirittura tre volte. In difficoltà anche Saverio Zini, che rimedia un giro di penalità e porta l’Italia al 22° posto a 3’20”. All’ultimo cambio si arriva così con la Norvegia in testa, seguita dalla Germania di un ottimo Peiffer a 31” con la Bielorussia, mentre uno Desthieux in difficoltà fisiche è a 36”. Quinta la Russia a 48”. L’Italia è sempre 22ª a 3’50”.

Christiansen arriva solitario al primo poligono ed è in controllo, riuscendo a non utilizzare ricariche e mantenere 31” di vantaggio su Doll e Fillon Maillet. Bene anche il russo Latypov quanto a 1’03” in compagnia del bielorusso Labastau. Nelle retrovie Chenal usa una sola ricarica ed è 21°. Christiansen ha una grande condizione fisica e sugli sci va ad altissima velocità, così si presenta al poligono con un margine di 37” su Fillon Maillet e Doll. Il vento soffia forte, la pressione è alta, Christiansen deve utilizzare le ricariche ma sbaglia e gira. Fillon Maillet accelera, usa una ricarica ed esce dal poligono clamorosamente in testa con 7” di vantaggio su Christiansen. Anche Doll sbaglia ed è costretto a girare, ma tiene il terzo posto. Il norvegese però non molla e recupera immediatamente su Fillon Maillet. Il finale del giro è emozionante, i due si giocano la vittoria in volata, dove Christiansen distrugge il francese regalando alla Norvegia la sesta vittoria consecutiva in staffetta. La Francia deve accontentarsi di un ottimo secondo posto e la Germania del terzo. Ottima quarta la Russia senza Loginov. L’Italia chiude 23ª con Chenal che addirittura gira quattro volte. Giornata nera.

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Giorgio Capodaglio

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