Biathlon | 16 gennaio 2020

Biathlon - Emozioni d'oro! I quattro azzurri della staffetta mista parlano della loro grande giornata

Fondo It alia ha raccolto le sensazioni di Martina Trabucchi, Linda Zingerle, Nicolò Betemps e Marco Barale dopo il bellissimo successo alle Olimpiadi Giovanili di Losanna

Biathlon - Emozioni d'oro! I quattro azzurri della staffetta mista parlano della loro grande giornata

Hanno regalato all’Italia il primo storico oro alle Olimpiadi Giovanili al termine di una gara praticamente perfetta, nella quale ognuno dei quattro staffettisti ha fatto la sua parte per regalare all’Italia la medaglia d’oro. Martina Trabucchi, Linda Zingerle, Nicolò Betemps e Marco Barale, in rigoroso ordine di frazione, hanno conquistato un successo inatteso ma bellissimo, regalando all’Italia del biathlon un’altra bellissima soddisfazione da aggiungere alle tante avute negli ultimi anni, dai più grandi fino ad arrivare proprio ai giovani.

Fondo Italia ha contattato i quattro azzurrini, per raccogliere le loro emozioni e sentire come hanno vissuto questa bellissima vittoria.

Partiamo quindi dalla prima frazionista, Martina Trabucchi, dello Sci Club Brusson, che ha cambiato al quarto posto riuscendo a coprire i dieci bersagli senza utilizzare ricariche: «A oltre 24 ore di distanza persiste ancora la gioia per questo risultato che comunque è il più importante nella mia giovane carriera, la soddisfazione e la consapevolezza che i sacrifici fin qui fatti siano stati ripagati. Alla vigilia della gara ero molto tesa, perché non avevo mai fatto il lancio in una staffetta, quindi non avendo esperienza temevo di gestire male la situazione. Inoltre partivo in prima fila, perché ai precedenti YOG l’Italia aveva vinto il bronzo e sapevo di dovermi mantenere davanti senza farmi chiudere. Nella mia frazione poi c’erano tante big come Mokhova, che ha dominato le due gare individuali, e ciò aumentava la mia tensione. Alla fine sono riuscita a stargli abbastanza dietro e al primo poligono da terra non ho utilizzato ricariche ritrovandomi in zona podio. Da dietro mi ha ripreso la russa, ho sfruttato il suo ritmo sugli sci per non perdere tempo dalle primissime. Anche in piedi non ho sbagliato, sono uscita terza, poi mi ha ripreso la norvegese. Sono però soddisfatta della mia frazione anche sugli sci, perché sono consapevole di aver gareggiato contro atlete di altissimo livello nel fondo. Sapevo che poi Linda avrebbe recuperato. Come ho vissuto il resto della staffetta? Sono rimasta in pista con gli allenatori e visto la nostra vittoria arrivare piano piano. È stato molto bello, quando è arrivato Marco siamo corsi tutti giù felicissimi».

Si sente forte l’emozione nella voce della seconda frazionista Linda Zingerle, dell’ASV Antholzertal e aggregata al CS Esercito, capace di far registrare il miglior tempo di frazione e dare il cambio in testa: «Sono molto contenta della mia gara. Dopo l’ottima prestazione di Martina al poligono, temevo di non fare altrettanto bene al tiro. Alla fine me la sono cavata, a terra un po’ male ma non ho girato, invece in piedi sono molto soddisfatta di aver chiuso i cinque bersagli con sei colpi. Uscita dall’ultima serie ho pensato soltanto ad andare a tutta e arrivare il più avanti possibile, ce l’ho fatta cambiando addirittura in testa. Dopo la mia frazione sono andata a seguire il resto della gara al poligono vicino a Daniele (Piller Roner, ndr) ed ero strafelice vedendo gli altri sparare così bene. Non ho parole per descrivere ciò che è successo, per esprimere le emozioni provate, perché è troppo bello vincere una medaglia del genere insieme a tutta la squadra».

In terza frazione la solidità del valdostano Nicolò Betemps, dello Sci Club Bionaz Oyace, capace di chiudere ad appena 25” dalla Russia e soprattutto a mettere un margine rassicurante tra gli azzurri e gli altri.
«Non so come descrivere le emozioni provate. Quando Marco ha fatto zero nell’ultima serie di tiro e ho visto il russo girare, mi veniva da piangere. Alla viglia della mia frazione mi sentivo molto sotto pressione, perché le due ragazze avevano sparato bene e io purtroppo sono arrivato a questi YOG in una condizione non eccelsa. Il russo mi ha staccato subito, ma mi sono concentrato soltanto sul lavoro da fare, ossia sparare bene, cosa che non mi era riuscita nelle gare recenti. Ce l’ho fatta e sono soddisfatto della mia prova. Una volta dato il cambio a Marco mi sono recato sulla salita per vedere la gara vicino a Fabio (Cianciana, ndr). Ho fatto tanto il tifo per Marco e quando al primo poligono ha dimezzato lo svantaggio a 10”, Fabio mi ha detto che se Marco avesse sparato bene in piedi, avremmo vinto l'oro. Così è stato ed è arrivata questa bellissima vittoria. Come ho fatto a rendere tanto bene in staffetta nonostante non fossi in condizione? Ho pensato soltanto a non fare errori perché non ci avrei rimesso solo io.  Inoltre al cambio avevamo già un minuto sui terzi, quindi ero certo che pur perdendo qualcosa sugli sci, sparando bene il podio sarebbe stato fattibile. Ho provato solo a fare ciò che so».

Infine Marco Barale, dello Sci Club Entracque Alpi Marittime, capace di recuperare 25” al russo Domichek per poi staccarlo di oltre quaranta secondi, tagliando per primo il traguardo: «È il momento più bello della mia vita. In questa settimana sono successe tantissime cose, che non avrei mai immaginato. Sono felicissimo. Nico (Betemps, ndr) mi ha dato il cambio a una ventina di secondi dal russo, quindi ho pensato di non esagerare sugli sci e andare regolare, consapevole che la staffetta si sarebbe decisa al tiro. Non mi sono focalizzato troppo sugli sci al primo giro ma ho pensato soltanto a sparare bene. In questo modo sono uscito senza errori dalla prima serie e mi ero avvicinato tanto al russo. Nel secondo giro ho quindi accelerato sugli sci, poi quando stavo arrivando al secondo poligono, sapendo di avere 1’50” di vantaggio sul quarto, ho pensato che dovevo giocarmi ogni carta per vincere l’oro, perché l’occasione era troppo ghiotta, così ho rallentato prima del poligono per abbassare le pulsazioni e gestirle più facilmente. Ho fatto la mia serie senza pensare troppo a quello che avrebbe fatto il russo, ma concentrato soltanto a uscire con uno zero che mi avrebbe permesso di giocarmi l’oro. Ho raggiunto il mio obiettivo, ma nel frattempo il russo si è preso la penalità, così l’ultimo giro è stato quasi una passerella, abbiamo praticamente già festeggiato in pista, con amici, compagni e allenatori che continuavano a urlarmi che avevamo vinto. Se ho sentito pressione prima della mia frazione? No, mentre vedevo i miei compagni di squadra andare bene, avevo soltanto tanta voglia di partire. Forse anche troppa, visto che sono andato a fare riscaldamento esageratamente presto. Non vedevo l’ora di iniziare, perché avevo concluso la sprint con un po’ di rammarico, avevo tanta voglia di riscattarmi e giocarmi una medaglia in staffetta»

Giorgio Capodaglio

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