Salto | 12 gennaio 2020

Salto femminile - Dominio austriaco a Sapporo: vince Pinkelnig davanti a Lundby

Tre austriache nelle prime quattro posizioni, solo la norvegese riesce a infilarsi in mezzo; due azzurre a punti, sono Lara Malsiner 18ª ed Elena Runggaldier 23ª

Salto femminile - Dominio austriaco a Sapporo: vince Pinkelnig davanti a Lundby

È ancora Austria a Sapporo. Dopo la vittoria conquistata dalla giovanissima Marita Kramer nelle prima gara sul trampolino giapponese, è arrivata questa notte quella della ben più esperta Eva Pinkelnig, a confermare l’ottimo momento della squadra austriaca, vincendo a 31 anni la sua prima gara in Coppa del Mondo.

“Per la Coppa del Mondo attenzione alle austriache, le ho viste saltare molto bene”, Lara Malsiner ci aveva avvertito nell’intervista rilasciata a Fondoitalia alla vigilia della stagione e così è stato. Ai due successi iniziali ottenuti dalla solita Lundby a Lillehammer, che sembravano già indirizzare la Coppa del Mondo, sono seguite tre vittorie consecutive dell’Austria con altrettante atlete: Hoelzl, Kramer e Pinkeling.

Non a caso, anche scorrendo la classifica odierna, si può notare l’ottimo momento dell’Austria, che ha piazzato ben tre atlete nelle prime quattro posizioni, cinque nelle undici. L’unica a intromettersi nel dominio austriaco è stata proprio Maren Lundby, capace di chiudere ancora una volta al secondo posto, fortemente penalizzata nella prima serie di salto dalla scelta di farla partire con la stanga di partenza posizionata ben due gate più in basso rispetto alle altre (18 contro 20). La norvegese non ha trovato la distanza, anche se è in ogni caso riuscita a porsi subito in seconda posizione. Nell’ultima serie, poi, la norvegese non è stata solo capace di difendere la seconda piazza e recuperare ben sette punti a Pinkeling, il cui vantaggio era però irrecuperabile, ma anche migliorare ulteriormente il record del trampolino, fissandolo a 139,5 metri, dopo averlo fatto già ieri.

Pinkelnig ha vinto la gara nella prima serie, sfruttando al meglio il vento, e sbaragliando la concorrenza con un salto perfetto per lunghezza e stile, chiudendo così con 18.3 punti di vantaggio e uccidendo di fatto la gara. Nel secondo ha dovuto soltanto limitarsi a controllare e utilizzare la propria esperienza per non sentire pressione. Terza Iraschko-Stolz, indietro dopo il primo salto ma capace di tirar fuori dal cilindro una seconda serie seconda solo a quella di Maren Lundby, salendo sul podio dalla dodicesima posizione.

Quarta piazza per la solida Hoelzl, la più vicina a Lundby nella classifica generale, che vede la norvegese comandare con 405 punti, seguita dalle due austriache Hoelzl e Pinkelnig, rispettivamente a 330 e 309 punti.

Probabilmente un po’ delusa Sara Takanashi, che ha concluso soltanto al quinto posto, davanti alla compagna di squadra Ito. Settima la giovane norvegese Opseth, mentre Kramer non è riuscita a ripetersi chiudendo ottava, in ogni caso suo secondo miglior risultato in carriera. Nono posto per la russa Tikhonova, classe ’98, che aveva pescato un buonissimo primo salto partendo dal gate 22, chiudendo al terzo posto e assaporando il podio. Sul secondo, però, a velocità più bassa, dal gate 19, non è riuscita a ripetersi.

Indietro le tedesche e le slovene, con Ema Klinec in particolare che non è riuscita a trovarsi su questo trampolino, chiudendo sedicesima. Due le italiane questa volta in zona punti. Lara Malsiner è giunta diciottesima, confermandosi sui livelli emersi sabato. Elena Runggaldier è arrivata invece 23ª non riuscendo a trovare continuità nel salto. Ottima prima serie, chiusa in 17ª piazza, in difficoltà nel secondo nel quale le è mancata la distanza. Manuela Malsiner non ha superato il taglio delle qualificazioni.

Ben otto delle trenta atlete a punti sono nate dal 2000 in poi, addirittura 17 le Under 23, probabilmente anche logico se si considera che questa disciplina al femminile è ancora giovane. 

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Giorgio Capodaglio

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