Sci di fondo | 05 marzo 2020

Fondo, Mondiali Under 23 - Oro norvegese con Amundsen sul russo Ardashev; 5° Simone Daprà

Grande sfida tra i norvegesi e il russo, risolta a favore di Amundsen; terzo un altro norvegese, Moseby; quinta piazza per Daprà, che ha lottato per il podio fino a 8km dall'arrivo

Fondo, Mondiali Under 23 - Oro norvegese con Amundsen sul russo Ardashev; 5° Simone Daprà

Dopo il bronzo nella sprint e l’argento nella 15km in classico, è arrivata anche la medaglia d’oro per Harald Østberg Amundsen. Il classe ’98 norvegese, 23° nello skiathlon di Coppa del Mondo a Lillehammer lo scorso dicembre, si è imposto nella mass start di 30km in tecnica libera al termine di una bellissima battaglia con il russo Ardashev.

Con interpreti diversi, la gara del Mondiale Under 23 di Oberwiesenthal ha ricordato più o meno quelle dell’attuale Coppa del Mondo, con un russo a battagliare con i norvegesi. Fin dall’inizio, infatti, la squadra norvegese si è messa in testa a fare il passo gara, riuscendo piano piano a far selezione. A resistere all’azione di Amundsen, coadiuvato da Moseby e Bucher-Johannessen, oltre al russo Ardashev, anche un generosissimo Simone Daprà, rimasto in lotta per le medaglie fino a 8 chilometri dall’arrivo, prima di venire staccato sul tratto più duro dell’anello da 5km, purtroppo quello non coperto dalle telecamere.

Nel finale anche gli altri due norvegesi sono stati costretti a mollare, l’azione di Amundsen si è fatta sempre più irresistibile, ma nonostante ciò il russo è riuscito a resistere sino all’ultima salita, quando il norvegese ha accelerato ulteriormente, mettendo tra sé e Ardashev quei pochi metri di vantaggio che hanno di fatto chiuso la gara sullo scollinamento, prima del rettilineo finale. Alle spalle dei duellanti si è piazzato Moseby, capace di tenere le loro code fino alla prima parte dell’ultimo giro, quando è stato poi costretto a desistere. Quarto Bucher-Johannessen, che aveva mollato poco prima, mentre Daprà ha terminato al quinto posto, andando avanti con il suo passo nel finale. Il trentino, che era apparso deluso dopo la 15km in classico, può ritenersi soddisfatto della sua prestazione, anche se sicuramente, conoscendo la sua determinazione, avrebbe sperato di uscire dalla gara odierna con una medaglia che a un certo punto sembrava alla sua portata.

Top ten per Martin Coradazzi, che ha concluso in decima posizione, dopo essere riuscito a fare una buona parte di gara con il norvegese Hope, poi sesto, che l’ha staccato poco prima dell’ultimo giro. Il friulano sta disputando un buonissimo Mondiale, una bella crescita rispetto all’inizio della stagione. 17ª piazza per Lorenzo Romano, che ha perso nel finale di gara dopo aver lottato per un posto nella top ten fino a metà dell’ultimo giro. Il piemontese aveva perso diverse energie nel secondo giro per recuperare a seguito di una brutta caduta.

Chi è uscita delusa dalla gara odierna è sicuramente la Francia, che aveva legittimamente delle alte aspettative, visto quanto fatto dai suoi atleti nel corso della stagione. Il solo Chautemps, autore di un ultimo giro favoloso, è riuscito a rientrare nella top ten chiudendo settimo; 13° Hugo Lapalus, capace già di mostrare ottime cose in Coppa del Mondo, mentre si sono addirittura ritirati Tom Mancini e Jules Chappaz. Certamente si è trattato solo di un incidente di percorso, perché i risultati dei francesi nel corso non soltanto di questi giorni sono sotto gli occhi di tutti e per l'Italia deve essere forse proprio la Francia l'esempio da seguire per il rilancio. Discorso simile anche per la Germania, alla quale è mancato completamente Janosh Brugger, giunto 26°.

