Sci di fondo | 01 marzo 2020

Fondo, Mondiali Under 23 - Finale pazzesco nella sprint: Armellini è storico argento dietro Hegdal, i russi cadono

L'azzurro riporta l'Italia sul podio di una sprint mondiale Under 23 per la prima volta dal 2013, quando ce la fece Pellegrino; tra condizioni meteo e cadute una gara folle, ma Armellini è bravissimo a fare tutto al meglio e approfittarne

Fondo, Mondiali Under 23 - Finale pazzesco nella sprint: Armellini è storico argento dietro Hegdal, i russi cadono

A sette anni di distanza dalla medaglia d’oro conquistata da Federico Pellegrino a Liberec, l’Italia ritrova il podio in una sprint dei Mondiali Under 23 maschile. A conquistarla un bravissimo Mattia Armellini, capace di andare oltre la fatica e approfittare delle situazioni di gara e degli errori altrui, non mancando l’appuntamento con la sua giornata di gloria e vincendo così un bellissimo argento alle spalle del norvegese Hegdal e davanti ad Amundsen.

Una finale incredibile quella vissuta a Oberwiesenthal, dove è accaduto di tutto con i russi ad autoeliminarsi. Al via della finale il russo Filimonov si è subito messo in testa a tirare con Armellini nelle prime posizioni, poi è arrivato il norvegese Hegdal a dare giù il gas mettendo in difficoltà tutti, compreso l’italiano. Il poliziotto lombardo sembrava quasi non averne più all'imbocco della salita, poi d’improvviso il contatto tra il russo Terentev e il tedesco Leupold che sono andati a terra e come per magia l’azzurro è sembrato avere una reazione quasi adrenalinica, dando una grande accelerata e mettendosi anche davanti ad Amundsen, all’inseguimento di Hegdal e Filimonov. Il poliziotto lombardo era ormai certo del bronzo una volta arrivato sul rettilineo finale, ma in quel momento è arrivata l’incredibile caduta di Filimonov, così Armellini ha sprintato andando addirittura quasi a raggiungere uno straordinario Hegdal, meritatissima medaglia d’oro, vincendo così un argento certamente inatteso alla vigilia, per la festa di tutto il team italiano.

Armellini ha subito espresso le proprie emozioni al microfono degli organizzatori: «Sono orgoglioso del mio risultato e voglio dire grazie al team e alle Fiamme Oro. Le condizioni oggi non erano delle migliori tra neve, sole, nebbia e vento, ma fa parte del gioco. È stato un ottimo risultato per me, sono contento, perché ho centrato la mia miglior gara della stagione, forse della vita. Non ero mai andato così forte in qualificazione, ma oggi ho dato tutto quello che valevo. È divertente essere qui con i miei compagni, siamo una famiglia». Bravissimo perché su quel tratto di salita è riuscito a mettere diversi metri tra sé ed Amundsen, dimostrando di averne e forse dalla gara di oggi può riuscire a costruire il proprio futuro.

Il RESTO DELLA GARA
Assurdo anche l’inizio dei quarti di finale. Sotto una copiosa nevicata, in ben due occasioni infatti la partenza della prima batteria è stata ripetuta. Non si è capito cosa sia accaduto nella prima partenza, quando addirittura alcuni atleti erano andati molto avanti. Nella seconda, invece, è successo l’incredibile perché è stato squalificato Chappaz, il migliore in qualfiicazione, partito probabilmente prima degli altri, anche se sinceramente riguardando il via non sembrava. Una volta partiti è stato bravissimo Mattia Armellini, che non ha perso la concentrazione e gestendo la gara alla perfezione è riuscito a imporsi davanti a Leupold, raggiungendo la semifinale. Curiosamente al via della terza partenza è finito a terra l’altro francese Tom Mancini, finito poi quarto. A questo punto ha smesso improvvisamente di nevicare, così il secondo quarto è stato più veloce. L’ha vinto il norvegese Amundsen sullo svedese Jacobsson. Tutto facile per Terentev nella sua batteria, vinta nettamente sullo svedese Aflodal, mentre è finito a terra il canadese Ritchie, sesto in qualificazione. Il norvegese Hegdal si è imposto nella quarta batteria davanti al russo Filimonov, capace di qualificarsi nonostante la rottura del bastoncino. Batteria veloce, che ha qualificato anche il francese Schely. Infine con uno splendido finale si è qualificato il tedesco Brugger, davanti allo svizzero Riebli e il francese Chautemps, anch’egli rientrato da lucky loser.

È uscito il sole ma si è alzato anche un forte vento nel momento in cui è partita la prima semifinale. Ritmo molto alto quello tenuto dal russo Terentev insieme al norvegese Amundsen. Sono proprio loro due a chiudere nelle prime due posizioni nella volata finale, davanti al tedesco Leupold e a Mattia Armellini, un po’ rallentato all’inizio della salita per un contatto con lo svedese Jacobsson. Poco male per il lombardo delle Fiamme Oro, capace di qualificarsi per la finale. Nell’altra semifinale tutto facile per Hegdal e Filimonov, che come nei quarti sono riusciti ad andare subito in fuga e qualificarsi facilmente. Quindi la finale con poche gioie per i russi e la grande festa di Mattia Armellini.

CLASSIFICA FINALE
1° V. Hegdal (NOR)
2° M. Armellini (ITA)
3° H. Amundsen (NOR)
4° A. Terentev (RUS)
5° D. Filimonov (RUS)
6° R. Leupold (GER)
7° J. Brugger (GER)
8° A. Chautemps (FRA)
9° G. Aflodal (SWE)
10° T. Schely (FRA)

Giorgio Capodaglio

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