Biathlon | 13 febbraio 2020

Biathlon: Argento Italia nella staffetta mista. Solo la superNorvegia meglio degli azzurri

Non potevano iniziare meglio i Mondiali di Anterselva: l'oro va come prevedibile alla Norvegia, ma dietro c'è l'Italia di Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Dominik Windisch, mai così bene in un Mondiale; bronzo per la Repubblica Ceca.

Il quartetto azzurro, in un'immagine di repertorio

Il quartetto azzurro, in un'immagine di repertorio

Iniziano con uno storico argento azzurro i Mondiali di Anterselva. Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Dominik Windisch hanno raccolto il miglior risultato di sempre per una staffetta azzurra quando in palio ci sono le medaglie: solamente la Norvegia - favorita e di fatto perfetta - ha saputo fare meglio dell'Italia, ma solo nel poligono finale la situazione si è sbloccata, ovvero quando Johannes Bø ha saputo scavare una manciata di secondi di margine nei confronti di Windisch, sfruttando al meglio le due ricariche in una sessione di tiro giocata spalla a spalla. In precedenza un'epica frazione di Lukas Hofer aveva consentito al team azzurro di tenere contatto la testa. Una grande prestazione di squadra che ha regalato l'ennesima pagina di storia del biathlon azzurro, la risposta migliore che poteva esserci dopo le polemiche della scorsa settimana, il modo migliore per affrontare con tutta la serenità del caso la decade iridata che ora appare - mentalmente - davvero in discesa.

Oro dunque per la Norvegia con Marte Røiseland, Tiril Eckhoff, Tarjei Bø e Johannes Bø, splendido argento per i quattro moschettieri azzurri e bronzo per la spesso sorprendente Repubblica Ceca che ha trovato consistenza nel lancio di Eva Puskarcikova per lanciare la rincorsa al podio di Marketa Davidova, Ondrej Moravec e Michal Krcmar.

E le altre big? La Francia (settima) è crollata sin dal primo poligono con il giro di penalità di Julia Simon (Bescond lasciata a riposo è scelta poco comprensibile a meno di problemi fisici), senza poi riuscire a tornare nel giro delle medaglie (tra tutti il più convincente è apparso Fillon Maillet, pur lontano dalla vetta della testa). Prima frazione difficile anche per Linn Persson ed una Svezia (undicesima) che non ha potuto sfruttare appieno una Hanna Öberg in condizione sfavillante. Solo quarto posto quindi per la Germania che ha visto Franziska Preuss prima e Denise Herrmann poi in difficoltà in piedi, con l'ex fondista però apparsa in eccellente condizione sugli sci. Ma proprio la necessità di chiudere il gap aperto dalla compagna l'ha condotta ad andare fuori giri nella seconda sessione di tiro, lanciando così Peiffer in ritardo. Tra tedeschi e francesi, quinto posto per l'Ucraina seguita dalla Russia.

La chiave

Due i momenti chiave della gara: il poligono in piedi di Tiril Eckhoff che dopo una frazione accorta l'ha lanciata verso la prima posizione in solitaria a metà gara e quindi l'intera frazione di Lukas Hofer, capace di chiudere il buco nei confronti di Tarjei Bø a suon di zero errori al tiro per uscire addirittura in testa dopo la sessione in piedi. Un Hofer così può far sognare anche in vista della sprint di sabato.

La statistica

Due sole ricariche utilizzate dalla Repubblica Ceca, una da Puskarcikova in apertura ed una da Krcmar a chiudere, puliti Davidova e Moravec per confezionare l'ennesima impresa del team ceco. La discriminante era proprio la prima frazionista, ma Puskarcikova ha retto alla grande ed i compagni hanno fatto il resto. La precisione al tiro è stata la chiave del bronzo, ma anche dell'argento italiano, perchè la seconda nazione migliore al tiro è stata proprio l'ospitante, con sei ricarica utilizzate, due a testa per Vittozzi, Wierer e Windisch.

