Biathlon | 12 gennaio 2020

Biathlon - Le emozioni di Linda Zingerle e Marco Barale dopo l'argento nella single mixed relay delle Olimpiadi Giovanili

Parola ai due azzurri, autori di una grande gara; Zingerle: "Sono contenta, è stata una bella esperienza alla mia prima single mixed relay"; Barale: "Un'emozione fantastica; all'ultimo poligono ho cercato di isolarmi"

Foto Olympic Informations System

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La domenica si è aperta con una bellissima notizia per il biathlon italiano, grazie allo splendido podio colto da Linda Zingerle e Marco Barale nella single mixed relay delle Olimpiadi Giovanili di Losanna. A Les Tuffes i due azzurri hanno combattuto dal primo all’ultimo poligono, non si sono scoraggiati di fronte alle difficoltà, fino a cogliere nel finale uno splendido secondo posto alle spalle della forte Francia di Richard e Garcia, sostenuta a bordopista dai tantissimi e rumorosissimi tifosi francesi. I due italiani hanno così ottenuto quello che è fin qui il miglior risultato del biathlon italiano alle Olimpiadi Giovanili.

Abbiamo contattato i due azzurri per farci descrivere le emozioni e raccontare la gara odierna. Ovviamente vi proponiamo le loro parole in ordine di frazione.

Linda Zingerle: «Sono molto contenta della mia gara, perché sugli sci mi sono comportata molto bene, mentre al poligono ho commesso qualche errore di troppo in piedi ma sono soddisfatta di come ho sparato a terra. È stata una gara un po’ complicata per me, perché dopo la partenza sono caduta in salita. Purtroppo partivamo a centro gruppo dove c’era veramente tanta confusione. Ho però seguito il consiglio dei nostri allenatori, che sabato ci avevano preparato a questo genere di situazioni, dicendoci di restare tranquilli in caso di caduta o problemi al tiro, perché questo genere di gare non si vincono già nel corso del primo giro o al primo tiro. Quindi in quel momento sono riuscita a mantenere la calma, ho pensato solo a restare tranquilla e fare la mia gara. Marco poi ha fatto molto bene, soprattutto è riuscito a utilizzare solo due ricariche nell’ultima serie in piedi, conquistando così il secondo posto. Sono stata molto contenta della sua prestazione, perché se avesse sbagliato non so se avremmo avuto la possibilità di salire sul podio. Personalmente è stata un’esperienza molto bella, anche perché è stata la mia prima single mixed relay, era tutto nuovo, avendo anche affrontato atlete straniere nate nel mio stesso anno. È bello vedere a che punto sono in questo momento, sugli sci mi sento molto bene anche confrontando le mie prestazioni a quelle delle altre, mentre al poligono devo lavorare ancora un po’. Per questa medaglia voglio ringraziare tutti i miei allenatori, dal primo tecnico che mi ha allenata fino a quelli attuali. Non sarei qui senza di loro».

Emozionato e felice anche Marco Barale: «È stata un’emozione fantastica nel momento in cui ho realizzato che eravamo arrivati secondi. Quando sono uscito dal poligono, infatti, non sapevo in qualche posizione mi trovassi, solo una volta arrivato in salita me l’hanno urlato da bordopista, allora ho trovato nuove energie cercando di andare a tutta fino all’arrivo. Quando ho tagliato il traguardo è stato bellissimo, non ho immediatamente realizzato, ma successivamente mi sono emozionato. Per quanto riguarda la gara, non sono partito benissimo, purtroppo sono arrivato alla serie in piedi insieme allo svedese e mi sono fatto trasportare dalla sua velocità, commettendo così degli errori evitabili. Fortunatamente Linda è andata fortissimo sugli sci e ha recuperato delle posizioni, cosa che sono riuscito a fare anch’io nell’ultima serie. Quando sono entrato al poligono in quinta piazza, ho pensato solo a sparare come fatto nei giorni precedenti in allenamento. I tifosi francesi erano tantissimi e facevano molto rumore, eravamo tanti atleti in piazzola a sparare contemporaneamente, quindi ho cercato solo di isolarmi e fare il mio lavoro. Alla fine è andata bene, sono riuscito a chiudere i bersagli abbastanza velocemente, utilizzando due ricariche. A quel punto ho fatto l’ultimo giro fatto al meglio delle mie possibilità nonostante fossi un po’ sulle gambe. Dopo questa medaglia, ci tengo a ringraziare tutti i membri dello staff della squadra italiana, che stanno facendo davvero un lavoro fantastico. Con loro anche i miei compagni, che ci hanno sostenuto sul tracciato anziché restare in camera a riposare. Infine voglio ringraziare la mia famiglia, l’allenatore del Comitato Alpi Occidentali, Alessandro Fiandino, e quelli dello Sci Club Alpi Marittime, Amos Pepino, Roberto Biarese e Rachele Fanesi, per tutto ciò che mi hanno insegnato e si è rivelato indispensabile per vincere la medaglia oggi».

Ricordiamo che la squadra azzurra è guidata a Losanna dal responsabile Daniele Piller Roner, coadiuvato da Mirco Romanin, Fabio Ciaciana e Hannes Kuppelwieser.

Giorgio Capodaglio

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