Sci di fondo | 07 marzo 2020

Fondo, Mondiali Under 23 - Grande prova dell'Italia, è bronzo nella staffetta mista

Anna Comarella, Simone Daprà, Martin Coradazzi e Francesca Franchi hanno chiuso al terzo posto alle spalle di Norvegia e Russia; per l'Italia del fondo è la quarta medaglia mondiale

Fondo, Mondiali Under 23 - Grande prova dell'Italia, è bronzo nella staffetta mista

Il fondo italiano completa il suo poker di medaglie, vincendo il quarto bronzo al Mondiali Juniores e Under 23 di Oberwiesenthal con la staffetta mista Under 23, formata da Anna Comarella, Simone Daprà, Martin Coradazzi e Francesca Franchi. Un’Italia sempre in gara per le medaglie con Comarella, non al meglio della condizione, a resistere nella tostissima prima frazione, Daprà bravissimo nel rientrare sul russo gettando il cuore oltre l’ostacolo nella seconda frazione, poi un Martin Coradazzi ad altissimo livello in terza, quando è riuscito a restare con il tedesco Leupold, staccando la Svezia, probabilmente la squadra più pericolosa in ultima frazione per la medaglia. Ci soffermiamo un attimo sul giovane friulano, perché ha dato il meglio di sé proprio in questo Mondiale, mostrando a se stesso che il lavoro svolto in estate ha portato quei risultati sperati dopo un po’ di sofferenza iniziale. Infine bravissima Francesca Franchi, perché ha capito di averne nettamente di più rispetto alla tedesca e se ne è andata via al momento giusto anche per non correre il rischio di far rientrare Olsson e Swirbul alle sue spalle.

La vittoria è andata come da pronostico alla bellissima Norvegia di Marte Johansen, Haavard Moseby e dei fratelli Harald e Hedda Amundsen. Una gara senza storia, perché la squadra norvegese ha dimostrato di averne molto di più rispetto alla concorrenza. In seconda piazza la Russia guidata dal talento di Ardashev, capace di riportare la sua nazionale in zona podio dopo le difficoltà della prima frazione e aspettare che Filimonov e Dubotolkina completassero l’opera. Quindi alle spalle dell’Italia è giunta la Svezia, che ha risentito dell’assenza al femminile di Andersson e Ribom, mentre la Francia ha clamorosamente steccato giungendo sesta per un Mondiale certamente al di sotto delle aspettative per i transalpini, visto quanto fatto in stagione. Settima la Germania, crollata in ultima frazione. Piccola nota per la Cina, perché in prima frazione Chi ha fatto nuovamente una grande impressione, atleta ormai da Coppa del Mondo.

Torniamo però all’Italia, perché quattro medaglie in un Mondiale rappresentano un segnale importante lanciato dai giovani fondisti azzurri, che hanno mostrato soprattutto nelle staffette di saper soffrire, tagliare il traguardo senza più una goccia di energia in corpo, dare tutto quanto a propria disposizione. I giovani azzurri hanno fatto capire di avere la giusta cattiveria e ovviamente anche il talento. Bello constatare che anche i tre esclusi di questa staffetta Under 23, Romano tra gli uomini, Pittin e Bellini tra le donne, abbiano fatto nel corso di questa stagione notevoli passi avanti rispetto a quella passata, mentre Graz, che si è allenato in estate con l’Under 23, è tornato a casa con due bronzi. Significa che il lavoro fatto è stato quello giusto, così come, risultati alla mano, quello dell'Under 20. Ora sarà bene proseguire questo percorso e dare spazio a questi ragazzi, senza la fretta di chiedergli il risultato immediato, ma certamente portandoli a crescere nel modo giusto per regalare all’Italia un bel futuro.

LA GARA   

Condizioni difficili fino alla fine per i fondisti impegnati nei Mondiali Under 23 di Oberwiesenthal con neve e vento ad accompagnare anche l’inedita staffetta mista. Al via prima una donna che percorre in classico, poi due uomini in classico e successivamente in skating, a chiudere quindi la seconda donna in skating.

Nella prima frazione femminile subito all’attacco la Norvegia con Johansen, che già nel primo giro riesce a fare un po’ di selezione, approfittando anche delle difficoltà di molte atlete, che faticano a stare in piedi. Al primo passaggio si avvantaggia un gruppetto con Norvegia, Svezia, Cina, USA, Russia e l’Italia con Anna Comarella. Leggermente più indietro la tedesca Fraebel, caduta in salita. La norvegese prosegue sempre in testa portandosi dietro la brava cinese Chunxue Chi, ormai non più una sorpresa. È Anna Comarella a guidare le altre per non farsi staccare. Grazie all’azione dell’azzurra, la norvegese non riesce ad avvantaggiarsi, così in testa si forma un gruppo di cinque atlete (Johansen, Chi, Kern, Hagstroem e Comarella), con Fraebel all’inseguimento, mentre la russa Matsokina perde 15” e la francese Ducordeau addirittura 25”. Anche l’azzurra, però, perde qualche metro dalle prime quattro nel bosco e viene agganciata da Antonia Fraebel. Bella l’azione di Julia Kern in salita, che consente agli USA di cambiare in testa su Svezia, Norvegia e la Cina in un gruppo un po’ allungato. Comarella è quinta a 16” insieme alla tedesca Fraebel.