LA GARA
Il norvegese Amundsen si è subito messo in testa tenendo un ritmo molto alto e sulla parte più dura del percorso si è fatta già selezione, ma gli azzurri sono rimasti con i migliori. Il passo di Amundsen e Ardashev è risultato tosto per tutti, così in testa si è formato un gruppetto di dieci atleti, tra i quali anche Daprà e Romano, oltre ai francesi Lapalus, Chautemps e Chappaz, i norvegesi Moseby e Bucher-Johannesen e l’austriaco Vermeulen. All’inizio del secondo giro al gruppo si è unito anche il tedesco Brugger.  

Nel duro tratto di salita l’azione di Amundsen ha messo in difficoltà diversi atleti, così il gruppo di testa si è ridotto ad appena sette elementi. Oltre al norvegese erano presenti Ardashev, Moseby, Lapalus, l’azzurro Daprà, Chautemps e Bucher-Johannesen. Si è staccato Romano, finito a terra in discesa, dopo essere stato toccato molto probabilmente da Chautemps. Alle loro spalle il terzetto formato da Hope, Vermeulen e l’italiano Coradazzi. Al termine del giro, in testa sono rimasti in sei, perché anche il francese Chautemps non è riuscito a tenere il ritmo dei primi.

Anche nel terzo giro sono stati sempre Ardashev e Amundsen a fare ritmo e a metà gara il gruppo di sei atleti, comprendente l’azzurro Daprà, è transitato con un vantaggio di 28” sulla coppia formata da Hope e un bravissimo Coradazzi. A un minuto di distacco dalla testa un gruppo comprendente anche Romano. L’azione di Amundsen all’inizio del quarto giro è stata subito pesante per gli altri, mietendo una prima vittima, il francese Lapalus, costretto a staccarsi. Daprà è stato bravo a resistere, passando con il quintetto in testa al ventesimo chilometro, ma nel tratto più duro del quinto giro l’azione dei norvegesi, che si sono messi a tirare ancora più pesantemente, ha mandato in difficoltà Daprà, che si è staccato dagli altri quattro. Situazione simile alla Coppa del Mondo, quindi: un russo e tre norvegesi.

Quando è suonata la campana dell’ultimo giro, in vetta era sempre presente Amundsen, davanti ad Ardashev e Moseby, riuscito in un modo o nell’altro a tenersi a contatto, mentre Bucher-Johannessen si è staccato. Daprà ha chiuso il giro in quinta piazza a 33” dalla vetta, mentre Hope ha lasciato la compagnia di Coradazzi raggiungendo Lapalus. Come prevedibile, osservando il finale del giro precedente, nel tratto più duro Moseby ha perso contatto con Amundsen e Ardashev, rimasti soli a giocarsi l’oro. Spettacolare la battaglia tra i due sull’ultima salita, Amundsen con una grande azione è riuscito a scollinare in testa e presentarsi sul rettilineo finale con un vantaggio tale da permettersi di evitare la volata e vincere un bellissimo oro sul russo, costretto ad accontentarsi dell’argento. Sul terzo gradino del podio Haavard Moseby a regalare un’altra medaglia alla Norvegia, con Bucher-Johannessen quarto. Quinta piazza per l’azzurro Simone Daprà, al termine di una gara molto generosa nella quale ha provato a lottare per la medaglia. Sesto posto per l’ultimo dei norvegesi Hope. Settima posizione per Chautemps, primo dei francesi. Primo degli azzurri un ottimo Coradazzi, che ha chiuso decimo, mentre Romano ha terminato diciassettesimo, dopo aver perso nel finale.

CLASSIFICA FINALE TOP TEN
1° H.O. Amundsen (NOR) 1:12’42.0
2° S. Ardashev (RUS) +7.4
3° H. Moseby (NOR) +40.5
4° T. Bucher-Johannessen (NOR) +1’12.7
5° S. Daprà (ITA) +1’51.5
6° J.R. Hope (NOR) +2’27.6
7° A. Chautemps (FRA) +3’01.5
8° F. Andersson (SWE) +3’04.0
9° R. Vigants (LAT) +3’06.6
10° M. Coradazzi (ITA) +3’07.5

17° L. Romano (ITA) +3’33.4

Giorgio Capodaglio

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