 

La Cronaca frazione per frazione

La gara parte piuttosto controllata, con Lisa Vittozzi che sceglie di entrare per prima al poligono, incappa in due errori ma è lesta con le ricariche ed esce dalla piazzola con 6" di margine nei confronti di Lisa Hauser, per il settimo posto parziale. Ma la prima grande notizia sono i 4 errori di Julia Simon, che fa sprofondare la Francia già al limite dei 40" di ritardo dalla vetta. I transalpini sono i primi favoriti ad affrontare una difficoltà; qualche balbettio anche per Linn Persson che con due ricariche perde 17" dalla vetta. Nel giro di mezzo il gruppo si ricompatta e nel poligono in piedi Vittozzi piazza una serie delle sue e prende il comando delle operazioni insieme all'ucraina Merkushyna con una manciata di secondi di margine sul gruppo: Røiseland a 4"9, Hauser a 5"6, Puskarcikova tiene a galla la Repubblica Ceca; Preuss fatica con e perde terreno (+28"1), Simon fatica ancora (+56") e Persson si ritrova nel mezzo (45"4); anche la Russia in difficoltà con Starykh.

Al cambio Dorothea Wierer e Tiril Eckhoff scattano appaiate e la norvegese fa subito capire di non aver alcuna intenzione di spingere. L'azzurra detta così un ritmo non troppo sostenuto che consente alle altre di avvicinarsi, sopratutto ad una scatenata Herrmann. Nel primo poligono Wierer incappa in un errore ma è la prima ad uscire dalla sessione, di fatto a braccetto con l'austriaca Innerhofer. Dorothea preferisce gestire al meglio lo sforzo, le altre si avvicinano ma il quarto poligono risulta cruciale: Wierer spara veloce e con un'ulteriore ricarica esce seconda alle spalle (6") di una Tiril Eckhoff sorniona ma eccellente nell'amministrare la frazione; in terza posizione ecco una perfetta Marketa Davidona (+11"8), Herrmann cede al tiro e si deve sobbarcare di un giro di penalità, allontanandosi dalla vetta e venendo sorpassata da una scatenata Öberg che risolleva la Svezia.

Al cambio Tarjei Bø è il primo a partire con una dozzina di secondi di margine su Lukas Hofer e Ondrej Moravec; la Svizzera è terza a 33", seguita da Ucraina, Blelorussia e Germania, staccata di 41", appena davanti alla Svezia (+56"); la Francia ferma ad oltre 1'40. 

La frazione di Hofer è da antologia: zero errori nei due poligoni - bravo anche a gestire una piccola indecisione in piedi, dopo il primo bersaglio - e beffa il maggiore dei fratelli Bø, uscendo per primo dalla seconda sessione di tiro. Il norvegese che sembrava in ritmo ha invece commesso due errori in piedi: Hofer non poteva esprimersi in maniera migliore, di gran lunga la migliore esibizione della stagione, nel giorno giusto. Bravo, bravissimo Hofer che nel giro finale viene sì raggiunto dallo scandinavo, ma vede aumentare il vantaggio nei confronti della concorrenza: la Repubblica Ceca insegue a 5", oltre i 30" tutti gli altri, compresa la Germania di Ard Peiffer cui non è riuscita la rimonta, soprattuto per qualche indecisione nel tiro in piedi. 

Tarjei e Hofer danno il cambio insieme a Johannes e Dominik Windisch ed i due vanno appaiati fino al primo poligono. Bø è più lesto, ma il padrone di casa non è da meno e nel giro di poche centinaia di metri va a richiudere quel buco di tre secondi patito in termini di tempo di rilascio colpi. Johannes - come Eckhoff in precedenza - lascia spazio all'azzurro: dietro Krcmar ha una ventina di secondi di margine.

Windisch si prende la prima piazzola all'ultima sessione di tiro: due errori per entrambi, ma Bø fa la differenza con le ricariche ed esce in testa con 9"3 di vantaggio su un prezioso Windisch che si invola verso uno storico argento. Dietro si conferma terzo Krcmar (22"8) che tiene a bada la Germania di Benedikt Doll che vede spegnersi le possibilità di podio.

 

La classifica della staffetta mista mondiale

Luca Perenzoni

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