La Cina va subito in difficoltà con Lin Bao, subito staccato dal terzetto in testa formato da Hunter Wonders, Haavard Moseby e Leo Johansson, ma alle loro spalle Janosch Brugger e Simone Daprà dimezzano il proprio svantaggio scavalcando Bao. In grande rimonta anche la Russia con Ardashev, che in due chilometri passa da 44” a 24”. Sul tratto più duro arriva il primo attacco di Moseby, che riesce a staccarsi concludendo il primo dei suoi quattro giri con 4”5 sullo svedese Johansson, 8”1 sullo statunitense Wonders, 10”8 su Brugger, 13”4 su Daprà e 24”7 sul russo Ardashev. Aumenta il vantaggio del norvegese sullo svedese, mentre Brugger scavalca Wonders e si attacca a Johansson. Daprà resta a galla, riprende Wonders e viene agganciato dall’ottimo Ardashev, l’unico più veloce rispetto al norvegese. Il ritmo del russo, però, sembra troppo alto per l’azzurro che in un primo momento non riesce a restargli attaccato. Ma nel tratto di salita Daprà getta il cuore oltre l’ostacolo, tira fuori delle energie che non sapeva nemmeno di avere e al cambio è attaccato al russo a 15” dalla testa, ma soprattutto a 4” dalla Germania e 2” dalla Svezia, in piena zona podio.

La Norvegia ha ora l’artiglieria pesante con Harald Østberg Amundsen, che va avanti con il suo passo e guadagna costantemente sugli altri. La Germania naviga in seconda piazza con Richard Leupold, che ha 40 metri di vantaggio sullo svedese Andersson, il russo Filimonov e l’azzurro Coradazzi. Il norvegese incrementa il proprio vantaggio, mentre alle sue spalle il russo aggancia e stacca Leupold, che resta in compagnia di Coradazzi, mentre si stacca lo svedese. L’Italia è in lotta per il bronzo. Il tedesco sul tratto più duro cerca di staccare l’azzurro, che si attacca sulle sue code.

Al cambio è netto il vantaggio della Norvegia, con Harald Amundsen che dà il cambio a sua sorella Hedda. Quindi Filimonov a lanciare Dubotolkina a 30”, mentre Leupold e Coradazzi chiudono a 49” dalla vetta, dando il testimone a Coletta Rydzek e Francesca Franchi. Attenzione però alla Svezia a 1’06”, che ha in gara Moa Olsson in compagnia della statunitense Jailey Swirbul, Francia a 1’13” quando tocca a Flora Dolci.

Francesca Franchi parte subito a tutta mettendosi davanti Rydzek e recuperando qualcosa su Dubotolkina. Alle loro spalle collaborano Moa Olsson e Swirbul, mentre la norvegese Amundsen si gode la passerella, mantenendo il vantaggio di 31” sulla russa, che torna a guadagnare sulla coppia Franchi – Rydzek. Nel frattempo Olsson e Swirbul sono a 17”. Sulla salita prima dell’ingresso allo stadio la trentina attacca la tedesca e riesce ad andarsene, così al passaggio allo stadio l’azzurra è terza a 41” dalla norvegese, che comanda con 28” di margine sulla russa. Rydzek è a 12” dall’azzurra, che ha guadagnato anche su Olsson e Swirbul. Franchi continua a spingere, recuperando anche un paio di secondi sulla russa, mentre alle sue spalle prende in mano la situazione Swribul che con Olsson cerca di mettersi all’inseguimento dell’azzurra che ha sempre più di 20” di margine. È ormai troppo tardi per recuperare la trentina, lanciatissima ormai verso il terzo posto.

Hedda Amundsen si gode il finale e taglia il traguardo a braccia alzate per una vittoria ancora più bella, perché arrivata con suo fratello. Alle sue spalle regge bene la Russia, che prende l’argento, poi ecco l’Italia per il quarto bronzo in questo Mondiale e l’ennesima festa azzurra.

CLASSIFICA FINALE
1ª Norvegia 54’40.5
2ª Russia +26.7
3ª Italia +40.2
4ª Svezia +52.7
5ª Stati Uniti +54.6
6ª Francia +1’16.8
7ª Germania +1’34.1
8ª Finlandia +2’05.4
9ª Austria +2’14.4
10ª Kazakistan +2’26.4

Giorgio Capodaglio

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